Martedì 28 Settembre 2021 | 21:29

Il Biancorosso

Serie C
Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

 

i più letti

la richiesta

«Violenza sulle donne
a Matera serve una casa rifugio»

manifestazione a Matera contro la violenza sulle donne

foto Genovese

di DONATO MASTRANGELO

MATERA - Quelle sagome bianche nel centro della città installate lo scorso 25 novembre, in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, avevano simboleggiato l’impegno di tantissime persone a gridare con forza ogni forma di sopruso ed affermare la cultura del rispetto, ricordando le tante vittime del femminicidio.
In centinaia, anche uomini, quel venerdì di novembre, avevano sfilato in corteo da piazzetta Pascoli fino a piazza Vittorio Veneto, aderendo alla manifestazione del Collettivo Donne e dell’associazione Khaleh onlus denominata “Non una di meno” e scandendo ad una ad una i nomi delle persone uccise. A distanza di alcuni mesi, le associazioni che avevano promosso l’iniziativa finalizzata a condannare ogni forma di discriminazione, sono ritornate a confrontarsi per chiedere che, a anche a livello locale, vengano messi in campo interventi come forma di aiuto e sostegno alle donne vittime di violenza.
«Purtroppo - evidenzia Teresa Ambrico - nella nostra città, così come previsto dalle normative che prevedono misure per la prevenzione della violenza di genere e per la tutela delle vittime, ancora registriamo l’assenza di una casa rifugio che permetta di incidere con tempestività sulle situazioni di disagio ed emergenza». Spesso chi subisce vessazioni e ogni genere di violenza, anche all’interno delle mura domestiche, non ha la forza o gli strumenti per denunciare gli abusi.

«A livello comunale non è sufficiente l’opera dei servizi sociali. Occorre potenziare e strutturare adeguatamente la capacità di ascolto sul territorio rispetto a queste dinamiche. Mi riferisco, ad esempio, allo sportello di ascolto per le vittime di violenza di genere e stalking che il Comune si era impegnato ad istituire. Inoltre - prosegue Ambrico - attendiamo che venga data attuazione agli interventi previsti dal Piano anti violenza della Regione Basilicata per il quale era stata prevista la relativa dotazione finanziaria». Per Ambrico resta anche da ridefinire con un assetto maggiormente rispondente alle necessità territoriali anche la rete dei servizi consultoriali. Quello che è stato rilevato in più circostanze da parte del Collettivodonne di Matera è che l’attività dei consultori è stata sostanzialmente ridotta ad una attività ambulatoriale, decentrando la struttura che era ubicata nel centro cittadino, che era un prezioso punto di riferimento anche per gli utenti provenienti dalla provincia, disattendendo al contempo anche le stesse linee guida della Regione Basilicata che prevede un consultorio ogni ventimila abitanti. Insomma oltre al Progetto panchine rosse, due installate ai Giardini dell’Unità d’Italia e una al Parco Giovanni Paolo II, le associazioni adesso chiedono che possa mettersi in atto concretamente un percorso che veda la Capitale europea della cultura 2019, notoriamente conosciuta anche come città delle pace e dei diritti umani, in grado di predisporre una piattaforma di interventi per fornire risposte sempre più incisive ad una problematica di stretta attualità.

«Per quanto mi è dato sapere - afferma Gaspare L’Episcopia, presidente della Commissione Politiche Sociali del Comune - l’Ufficio preposto nelle persone della dott.ssa Rotondaro e dott.ssa Mancini ha avviato una interlocuzione con la Regione per ottenere dei fondi a sostegno delle iniziative in aiuto delle donne vittime di violenza».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Speciale Abbonamento - Scopri le formule per abbonarti al giornale quotidiano della Gazzetta
Gazzetta Necrologie