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L’allarme

Le microplastiche presenti negli oceani fanno accrescere il rischio di tumori

Le microplastiche presenti negli oceani fanno accrescere il rischio di tumori

Oggi il prof. Francesco Schittulli, presidente della Lilt, relazionerà a Lisbona durante la Ocean Conference 2022 promossa dall’Onu

30 Giugno 2022

Redazione Primo Piano

L’allarme microplastiche è ormai globale, non vi è regione del globo dove questi piccoli e pericolosi frammenti plastici (delle dimensioni dimensioni inferiori ai 5 mm) non siano stati rinvenuti. La loro presenza negli oceani costituisce una grave emergenza ambientale e una minaccia per la salute dell’uomo: secondo alcuni studi, infatti, la loro presenza nel corpo umano potrebbe causare effetti deleteri anche permanenti sulle cellule, danneggiandone le pareti, causando reazioni allergiche e anche ucciderle.

A tal riguardo, il presidente nazionale della Lega italiana per la lotta contro i tumori, Francesco Schittulli, è stato chiamato a dare il proprio contributo come relatore esperto in ambito socio-sanitario durante la «Ocean conference 2022» promossa dalle Nazioni unite, in programma a Lisbona.

L’intervento del prof. Schittulli, senologo-chirurgo oncologo, verterà sullo stato dell’arte e le prospettive di cancerogenesi provocate dalle microplastiche presenti nei mari del nostro pianeta. È infatti ormai scientificamente consolidato che le microplastiche che si ritrovano negli alimenti, acqua compresa, sono responsabili di lesioni infiammatorie, stress ossidativo, mutagenicità e quindi cancerogenicità.

A causa delle oltre otto tonnellate di materiale plastico presente nei nostri mari, ognuno di noi ingerisce in media ogni anno oltre 250 grammi di microplastica contenente un insieme di sostanze chimiche (bisfenoli, policlorobifenili, ecc.) che incidono negativamente anche sul sistema immunitario, favorendo l’insorgenza di varie patologie che coinvolgono persino lo stato di benessere dei bambini.

«Oggi siamo di fronte ad una crisi globale che tutti i governi dovrebbero, con la dovuta urgenza, affrontare e responsabilmente risolvere, per il bene delle future generazioni e della stessa umanità. I sensibili rischi tossicologici per l’essere umano determinati dall’inquinamento plastico - spiega meglio il presidente nazionale della Lilt - rappresentano una grave minaccia anche per la fauna selvatica. Di qui il bisogno di un intervento strategico, globale, inerente allo smaltimento dei rifiuti, da parte di tutti i governi del mondo».

Tra le azioni più urgenti da intraprendere, oltre alla bonifica degli oceani (sul cui fondo vi sarebbero circa 15 milioni di tonnellate di microplastiche), la sostituzione delle microplastiche presenti nei prodotti cosmetici, per l’igiene personale e della casa, nei materiali edili, nell’industria e nell’agricoltura, con alternative naturali biodegradabili.

«Si tratta di un problema epocale che contribuisce ad alimentare la severa “pandemia cancro” che imperversa nel mondo ogni anno, registrando oltre 20 milioni di nuovi casi e 10 milioni circa di decessi. Per questo motivo noi della Lilt - aggiunge lo specialista barese - sentiamo sempre più impellente l’impegno nella diffusione della cultura della prevenzione come metodo di vita».

La conferenza sugli oceani ambisce a stimolare importanti trasformazioni strutturali e soluzioni comuni e condivise, ancorate agli obiettivi di sviluppo sostenibile.

Per mobilitare l'azione, la conferenza cercherà di promuovere le necessarie soluzioni innovative basate sulla scienza, volte ad avviare un nuovo capitolo dell'azione globale per gli oceani. Le soluzioni per una gestione sostenibile degli oceani comprendono tecnologie verdi e usi innovativi delle risorse marine, affrontando le minacce alla salute, all'ecologia, all'economia e alla governance dell'oceano.

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