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Anche in Europa lo spettro della polio. L’Oms: «Non saltate le vaccinazioni»

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È ricomparsa lo scorso giugno nel Regno Unito, dove era stata debellata dal 2003, ed a tutti i bambini di età tra uno e nove anni che vivono a Londra, circa un milione, è stato offerto il richiamo del vaccino antipolio

31 Agosto 2022

Redazione

Sull’Europa potrebbe riaffacciarsi la minaccia della poliomielite: lo status di polio-free, raggiunto in Ue da circa 20 anni, rappresenta infatti un traguardo in realtà fragile. Il recente riemergere di nuovi focolai del virus in Gran Bretagna, in Israele e, oltreoceano, a New York, suona infatti come un campanello d’allarme da non sottovalutare. Per questo, l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) invita senza mezzi termini ad adottare contromisure immediate: «Chi non lo fosse, si vaccini il più presto possibile», ha esortato ieri il direttore Oms-Europa, Hans Kluge.

Dimenticata da anni, la poliomielite - grave malattia infettiva causata da tre tipi di polio-virus che invadono il sistema nervoso centrale e che può avere conseguenze molto gravi - è ricomparsa lo scorso giugno nel Regno Unito, dove era stata debellata dal 2003, ed a tutti i bambini di età tra uno e nove anni che vivono a Londra, circa un milione, è stato offerto il richiamo del vaccino antipolio. Nuovi casi sono stati segnalati anche in Israele ed a New York. Insomma, la minaccia è concreta e l’Oms avverte che «tutti coloro che non sono vaccinati, o i cui figli hanno saltato le vaccinazioni programmate, dovrebbero effettuare la vaccinazione il prima possibile. I vaccini contro la poliomielite si sono dimostrati molto efficaci e sicuri». Il punto, ha spiegato Kluge, è che «nonostante l’elevata copertura vaccinale antipolio complessiva, il poliovirus ha trovato la sua strada verso individui suscettibili nelle comunità poco vaccinate». A mettere in pericolo un mondo sempre più globalizzato, dunque, sono oggi malattie di ritorno come appunto la polio e patologie emergenti come il Covid e il vaiolo delle scimmie. «Emergenze - afferma Kluge - che hanno dimostrato ripetutamente come una minaccia di malattia in un luogo sia una minaccia di malattia ovunque».

Anche il Covid-19 è tutt’altro che debellato e l’Oms mette in guardia per una nuova, attesa ondata autunnale. Nel giro di «poche settimane, si prevede che la Regione Europea raggiungerà i 250 milioni di casi confermati di Covid-19 da inizio pandemia» e con l’avvicinarsi dell’autunno, avverte l’Organizzazione mondiale della sanità, «prevediamo un aumento dei casi, con o senza una recrudescenza dell’influenza stagionale». Ed ancora: «Abbiamo fatto grandi passi contro la pandemia ma il virus circola ampiamente, causando ancora troppi decessi prevenibili, circa 3.000 solo nell’ultima settimana. Il virus si sta ancora evolvendo per eludere le nostre contromisure». A fronte di questa situazione, due le priorità indicate: somministrare una seconda dose di richiamo del vaccino anti-Covid ai più vulnerabili, inclusi gli anziani e gli immunodepressi, e favorire la somministrazione del vaccino antinfluenzale insieme al vaccino Covid. Allo stesso tempo, le persone «dovrebbero adottare misure di buon senso, come indossare le mascherine al chiuso in luoghi affollati e sui mezzi pubblici, ventilare gli spazi e lavarsi le mani spesso».

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