Lunedì 23 Febbraio 2026 | 19:11

Matera, niente assunzione in cambio di segreti, l’imprenditore Di Marzio torna libero

Matera, niente assunzione in cambio di segreti, l’imprenditore Di Marzio torna libero

Matera, niente assunzione in cambio di segreti, l’imprenditore Di Marzio torna libero

 
francesco casula

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francesco casula

 Matera, niente assunzione in cambio di segreti, l’imprenditore Di Marzio torna libero

tribunale di potenza

Colpo di scena; il gip Setola revoca i domiciliari. Resta l’accusa di accesso alle banche dati

Venerdì 19 Gennaio 2024, 13:40

13:43

MATERA - È tornato in libertà l'imprenditore di Matera Francesco Paolo Di Marzio, finito alcuni giorni fa ai domiciliari con l'accusa di corruzione e rivelazione di segreto insieme al sottufficiale dei carabinieri, Vito Antonio Pavese. È stato lo stesso gip di Matera Lucio setola, che nei giorni scorsi aveva firmato l'arresto dei due a disporre la liberazione di Di Marzio e invece a sostituire per il militare i domiciliari con l'interdizione all'utilizzo delle banche dati in uso all'Arma. Una decisione giunta dopo le risposte fornite dagli indagati nel corso dell'interrogatorio di garanzia. L'accusa sosteneva che Pavese avesse fornito all'imprenditore informazioni riservate in cambio di posti di lavoro ai familiari.

Di Marzio, difeso dall'avvocato Domenico Palombella, ha infatti non solo «ignorava il carattere illecito» delle richieste, ma che che negli anni addietro era stato vittima di attentati, tanto da avere anche assegnata una scorta ed era stato proprio in quel contesto che le forze dell'ordine lo avevano sollecitato «a segnalare eventuali veicoli sospetti». Inoltre Di Marzio ha aggiunto che quelle segnalazioni erano state fatte non solo al maresciallo dei carabinieri, ma anche alla Squadra Mobile «ricevendo anche da loro – si legge nel nuovo provvedimento - indicazioni sui titolari dei veicoli». L'imprenditore ha inoltre spiegato che le sue affermazioni erano contenute nel suo cellulare da cui era possibile estrarre le conversazioni per confermare le sue parole. I due indagati inoltre, hanno nettamente rigettato l'accusa di corruzione per l'assunzione dei familiari del militare: un punto sul quale, dopo l'interrogatorio, anche la Dda di Potenza ha acquisito ulteriori elementi che hanno fatto cadere per questo capo d'accusa, i gravi indizi di colpevolezza: «l'emergere dell'errata acquisizione ed esposizione degli elementi d'indagine a carico degli indagati – scrive infatti il giudice Setola - rispetto ai rapporti lavorativi tra il Di Marzio ed i familiari del Pavese inficia la credibilità delle indagini» poiché le dichiarazioni dei due accusati consentono di «ritenere plausibili le tesi alternative fornite».

Resta invece in piedi l'accusa di accesso abusivo alle banche dati con le quali il militare, difeso dagli avvocati Eustachio Dubla e Leonardo Pace, forniva a Di Marzio targhe di mezzi, ma anche precedenti penali di altri soggetti di Matera anche lo stesso giudice ha chiarito che le «carenze investigative impongono di effettuare i dovuti riscontri su quanto riferito dal Di Marzio in merito al contesto ed alle motivazioni per cui avrebbe sollecitatole informazioni» e che «solo all'esito potrà valutarsi la complessiva posizione dello stesso rispetto a tale imputazione». Le indagini dunque proseguono per capire se davvero accuse mosse nei confronti dei due potranno o meno sostenere un eventuale processo.

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