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La storia delle Olimpiadi moderne ha inizio nel 1896

AteneROMA - C'è il barone de Coubertin all'origine delle Olimpiadi moderne. Appassionato della storia dell'antica Grecia, il pedagogo francese alla fine del 19° secolo, pensò di proporre una versione moderna dei Giochi che, dal 776 avanti Cristo al 393 dopo Cristo, avevano rappresentato un'occasione di confronto, non solo sportivo. L'idea cominciò a diffondersi in Europa: archeologi francesi e tedeschi, lavorando attorno alle rovine di Olimpia, riportarono alla luce il vecchio stadio, i luoghi sacri dove venivano celebrate feste in onore di Giove.
Il 25 novembre 1892, a 29 anni, Pierre de Fredi, barone de Coubertin, lanciò il suo appello e quasi due anni più tardi (23 giugno 1894) a Parigi, durante il primo congresso olimpico, al quale parteciparono 15 membri, propose di far rinascere i Giochi e lanciò quello che è ancora oggi il motto del Comitato Olimpico Internazionale (Cio): citius, altius, fortius (più veloce, più alto, più forte). Naturalmente, come prima sede, fu scelta Atene. Il progetto prese forma nel 1896 con il nome di «Giochi olimpici». La cadenza sarebbe stata di 4 anni, seguendo il calendario lunare dell'antica Grecia. Un greco, Demetrios Vikeles, al quale de Coubertin succedette nel 1896, fu designato presidente del Cio.

Degli olimpionici antichi, resta il ricordo dei più celebrati: Koroibos, il primo vincitore nel 776 A.C., Milone di Crotone che, nel 472 A.C., vinse sei gare. I Giochi conservarono il loro prestigio nei secoli anche se il successivo dominio romano ne mutò l'identità. Ci fu spazio per barbari e gladiatori. Tiberio, futuro imperatore, fu il primo barbaro a vincere un titolo. La mano di Teodosio, imperatore romano cattolico ostile alle manifestazioni pagane, pose fine ai Giochi dell'antichità. Nel 393 d.C. ne decretò la soppressione e la stessa Olimpia venne parzialmente distrutta da Teodosio II, prima che un terremoto completasse l'opera.

- ATENE 1896: ad aprire quelli moderni fu, il 6 maggio 1896, re Giorgio I. E de Coubertin tirò un sospiro di sollievo, perché la manifestazione fu in dubbio fino all'ultimo per problemi economici. Provvidenziale l'intervento di un ricco greco d'Alessandria, George Averoff, che versò un milione di dracme: così in 18 mesi fu pronto uno stadio da 70.000 posti. I numeri della prima edizione: 300 atleti (197 greci) in rappresentanza di 13 paesi e 3 continenti. Nove gli sport in programma dal 6 al 15 aprile: atletica, ciclismo, scherma, lotta ginnastica, nuoto, pesi, tennis e tiro. James Connolly, studente americano ad Harvard, vincendo il triplo con 13.71, divenne il 6 aprile 1896 il primo campione olimpico dell'era moderna. Ma ad eccitare la fantasia fu l'impresa di Spiridon Louys, vincitore della maratona sul tracciato percorso da Filippide da Maratona ad Atene per annunciare la vittoria sui persiani.

- PARIGI 1900: la seconda edizione si svolse nella capitale francese, durante l'Esposizione Universale. Fu un'edizione eccessiva: dal 20 maggio al 28 ottobre, con gare tra indifferenza e confusione. I concorrenti furono 1.200, con i francesi in testa ma dominio Usa nell'atletica.

- SAINT LOUIS 1904: un'altra Esposizione Internazionale contribuì a fare assegnare i Giochi del 1904 a Saint Louis (1 luglio-23 novembre). Il presidente degli Stati Uniti, Roosevelt, li volle per il centenario dell'annessione della Louisiana. Scarsa la partecipazione con 600 atleti (432 americani), di 11 nazioni, perché la traversata dell'Atlantico scoraggiò molti. L'eroe fu Archie Hann, autore di una tripletta: 60, 100 e 200 m. Il vincitore della maratona, Fred Lorz (Usa), fu squalificato per aver utilizzato per un tratto un'automobile.

- LONDRA 1908: nella capitale inglese (27 aprile-31 ottobre), si tornò su numeri consistenti: 2.000 atleti di 22 paesi sfilarono davanti alla famiglia reale nella cerimonia ufficiale. Gli americani, trascinati dal mezzofondista Mel Sheppard, dominarono ancora nell'atletica. Per l'Italia, i Giochi di Londra passarono alla storia per Dorando Petri. Nella maratona per la prima volta portata agli attuali 42,195 km l'atleta di Carpi fu squalificato perchè, prima dell'arrivo, fu aiutato a non cadere da un giudice. Ricevette però la coppa della Regina.

- STOCCOLMA 1912: i Giochi, finalmente in un arco di tempo contenuto (5-22 luglio) videro in gara 2.500 atleti di 28 paesi. Protagonisti l'americano Ralph Craig, vincitore dei 100 e 200 m, il finlandese Hannes Kolehmainen, tre ori nel fondo, e il pellerossa Jim Thorpe, colpevole di professionismo per aver giocato a baseball prima dei Giochi: 70 anni dopo gli avrebbero riconosciuto le medaglie conquistate nel pentathlon e nel decathlon. Ancora un dramma nella maratona. Il portoghese Francisco Lazaro, 21 anni, a causa del caldo s'accasciò al suolo e morì poco dopo.

- ANVERSA 1920: i Giochi conobbero la prima battuta d'arresto a causa della prima guerra mondiale. Si riprese nel 1920, ad Anversa. Gli strascichi del conflitto lasciarono il segno (non invitate Germania e Austria). Parteciparono 2.591 atleti di 29 nazioni dal 21 aprile al 12 settembre. Trionfarono gli Stati Uniti con 41 ori. Duke Kahanamokou fu il più veloce nel nuoto. Lo schermitore italiano Nedo Nadi vinse cinque titoli. Fra le donne la francese Suzanne Lenglen vinse il torneo di tennis. Nel 1923, a 61 anni, De Coubertin lasciò la presidenza al belga Henri de Baillet-Latour.

- PARIGI 1924: dal 4 maggio al 27 luglio andò in scena un'edizione innovativa dei Giochi. Dopo Chamonix, sede dei primi Giochi invernali, Parigi offrì per la prima volta ai 3.075 atleti di 44 paesi, un villaggio, uno stadio da 60 mila posti e la prima piscina olimpica. Con 99 medaglie, 45 d'oro, l'America finì in testa. Furono i Giochi del finlandese Paavo Nurmi con 5 ori nell'atletica, e di Johnny Weissmuller, il nuotatore che diventò famoso sul grande schermo interpretando Tarzan.

- AMSTERDAM 1928: le olimpiadi olandesi (23 luglio-12 agosto), furono possibili grazie ad una sottoscrizione pubblica. Per la prima volta la fiamma olimpica restò accesa allo stadio giorno e notte e furono riammessi i tedeschi. Parteciparono 3000 atleti di 46 Paesi. Weissmuller brillò ancora, e Nurmi proseguì la collezione di medaglie nell'atletica cominciata nel 1920 (9 ori in 3 edizioni). Il canadese Percy Williams vinse 100 e 200 m., il franco-algerino Bouguera El Ouafi vinse la maratona.

- LOS ANGELES 1932: la crisi economica americana, il crollo di Wall Street del 1929 non impedirono il successo dei Giochi di Los Angeles (30 luglio-14 agosto). Furono le Olimpiadi di Hollywood, con spettatori Charlie Chaplin, Douglas Fairbanks e Gary Cooper. Nel Coliseum da 105.000 posti, successi Usa tra cui la doppietta di Milfred Babe Didrickson nel giavellotto e negli 80 m hs. Nel nuoto i giapponesi vinsero 5 titoli su 6. Gli Stati Uniti 103 medaglie (41 d'oro) e l'Italia 36 (12 d'oro). Per la prima volta partecipò la Cina. Fu introdotto il cronometro automatico, il fotofinish e il podio a tre gradini.

- BERLINO 1936: le imprese di Jesse Owens e la triste propaganda nazista segnarono i Giochi di Berlino. E'anche l'edizione in cui, su idea del tedesco Carl Diem, per la prima volta la torcia viene portata da Olimpia alla sede dei Giochi da 3000 tedofori. Adolf Hitler sfrutta le Olimpiadi (1-16 agosto 1936) per promuovere l'immagine della Germania e non bada a spese. 4.000 gli atleti di 49 paesi in 24 discipline. A sfidare la propaganda nazista pensa Jesse Owens, nero americano, capace di vincere 4 medaglie d'oro. Quando nel lungo batte il tedesco Carl Long, Hitler lascia lo stadio. La Germania vince 89 medaglie (33 d'oro), gli Usa 56 (24 d'oro). Un anno più tardi De Coubertin muore a Losanna, sede del Cio e viene sepolto sul monte Olimpo.

- LONDRA 1948: il clima di austerità caratterizza i Giochi post bellici. A Londra (29 luglio-14 agosto 1948), gareggiano 4.000 atleti di 59 Paesi (esclusi Germania e Giappone). Due donne si mettono in risalto: l'olandese Fanny Blankers-Koen, madre di tre bambini, vince 4 ori nell'atletica (100, 200, 4x100 e 80 hs), e la francese Micheline Ostermeyer, pianista concertista che vince 2 ori nel disco e nel peso. La ginnasta Maxie Provaznikova è la prima atleta olimpica dell'est a passare all'ovest.

- HELSINKI 1952: (19 luglio-3 agosto). Escluso dal movimento olimpico con l'accusa di professionismo, il finlandese Paavo Nurmi, 56 anni, entra comunque nello stadio Olimpico per passare la fiaccola all'ultimo tedoforo, Hannes Kolehmainen, ormai 62enne. Nello stesso anno diventa presidente del Cio l'americano Avery Brundage, sostenitore del dilettantismo. Aumentano gli iscritti: 5.000 atleti di 69 paesi. La guerra fredda tra Urss e Usa trova terreno anche sul piano agonistico: per la prima volta l'Unione sovietica si misura con gli Stati Uniti. Gli americani dominano nell'atletica, ma i riflettori sono tutti per il cecoslovacco Emil Zatopek, vincitore nei 5.000, 10.000 e nella maratona. Il più bello degli 8 ori dell'Italia è quello di Pino Dordoni nella 50 km di marcia, il primo a scendere sotto le 4 ore e mezza.

- MELBOURNE 1956: l'Olimpiade arriva in Australia (22 novembre-8 dicembre). A Melbourne partecipano 3.300 atleti di 67 nazioni, con la Germania unificata per volere del Cio. Per la crisi di Suez e l'invasione dell'Ungheria, i Giochi rischiano di fallire, dopo i forfait di Egitto, Libano, Iraq, Olanda e Spagna. 45 nuotatori ungheresi chiedono asilo politico e la polizia interviene per fermare la rissa tra ungheresi e russi nella finale di pallanuoto. L'atletica premia l'americano Bobby Morrow (3 titoli nello sprint), il sovietico Wladimir Kuts (5.000 e 10.000 m.) e il francese Alain Mimoun (maratona). Il medagliere è dominato dall'Urss: 98 podi, 37 ori. Per l'Italia (25 medaglie, 8 ori) sono soprattutto i giochi del ciclismo, con gli ori di Ercole Baldini e Leandro Faggin.

- ROMA 1960: i Giochi fanno tappa in Italia. Sono 5.348 i partecipanti alle Olimpiadi di Roma (25 agosto-11 settembre), di 84 Paesi. Sono i primi Giochi della televisione (diretta attraverso l'Eurovisione). I titoli di Lee Calhoun (110 hs), Ralph Boston (lungo) e Don Bragg (asta) fanno brillare l'atletica. E poi il tedesco Hary nei 100, Livio Berruti nei 200 (primo oro italiano nella velocità), la gazzella nera Wilma Rudolph, l'etiope scalzo Abebe Bikila che nella maratona portò all'Africa il primo successo olimpico. Nella boxe comincia la leggenda di Cassius Clay, vincitore nei mediomassimi, ma anche quella di Nino Benvenuti. L'Italia finisce con 36 medaglie (13 d'oro) dietro Urss (103) e Usa (71).

- TOKYO 1964: le Olimpiadi sbarcano per la prima volta in Asia, a Tokyo (10-24 ottobre). Entrano nel programma olimpico judo e pallavolo. Restano fuori i sudafricani per la loro politica di apartheid. I media accrescono il loro potere (grazie alla mondovisione sono 600 milioni gli spettatori). In atletica, lo statunitense Bob Hayes domina i 100 m, il neozelandese Peter Snell centra la doppietta 800-1500 m, Abebe Bikila bissa nella maratona. Abdon Pamich ridà all'Italia l'oro della 50 km di marcia. Quattro ori per lo sprinter del nuoto Usa Don Schollander, l'australiana Dawn Fraser conquista il 3/o titolo consecutivo nei 100 sl. Gli Usa battono l'Urss nel medagliere (è la prima volta dal 1952) con 36 ori contro 30. L'Italia è 4ª con 27 medaglie, 10 ori. In azzurro sono i Giochi del ginnasta Franco Menichelli, di Pettenella e Bianchetto nel ciclismo, di Mauro Checcoli nell'equitazione.

- CITTA'DEL MESSICO '68: si apre in un clima turbato dagli assassini di Martin Luther King e Robert Kennedy, dalla guerra del Vietnam e dall'invasione sovietica in Cecoslovacchia. Dieci giorni prima dei Giochi (12-27 ottobre), una manifestazione di studenti in piazza delle Tre Culture viene dispersa con le armi. Centinaia le vittime, ma le gare si svolgono ugualmente, sotto gli occhi dell'esercito. L'edizione messicana si caratterizza per i 2.277 metri d'altitudine e per le novità del cronometraggio elettronico e delle piste in tartan. Molti i record mondiali battuti: 100, 200 e 400 m. con i coloredstatunitensi Jim Hines (il primo sotto i 10"), Tommie Jet Smith e Lee Evans. Per protesta contro il razzismo negli Usa, Smith e il bronzo nei 200 m. John Carlos salgono sul podio con il pugno alto e con un guanto nero al momento dell'inno americano. Un gesto che costò loro l'esclusione dai Giochi da parte del comitato olimpico Usa. Nel salto in alto lo statunitense Fosbury lancia la tecnica dorsale che porta il suo nome. Al Oerter vince un quarto oro nel disco. Sensazionale il volo a 8,90 m. nel lungo dello statunitense Bob Beamon, un record mondiale che resisterà 23 anni. Nella ginnastica, la protagonista è la ceka Vera Caslavska (4 ori). Per l'Italia Olimpiadi deludenti con 16 medaglie (solo 3 ori): Vianelli nel ciclismo, Dibiasi nei tuffi e il due con di Baran-Sambo-Cipolla.

- MONACO 1972: (26 agosto-11 settembre) è l'edizione tristemente nota per il blitz nel villaggio olimpico di guerriglieri palestinesi che prendono in ostaggio israeliani chiedendo la liberazione di alcuni prigionieri in Israele. La vicenda si conclude con una sparatoria e un bilancio di 17 morti. La tragedia avviene a sei giorni dalla chiusura dei Giochi che registrano 122 nazioni e 7894 atleti. Le gare vengono interrotte per 24 ore in segno di lutto. Protagonista di Monaco è Mark Spitz che colleziona 7 ori nel nuoto. Nei 200 sboccia un talento italiano di Barletta: Pietro Mennea, bronzo. Nella ginnastica riflettori sull'enfant prodige Olga Korbut. I sovietici dominano nel medagliere con 50 ori (33 per gli Usa).
Per l'Italia è un'Olimpiade in rosa con Antonella Ragno (fioretto), il bronzo di Paola Pigni nei 1500 e Novella Calligaris, la prima a regalare all'Italia medaglie olimpiche nel nuoto: un argento e due bronzi. Vincono anche Scalzone nel piattello e Mancinelli in sella ad Ambassador nell'equitazione.

- MONTREAL 1976 (17 luglio-1 agosto). Inizia l'era dei boicottaggi: il 60% dei paesi africani si ritira per protesta contro la tournee in Sudafrica del rugby neozelandese. Due titoli per il cubano Alberto Juantorena (400 e 800 m.) e Lasse Viren, già protagonista a Monaco (5000 e 10000). La ginnastica conosce un nuovo astro: Nadia Comaneci. Il bilancio finanziario di questa edizione risulterà fallimentare. L'Italia va male, con i due ori di Klaus Dibiasi e il fiorettista Dal Zotto. Sara Simeoni sale sul podio vincendo l'argento.

- MOSCA 1980: (19 luglio-3 agosto) passa alla storia come l'Olimpiade del boicottaggio americano per l'invasione russa in Afghanistan. Altri 28 Paesi seguono gli Usa e solo 80 nazioni con 6000 atleti saranno in gara. L'Italia partecipa (ma sfila con la bandiera del suo comitato olimpico nazionale, come altri 9 paesi) nonostante l'adesione al patto atlantico. Nell'atletica si distingue la Gran Bretagna con il velocista Alan Wells, i mezzofondisti Sebastian Coe e Steve Ovett e il decatleta Daley Thompson. Comincia la stagione dei Damilano, con l'oro di Maurizio nella 20 km di marcia. Mennea sui 200 e la Simeoni nell'alto salgono sul gradino più alto del podio. Sono 15 le medaglie per gli azzurri, 8 d'oro.

- LOS ANGELES 1984 (28 luglio-12 agosto): manca l'Urss e il blocco dell'Est, che replicano al boicottaggio di 4 anni prima. Sono 7.055 gli atleti, per 140 nazioni. La star è 'King'Carl Lewis che eguaglia Jesse Owens vincendo 4 ori nell'atletica (100, 200, lungo e staffetta). E' la passerella degli atleti Usa con Moses (400 hs), Benoit (maratona), Valerie Brisco Hooks (200) e Evelyn Ashford (100), Rick Carey (100 e 200 dorso), Greg Louganis (trampolino e piattaforma), Michael Jordan (basket) e Mary Lou Retton (ginnastica). Tra i vincitori dei paesi ospitati, Daley Thompson (Gbr) nel decathlon, Said Aouita (Mar) nei 5000 e Alberto Cova nei 10.000. Per l'Italia sono Giochi record con 14 ori, uno in più più di Roma. Conferma il titolo nel piattello Luciano Giovannetti già oro a Mosca. Assente dal '48, la Cina ritorna con un bottino di 32 medaglie (15 ori).

- SEUL '88: (17 settembre-2 ottobre) saluta le Olimpiadi della riconciliazione. Tra gli oltre 9000 atleti di 160 nazioni, mancano solo Cuba, Etiopia e Corea del Nord. L'edizione di Seul è soprattutto l'Olimpiade del doping. Il 24 settembre il canadese Ben Johnson vince il titolo nei 100 m. davanti a Carl Lewis, in 9"79, record del mondo. Tre giorni dopo il Cio lo squalifica per uso di steroidi. Grandi risultati in vasca, con le 5 medaglie della tedesca dell'Est Kristin Otto e dell'americano Matt Biondi. Protagonisti anche il tuffatore Greg Louganis, Florence Griffith Joyner e Jackie Joyner Kersee. L'Urss è prima a quota 132 (55 ori), segue la Ddr con 102 (37 ori) e gli Usa con 94 (36 ori). Per l'Italia 14 podi, 6 ori con i bis dopo Los Angeles degli Abbagnale nel due con e Pollicino-Maenza nella greco-romana. Trionfa Gelindo Bordin nella maratona.

- BARCELLONA '92: è boom di atleti con 9094 da 172 Paesi. I Giochi sono un business curato nei dettagli e soprattutto redditizio sul piano televisivo. Nell'atletica in evidenza il 32enne britannico Linford Christie vincitore sui 100 m, lo spagnolo Fermin Cacho (1500 m), la francese Marie Josè Perec (400 m), Carl Lewis, vincitore di 2 titoli (lungo e staffetta), la britannica Sally Gunnell (400 hs), l'algerina Hassiba Boulmerka (1500 m.). Nel nuoto, il russo Alexander Popov centra la doppietta 50-100 sl. Doppio oro, nei 200 e 400 misti per l'ungherese Tamas Darnyi. Nella ginnastica brilla il bielorusso Vitaly Scherbo con 6 ori; nel canottaggio il britannico Steve Redgrave vince il terzo titolo consecutivo. Nel basket, dove per la prima sono presenti i professionisti della Nba, giganteggia il 'Dream Team'Usa di Michael Jordan, Magic Johnson e Larry Bird. Nel medagliere la Cina, grazie al nuoto femminile, si piazza al 4/o posto (54 medaglie, 16 ori), dietro sovietici, statunitensi e tedeschi. La Spagna, colleziona quasi più medaglie (22, 13 ori) di quanto non abbia fatto in un secolo (26 dal 1896). L'Italia, a quota 19 nel medagliere, con 6 ori, chiude con l'oro del Settebello di pallanuoto, erede dei campioni di Roma '60.

- ATLANTA '96. Olimpiadi del centenario, Atene non riesce a ospitare i Giochi. Il protagonista è Michael Johnson, lo sprinter texano che in casa firma una doppietta nei 200, demolendo in 19"32 il primato di Mennea, e nei 400. Il via ai Giochi viene dato da Muhammed Alì, il Cassius Clay trionfatore a Roma nei mediomassimi, ultimo tedoforo incaricato di accendere il braciere olimpico. Ad Atlanta partecipano 197 Paesi: Burundi, Ecuador e Hong Kong debuttano con un oro. I paesi dell'ex Urss salgono sul podio per la prima volta da stati indipendenti. Il medagliere premia gli Usa, primi con 101 medaglie (44 ori), seguiti da Russia con 61 (26 ori). L'Italia è tra le grandi, con 35 medaglie, 13 ori. Delude la Gran Bretagna, solo 36ª. Nel calcio primo, storico, oro di un paese africano: la Nigeria batte l'Argentina nella finale arbitrata da Collina. Per il deludente Brasile del Fenomeno Ronaldo è solo medaglia di bronzo. Nella ginnastica l'Italia conquista il gradino più alto del podio: Jury Chechi diventa il signore degli anelli. Gli azzurri sono protagonisti nel fioretto femminile, nel ciclismo con gli ori di Andrea Collinelli e Antonella Bellutti, e il bis di Antonio Rossi nella canoa. Anche l'edizione '96, come era successo in Messico e a Monaco viene funestata da un attentato. Nel Centenial Park, il villaggio olimpico, esplode una bomba: un morto e 110 feriti.

- SYDNEY 2000: dopo 44 anni i Giochi tornano in Australia. L'edizione maestosa delle Olimpiadi del nuovo millennio ha il volto di Cathy Freeman, aborigena, elevata a simbolo della riconciliazione del paese che ha vestito prima i panni della sacerdotessa di Olimpia nell'accendere il tripode e poi quello del supereroe con la tuta spaziale che l'ha portata all'oro nei 400 metri. E sono proprio le donne, tante a lasciare il segno: uno, maestoso, quello di Marion Jones, la sprinter americana sbarcata in Australia per vincere cinque ori nella regina degli sport: alla fine ne ha vinti tre, con un argento e un bronzo. Per l'Italia quella australiana è una olimpiade da record: dopo l'exploit di Atlanta, ancora una volta la spedizione azzurra torna a casa con un medagliere ricco (34 le medaglie conquistate). La sorpresa arriva dalla piscina: nell'acqua dominata dal padrone di casa Ian Thorpe, l'Italia, grazie a Domenico Fioravanti (doppietta d'oro nei 100 e 200 rana) e a Massimiliano Rosolino (oro nei 200 misti) regala titoli mai vinti nella storia del nuoto azzurro.

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