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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

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allarme inquinamento

Torrente Jesce, assoluto
divieto di uso delle acque

scarichi torrente Jesce

di DONATO MASTRANGELO

MATERA - Una decisione che era già nell’aria e che, evidentemente, è scaturita dopo le conferme giunte dagli organismi tecnici preposti. Il sindaco Raffaello de Ruggieri attraverso una ordinanza emessa ieri, a tutela della incolumità pubblica, ha disposto il divieto assoluto di utilizzo a qualsiasi fine, compresi usi irrigui e zootecnici, delle acque del torrente Jesce nell’intero tratto di emungimento disponendo, inoltre, il divieto di utilizzo dei pozzi privati, autorizzati e non, eventualmente alimentati dallo Jesce. La comunicazione dell’Amministrazione comunale precisa che «la decisione trova fondamento nella nota dell’Arpab (Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente) del 22 febbraio scorso nella quale, in seguito ad analisi chimiche e microbiologiche effettuate sul campione di acqua in località Tre Ponti, prelevata l’8 febbraio scorso, sono state accertate “Le concentrazioni dei parametri chimici BOD5, COD, ammoniaca (ione ammonio), fosforo totale e tensioattivi ed elevato valore di Escherina coli con elevato grado di inquinamento organico. «Tale inquinamento - si legge ancora nella nota dell’Arpab - potrebbe essere riconducibile ad immissioni nel torrente Jesce di reflui urbani e/o zootecnici non depurati». Il Comune precisa che l’ordinanza è stata adottata in via cautelativa e precauzionale al fine di tutelare la pubblica incolumità e sarà comunicata anche ai sindaci di Altamura e Gravina in Puglia.

«Purtroppo - dichiara il presidente dell’Ente Parco della Murgia Materana Piefrancesco Pellecchia - non rileviamo nulla di nuovo nel senso che, in assenza degli opportuni interventi di prevenzione e controllo e della risoluzione delle criticità che insistono sul torrente, non potranno esserci miglioramenti sulla qualità delle acque. Le analisi dell’Arpab, confermano lo stato dello Jesce ovvero, non si tratta di un’acqua tossica ma comunque di un’acqua che non è depurata al meglio, fermo restando che incide anche il fenomeno degli scarichi da parte delle aziende zootecniche».

Pellecchia preannuncia che la prossima settimana è in programma il tavolo istituzionale tra le Regioni Puglia e Basilicata, attorno al quale siederanno anche altri soggetti come la stessa Arpab. Un vertice da tempo sollecitato proprio per dirimere i nodi relativi alle condizioni ambientali dei torrenti Jesce, con riferimento all’adeguamento ed al potenziamento del depuratore in contrada Sgarrone ad Altamura ed al progetto, in territorio lucano, che da tempo attende l’attuazione per la riqualificazione degli impianti di depurazione di Pantano, Serra e Lamione. «È chiaro - prosegue ancora il presidente Pellecchia che se la sistemazione idraulica ed il potenziamento del depuratore di Altamura dovrebbe risolvere le problematiche in quel tratto del torrente, è altrettando indispensabile che si ponga mano, una volta per tutte agli scarichi rivienienti dalle aziende zootecniche. Proprio nell’incontro della settimana prossima avanzerò una proposta in ordine alla possibilità di poter dotare le aziende di mini impianti di depurazione, obbligandole al trattamento dei reflui e valutando la possibilità di concerto con la Regione Basilicata, di accedere al riconoscimento di eventuali finanziamenti».

Sulla vicenda dello Jesce, il consigliere regionale del M5S Gianni Perrino ha presentato una interrogazione urgente all’organo legislativo della Basilicata.

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