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Il testo di quell'unica intervista rilasciata da Restivo padre

Ecco il testo dell'unica intervista rilasciata da Maurizio Restivo dal giorno della scomparsa di Elisa a oggi. È il 21 ottobre 1994 quando viene pubblicato un servizio sul magazine Visto che raccoglie un suo sfogo dopo l'arresto di Danilo per false dichiarazioni rese al pm. 

«Giustizia ad orologieria; i miei avvocati sono convinti che si tratti di questo. A un anno di distanza dalla scomparsa di Elisa, gli inquirenti, che brancolano nel buio, sotto la spinta emotiva di manifestazioni popolari non avrebbero trovato di meglio che prendersela con il mostro più plausibile, Danilo Restivo, mio figlio. Da un mese il mio ragazzo è in prigione in totale isolamento, con l'accusa di false dichiarazioni, infamato dal sospetto di aver qualcosa da nascondere riguardo alla misteriosa sparizione di quella povera ragazza. Un anno fa, quando questa storia è iniziata, quando Danilo per la prima volta fu interrogato dalla polizia, ho giurato a me stesso che se aveva sbagliato era giusto che pagasse. Dopo avergli parlato, però, son certo della sua estraneità a questa terribile vicenda. Mio figlio non sa mentire». 

Maurizio Restivo è un uomo di vasta cultura. Dirige la Biblioteca nazionale di Potenza, dopo averla fondata. È autore di libri, dipinti e sculture. Sua moglie, Maria Rosa, è insegnante. Hanno anche una figlia, Anna, che frequenta il secondo anno della facoltà di Chimica. La loro, insomma, è una delle famiglie bene di Potenza. Dal 12 settembre dello scorso anno, però, vivono nel dramma. Quel giorno Elisa Claps, 16 anni, sparisc enel nulla in pieno centro cittadino. E da allora nessuno ne ha più notizia. Tre persone l'hanno incontrata, tra le 11.30 e le 13.30 di quella domenica mattina: la prima è Danilo Restivo, 22 anni, un carattere taciturno. Gli investigatori sono convinti che Elisa sia morta, e che la sua fine sia legata a un'atroce storia di sequestro con sfondo sessuale. La loro attenzione si sposta dall'inizio su due giovani, Eris Geca, albanese di 20 anni, e Danilo. Entrambi corteggiavano Elisa. Entrambi, inoltre, forniscono una versione dei loro movimenti, nel corso di quella domenica mattina, che appare contraddittoria. 

Il 22 dicembre Eris Geca viene arrestato sotto l'accusa di false dichiarazioni al pm. Tornerà in libertà l'11 gennaio su decisione del Riesame. La pista albanese torna alla ribalta. Pochi giorni fa un vigile urbano racconta di aver saputo in Albania che Elisa è stata vista tra Durazzo e Tirana. Risultati? Un altro buco nell'acqua. Si trattava di una sosia della ragazza. Il 10 settembre di quest'anno è la volta di Danilo. Anche lui finisce dietro le sbarre per false dichiarazioni e gli viene comminato l'isolamento perché non possa più inquinare le indagini. 

«A Elisa - disse Danilo agli inquirenti - avevo fatto la corte fino al luglio precedente, lasciando perdere quando, dopo lamia dichiarazione, lei mi aveva detto di voler bene a un altro. Eravamo comunque restati amici. Quella mattina siamo entrati in chiesa e siamo rimasti a chiacchierare per più di dieci minuti dietro l'altare maggiore. Elisa mi ha detto che con Paola non c'era nulla da fare, visto che anche lei era innamorata di un altro. Poi è andata via, di corsa, perché doveva raggiungere i suoi familiari per un pranzo in campagna. Era turbata quella mattina. C'era un ragazzo che le stava dando fastidio. Sono uscito anch'io dalla chiesa, dopo aver pregato per un po'. Sono andato a zonzo in città in cerca di amici. Non li ho trovati e sono finito in un cantiere edile. C'ero già stato tempo prima in compagnia di Paola. Mentre ero lì sono caduto da una scalinata e un pezzo di lamiera mi ha ferito alla mano sinistra. Spaventato dal sangue che usciva copioso sono corso verso casa: qui, erano le 13.15 ho incontrato mia sorella e il suo fidanzato che mi hanno accompagnato all'ospedale dove la ferita mi è stata suturata. Tornato a casa ho saputo che di Elisa non c'era più traccia. Ho telefonato più volte ai suoi familiari sperando che ci fossero buone nuove. Poi sono partito per Napoli, dove il giorno seguente dovevo sostenere la selezione per l'ammissione al primo anno della facoltà di odontoiatria». 

Tutto falso, sbottano in Procura. Eliana De Cillis, l'amica del cuore di Elisa, sapeva che Danilo ed Elisa quella mattina dovevano incontrarsi. Danilo voleva consegnare a Elisa un regalo per la sua promozione. Perché non ne ha parlato? In chiesa, dietro l'altare maggiore, nessuno ha assistito alla chiacchierata tra Danilo ed Elisa. Eppure erano in tanto presenti lì quella mattina. Danilo dice di essersi recato nel cantiere che già conosceva per esserci stato con Paola Santarsiero. Questa nega la circostanza e, dopo una prima deposizione tutta piena di elogi sul buon comportamento di Danilo, racconta ai magistrati di aver saputo che qualcuno avrebbe visto quella mattina Elisa e Danilo litigare in una strada di Potenza, che il ragazzo gli era sempre sembrato un po' strano. 

Danilo le avrebbe raccontato di conoscere molti segreti della cattedrale e di possedere le chiavi della chiesa della Trinità. È lì, nei sotterranei, che, si dice, Danilo avrebbe occultato il corpo di Elisa. Inoltre, Danilo le avrebbe detto che lui, pur essendo un buono, era capace di qualsiasi cosa se qualcuno gli faceva venire la mosca al naso. Ed ancora. Nel cantiere non ci sono lamiere. Come si è procurato il taglio Danilo? Rotolando lungo la scalinata di cemento, poi, avrebbe dovuto procurarsi lesioni. Perché ha raccontato di essersi fatto male alla spalla e al fianco sinistro solo molto tempo dopo il primo interrogatorio in cui denunciava esclusivamente la lesione alla mano sinistra? 

«Ci si arrampica sugli specchi», protesta Maurizio Restivo. «S'invoca la circostanza del regalo per fondare un interesse maggiore di Danilo nei confronti di Elisa, quando il mio ragazzo non ha mai negato di aver nutrito, in passato, un interesse per quella poverina. Non potrebbe essersi sbagliata Eliana, anche lei caduta in tante contraddizioni? Che nessuno abbia visto Danilo ed Elisa in chiesa è tecnicamente possibile. Il luogo in cui si erano appartati è ben celato agli sguardi di coloro che dicono di non averne notato la presenza. Paola Santarsiero, poi, dopo i primi sospetti su Danilo gli ha levato il saluto e ha le sue buone ragioni per negare ogni rapporto con lui. Danilo in ospedale, inoltre, c'è andato per la sua innata paura del sangue, non per costruirsi un alibi. Degli altri lividi non ha parlato perché quello che temeva era soprattutto la vista del sangue. Basta questo per accusarlo di false dichiaraizoni, per buttare addosso a un ragazzo la croce del sospetto? No, solo chi non conosce Danilo può interpretare negativamente i suoi comportamenti. È un ragazzo buono, normale, appassionato di auto d'epoca e moto. Non nego che abbia creato qualche problema. Con la scuola, per esempio, non è mai andato troppo d'accordo, tanto da conseguire un diploma in una a pagamento. Con le donne è un puro, non gliene va bene una per la sua rigidità caratteriale. Gli sembrano tutte poco serie, lui che, la prima volta che strinse una relazione, pochi giorni dopo pretendeva da me che organizzassi il fidanzamento ufficiale. Di prezzi ne ha già pagati tanti il mio ragazzo. L'esame che doveva sostenere il giorno dopo la scomparsa di Elisa gli è andato male. È stato isolato dagli amici. Hanno tirato fuori pure una vecchia storia di quando era ragazzino. Ferì con un coltellino un suo compagno di giochi durante una sfrenata guerra tra indiani e cowboy. So io quante lacrime pianse allora per quel gesto dettato solo dalla concitazione. Dal carcere mi ha mandato a dire di essere sereno, di non preoccuparmi perché lui è innocente. Gli dico ancora una volta che gli credo, che il suo papà farà di tutto per riportarlo a casa».

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