Domenica delle Palme, a Taranto è giorno delle «gare», le assemblee dei confratelli dell'Addolorata e del Carmine durante le quali, attraverso libere offerte, vengono aggiudicate statue, simboli e «poste» delle processioni e del pellegrinaggio che tra Giovedi e Venerdi Santi torneranno tra le strade del Borgo e i vicoli della Città Vecchia. Primo importante passo che segna quindi l'avvio della Settimana Santa a Taranto. Gli iscritti della congrega dell'Addolorata si ritroveranno nel pomeriggio nella chiesa di San Domenico mentre poco più tardi quelli del Carmine sono convocati nella Concattedrale. Bocche cucite, naturalmente, sulle offerte e le «squadre» che si contenderanno i simboli.
Un anno fa, le somme versate furono sostanzialmente al ribasso per l'Addolorata e in rialzo al Carmine. In Città vecchia furono aggiudicate a 40.200 euro le «sdanghe», le lunghe assi nere che sorreggono il simulacro dell'Addolorata portata in pellegrinaggio a Taranto nella notte tra Giovedì e Venerdì Santo: una somma decisamente più bassa dei del 2024 quando si raggiunse la cifra record di 113mila euro. Anche la troccola dell’Addolorata, l'anno scorso, fu aggiudicata al ribasso rispetto al 2024: 27.100 nel 2025 a fronte dei 35.100 dell’anno precedente. Gara da record, invece, per le «pesare» che nel 2025 raggiunsero quota 24.000 euro a fronte dei 2mila del 2024.
Molto diversa, come detto, la successiva gara per l’assegnazione dei simboli della processione del Venerdì Santo. La «troccola» dell’Arciconfraternita del Carmine fu assegnata a 43.400 euro. Nel 2024 si era fermata a 35.000 euro. La statua di Gesù morto salì fino a 45.000 euro, 15mila in più rispetto all’anno precedente. E poi l’Addolorata dei Misteri a 40.100 euro, la Sacra Sindone a 40mila euro, il Crocifisso a 37.600 , La Cascata a 30.200, Ecce Homo a 40mila euro. E ancora 33mila per La Colonna e infine la gara per Cristo all’Orto raggiunse quota 33.200 euro.
È prevedibile che anche quest'anno, le cifre solleveranno polemiche: anche questo ormai sembra parte della tradizione. una volta superate, però, Taranto indosserà il suo «abito» migliore per ritrovare i suoi Riti. Una anno di “ritorno alla normalità” dopo lo straordinario 2025 con Nave Amerigo Vespucci attraccata nel canale navigabile e i Misteri tornati in Città Vecchia dopo dieci anni dall'ultima volta.
I «perdoni» torneranno nelle strade di Taranto come sempre alle 15 di Giovedì Santo con l’uscita della «prima posta» dalla chiesa del Carmine e muovendo dalla chiesa di via D’Aquino si recheranno nelle chiese dell'isola: nazzicando, quel lento e dondolante incedere che caratterizza i riti tarantini, dal portone principale della di piazza Giovanni XXIII si muoveranno per visitare i sepolcri delle chiese dei Santi Medici, san Cataldo, san Domenico e san Giuseppe. Non solo Città vecchia, però: dal portoncino secondario di via Ciro Giovinazzi, invece, comincerà il pellegrinaggio di «campagna», le coppie di perdoni che si recano nelle chiese del borgo: oltre a san Francesco da Paola, Santissimo Crocifisso e san Pasquale anche quest'anno alcune delle coppie di perdoni – dall'11esima alla 17esima – torneranno ad adorare l'altare della reposizione che sarà allestito anche nell'ospedale militare.
Poco prima della mezzanotte, invece, si aprirà il portone del tempio di san Domenico in città vecchia dal quale inizierà il pellegrinaggio della Beata Vergine Addolorata: grande l'attesa dopo il meticoloso restauro a cui il simulacro è stato sottoposto.
Come sempre sarà il troccolante dalla mozzetta nera a precedere le «pesàre» (unici bambini presenti nei riti tarantini), la Croce dei misteri, i tre crociferi, le 15 poste e il simulacro della Vergine. Dopo il tradizionale discorso del vescovo monsignor Filippo Santoro, la statua della Vergine apparirà sul sagrato di san Domenico e poi il corteo si snoderà lungo le strade dell’isola prima di raggiungere il ponte girevole attraversando via Garibaldi, via Sant’Egidio, un breve tratto di via Di Mezzo, i gradini del pendio La Riccia e piazza Castello. Il percorso in città nuova prevede il passaggio dinanzi alla chiesa del Carmine e la sosta nell’istituto «Maria Immacolata» in via Mignogna. Nell’istituto delle religiose sarà effettuata la sosta e il ritorno per i confratelli avverrà attraversando via D’Aquino, il ponte girevole e via Duomo fino a san Domenico. Venerdi pomeriggio, invece, prenderà il via la processione dei Misteri che quest'anno resterà a nazzicare solo tra le vie del Borgo.
Monopoli, l’emozione del martirio nelle messe in scena dei ragazzi
(Di Ruben Rotundo) La Settimana Santa si apre a Monopoli con la via Crucis della Domenica delle Palme. Giunta alla 35esima edizione, la Via Crucis organizzata dai ragazzi del Gruppo Corteo Storico resta sempre un importante punto di riferimento e di aggregazione. È un’associazione culturale che da oltre 45 anni si adopera per il bene della comunità del centro storico. I partecipanti alla Passione Vivente, con i loro costumi, con la loro spontaneità, con il loro modo semplice e diretto di porsi, riescono a colpire e a coinvolgere gli spettatori che condividono così le sofferenze e le passioni che in quel momento stanno assistendo. Non è raro per chi segue il percorso commuoversi durante i vari momenti della Passione di Cristo. Così come non sono rari gli applausi spontanei. Appuntamento dalle ore 19.
In passato c’erano squadre di ragazzi che preparavano le palme per venderle davanti alle chiese. Questo «lavoro» era affidato alle suore e o alle donne della comunità parrocchiale, per distribuirle durante la Santa Messa del Passio. Adesso i banchetti sono quasi scomparsi del tutto. I ragazzi del catechismo ora sono chiamati, per chi è interessato, a preparare le palme.
Dopo la Benedizione e lo scambio delle Palme, si passa direttamente ai riti del Giovedì Santo. Dopo la Santa Messa In Coena Domini, durante la quale si svolge il rito della Lavanda dei Piedi, c’è l’Altare della Reposizione, che simboleggia l’Ultima Cena del Signore e la preghiera di Gesù nell’orto degli ulivi. Per i monopolitani sono i Sepolcri. Dopo le 20 circa, c’è il rito di visitare minimo tre chiese. Il pellegrinaggio deve concludersi dopo averne visitato in numero dispari. Di solito verso le 22 inizia un momento di preghiera che si conclude con la chiusura della chiesa, prima di mezzanotte. In passato si svolgeva la veglia per tutta la notte davanti all’Altare. Chiusi dall’esterno, con le pie donne, si recitava il Santo Rosario finché, all’indomani il sacrestano non riapriva la chiesa. l’organizzazione era quasi maniacale. Rigorosamente calcolato anche qualche piccolo genere di conforto, per tenersi svegli o evitare svenimenti.
L’indomani, il Venerdì Santo, verso le ore 19, c’è la Processione dei Misteri. Si parte dalla chiesa di San Francesco d’Assisi in rigoroso silenzio. Le statue, che hanno oltre 200 anni, sono condotte a spalla e raffigurano la passione di Cristo: Gesù nell’orto, Gesù alla colonna, Gesù con la croce, Gesù crocifisso e Gesù deposto. A seguire il Figlio, la Madonna Addolorata, che esce dalla chiesa della Madonna del Suffragio (il Purgatorio). La processione si svolge soprattutto nella parte antica della città e in una parte del quartiere murattiano.
Il Sabato, tra le 21:30 e le 22:30 si celebra la Resurrezione di Cristo con la Santa Messa di Pasqua. Negli ultimi anni, le campane celebrano questo momento intenso per i cristiani, suonando prima di mezzanotte e declamando così il «ite missa est».
Ruvo, previsioni tra pioggia e freddo: a rischio orari e tragitti delle processioni
(Di Paolo Pinto) Settimana santa in compagnia di nubi, pioggia e freddo. Il maltempo ha già costretto lo spostamento della processione della cosiddetta «Madonna del Vento», a cura della Confraternita Purificazione Addolorata, da venerdì al pomeriggio di oggi, domenica delle palme.
I priori delle confraternite ruvesi decideranno giorno dopo giorno, ora per ora (come nelle loro facoltà), di comune accordo con con le autorità competenti se modificare l’itinerario o posticipare l’orario di uscita delle processioni per non correre alcun rischio. Ogni «priore» ha comunicato alle autorità competenti il classico piano «B» in modo da consentire l’ordine pubblico e di svolgere in condizioni di sicurezza il corteo processionale.
Tempi ristretti e complicati per gli altri cortei processionali. Qualora le previsioni confermino la pioggia nella notte tra il mercoledì e il giovedì santo, la processione degli «Otto Santi» a cura della Confraternita Opera Pia San Rocco, prenderebbe il via tra la notte del giovedì santo e quella del venerdì santo.
Nel caso della processione dei Sacri Misteri, invece, si avranno poche ore per prendere la decisione. La strategia alternativa è quella dell’uscita notturna entro le 6.00 del mattino. A quel punto, se le condizioni meteorologiche pomeridiane dovessero essere avverse, la Pietà potrà uscire dalle 6.00 alle 10.30 del Sabato Santo. Processione dei Misteri a cura dell’Arciconfraternita del Carmine, mentre quella della Pietà è curata dalla Confraternita del Purgatorio.
La domenica di Pasqua avrà toni differenti con la processione di Gesù risorto, a cura della Confraternita Purificazione Addolorata, e il conseguente scoppio della «Quarantana», fantoccio che richiama la Quaresima.
I riti della Settimana santa così in intensi e coinvolgenti sono il cuore della vita religiosa e sociale della città.
«La Settimana Santa di Ruvo di Puglia - spiega la Pro Loco in una nota - rappresenta uno dei momenti più autentici e profondi della nostra identità culturale. È un patrimonio vivo, fatto di fede, tradizione e partecipazione collettiva, che ogni anno spinge a partecipare cittadini e visitatori, proiettandoli in un’esperienza unica. La Pro Loco è orgogliosa di contribuire alla valorizzazione di questi riti secolari, custodendone il significato e promuovendone la bellezza.»















