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rotondella

«L'inquinamento è stato causato
al 99 per cento da Magnox»

È l'impianto, dimenticato, che produceva barre per centrali nucleari

«L'inquinamento è stato causato al 99 per cento da Magnox»

FILIPPO MELE

ROTONDELLAFocus sui “misteri” dell’impianto atomico dismesso Magnox, ubicato nell’area Enea della Trisaia. Una struttura venuta alla ribalta dopo che è stato scoperto l’inquinamento da cromo esavalente (sostanza tossica, mutagena e cancerogena) e trielina della falda idrica sottostante nell’ambito dei controlli per la messa in sicurezza dell’Itrec, l’altro impianto atomico dismesso dell’area Sogin, distante 200 metri dal primo, il 4 giugno 2015.

Secondo Marco Citterio, della Direzione centrale infrastrutture di Enea, «la responsabilità dell’inquinamento è per il 99 per cento di Magnox, attivo fino al 1988. Produceva barre di combustibile nucleare su scala industriale per le centrali italiane. Cromo esavalente e trielina facevano parte del suo ciclo produttivo».

Già. Tanti gli interrogativi, a questo punto, su Magnox, avviato nel 1960 e chiuso nel 1988. Perché è stato realizzato su suolo oggi Enea e non su quello Itrec, dedito al nucleare? Quante tonnellate di barre ha prodotto? Dove sono finiti i suoi macchinari visto che oggi il capannone che li conteneva è destinato ad uffici? Che fine ha fatto la società Combustibili nucleari che ne deteneva la proprietà dopo passaggi con società anche inglesi? E perché non sono stati rimossi anche il serbatoio e la tubatura? Cosa contengono queste due strutture considerate rifiuti nucleari ma in bella evidenza tanto che abbiamo potuto avvicinarci e fotografarli?

Domande scaturite nell’opinione pubblica preoccupata dalla possibile migrazione degli inquinanti nella falda esterna alla Trisaia e dalle possibili ripercussioni su ambiente e salute umana. Domande “girate” allo stesso Citterio. Ecco le sue risposte: «Magnox è stato realizzato su suolo Enea, allora Cnen, perché il nucleare era l’attività di tutta la Trisaia. Attività diversa da quella odierna. E l’area Itrec era già intasata di suo dal settore. Sulla quantità di barre prodotta non posso essere al momento preciso. Ma tutto il combustibile nucleare della centrale di Latina è stato prodotto qui. I macchinari dell’impianto furono smontati e trattati come rifiuti radioattivi e sono custoditi in Itrec. Enea, intanto, si è attivata per risalire alla storia della Combustibili nucleari, andata in liquidazione.

Se risulterà al 100 per cento che la responsabilità dell’inquinamento è di Magnox, noi, parte lesa, ci rifaremo delle spese del disinquinamento. Non sappiamo perchè non furono rimossi anche serbatoio e tubature. Ma abbiamo esaminato il liquido che contengono e se presentavano radioattività. Il contenuto non è contaminato da cromo esavalente e trielina e non c’è radioattività. Per noi l’inquinamento è storico, nel senso che si è verificato nel periodo di funzionamento dell’impianto anche se è stato accertato solo nel corso delle analisi dell’acqua di falda, nel giugno 2015».

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