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Concorso «Lo scrivo io» la carica dei baby cronisti

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di Giovanni Nuzzo

La carica dei baby cronisti. Si è concluso tra il generale entusiasmo di dirigenti scolastici, docenti, studenti e genitori la 19esima edizione de «Lo scrivo io», il concorso promosso dalla redazione di Lecce de La Gazzetta del Mezzogiorno. Un’esperienza che ha unito allievi di ogni ordine e grado su temi di attualità, denunce costruttive, descrizioni di bellezze del territorio e tanto altro ancora. L’impegno di migliaia di ragazzi è stato critico e creativo e per nulla indifferente di fronte a tante problematiche affrontate e pubblicate nelle pagine riservate al Concorso. Prova ne è stata la massiccia partecipazione alla serata di premiazione, che si è svolta nel Centro congressi dell’hotel Tiziano di Lecce.

Sprizza gioia il sindaco di Lecce, Paolo Perrone intervenuto alla kermesse giornalistica. «Come padre di famiglia esprimo tanta felicità per questo evento – spiega il primo cittadino di Lecce – il successo di questa sera è la conquista dell’impegno di docenti e discenti che amano tanto il territorio. Un riconoscimento va certamente all’ideatore del Concorso, Goffredo Tana che insieme con Piero Lisi, la vera anima di questa iniziativa, stimola tanti giovani alla crescita culturale del Salento».

Sulla stessa lunghezza d’onda Simona Manca, consigliere provinciale con delega alla Cultura. «E’ una bella manifestazione che si consolida sempre di più, coinvolgendo tutti senza distinzione di età. L’informazione rimane la linfa vitale per una libera crescita».

Anche l’assessore alla Cultura del Comune di Nardò, Mino Natalizio manifesta la propria soddisfazione in sala, senza risparmiare frecciatine ai giornalisti «grandi» che lavorano nelle redazioni dei giornali «veri». «Fare comunicazione è affascinante e ci auguriamo che nel futuro i giovani cronisti facciano un commento approfondito e leale, poiché oggi spesso assistiamo a notizie e commenti privi di approfondimento e fondatezza».

Secondo i volontari della Croce Rossa italiana, comitato di Lecce, addetti al servizio d’ordine, i giornalisti in erba sono il vero filo conduttore di tutte le realtà più attive del territorio. «Questa festa di fine anno è ormai una istituzione che accomuna studenti e Associazione di volontariato e per questo non deve venir meno – sostengono Aldo Vergine, Antonio Nicolì, Tommasina Rampino, Clelia Raho e Valentina Vergine – sperando che nel futuro le nuove generazioni possano sviluppare impegno e senso di responsabilità nella società civile».

Tra gli applausi per gli oltre quattrocento premiati, i riflettori si spengono con un tacito arrivederci alla ventesima edizione del concorso.

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