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DONATO MASTRANGELO

«Chiederemo l’accesso agli atti dopo l’annuncio del sindaco De Ruggieri che ha manifestato la volontà, da parte dell’Amministrazione comunale, di voler procedere all’acquisto del Teatro Duni». Lo sostiene Giovanni Carnovale, figlio di Maria Andrisani e socio della Navona srl e delegato dalla stessa società per la questioni relative alla struttura realizzata ala fine degli anni ‘40 e progettata dall’architetto materano Ettore Stella.

Il sindaco Raffaello De Ruggieri aveva reso che l’Agenzia delle Entrate ha definito la stima dell’immobile. Il primo cittadino ha quindi inviato una comunicazione al liquidatore della società Cine Teatro Duni, Carmelino Scalise, confermando la disponibilità all’acquisto secondo la stima di 3,422 milioni.

«La procedura dell’Amministrazione comunale - dichiara Carnovale - è del tutto inidonea, in quanto mancano i presupposti giuridici per poter procedere all’acquisto del Cine Teatro Duni, in assenza della manifestazione di interesse che andrebbe sottoscritta dall’assemblea dei soci. Anche il prof. Arturo Cancrini, nostro consulente e noto amministrativista di Roma ha più volte evidenziato al Comune la impossibilità di poter inserire l’acquisto del Duni attraverso la Legge di Stabilità, tanto che sono stati bocciati anche una serie di emendamenti presentati da alcuni parlamentari lucani. Non capiamo - prosegue il prof. Carnovale - come mai l’Amministrazione comunale perseveri lungo una strada che è quella di una procedura mai legittimata, mentre è stato inspiegabilmente accantonato il progetto finanziario per il rilancio della struttura, presentato in occasione dei 70 anni dell’immobile dall’architetto Acito e che era stato condiviso dalla proprietà del Teatro Duni srl con lo stesso sindaco De Ruggieri e l’assessore Cangelli, un progetto che avrebbe ristrutturato e ammodernato il teatro senza alcun onere per i cittadini materani bensì con finanziamenti destinati ai contenitori culturali della città in previsione di Matera 2019 Capitale Europea della Cultura». Carnovale, infine, rileva che «Scalise è dimissionario della società in liquidazione Teatro Duni srl e quindi legittimato soltanto all’ordinaria amministrazione».

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