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LA STORIA

Nei Sassi di Matera il laboratorio scelto da Mastercard per le «Italian stories»

A Matera il laboratorio scelto da Mastercard per le sue «Italian stories»

Milena L’Annunziata l’architetta-artista materana che ama «giocare» con i metalli

Milena, l’artista-architetta protagonista del cosiddetto turismo esperienziale: «Ho iniziato da autodidatta. creando gioielli con bulloni e materiali di riutilizzo»

30 Agosto 2022

Carmela Cosentino

Trasformare la materia fredda, grigia, dura in pura poesia. Un’arte raffinata che nel tempo ha portato alla creazione di oggetti unici, opere da indossare, ricavate dalla lavorazione di lastre in metallo industriale, tagliate e battute con attrezzi molti semplici, attraverso i quali il metallo diventa talmente duttile e flessibile da poter essere indossato in pieno coinvolgimento sensoriale. È su questo lavoro di ricerca che ha incentrato la sua arte Milena L’Annunziata, architetta- artista materana che ama «giocare» con i metalli, trasformandoli in sculture da indossare. Creazioni di piccole e grandi dimensioni, come anelli, bracciali, enormi collane, specchi anche bambole di pezza, esposti nel suo studio nel Sasso Barisano. Uno spazio che è il riflesso della personalità dell’artista che ha concentrato la sua ricerca sull’esigenza di materializzare emozioni, sensazioni, profumi, ricordi, racconti ma anche parole appena accennate, in oggetti che diventano espressione della materia sul corpo. «Il concetto alla base dei miei lavori è quello di trasformare il materiale freddo in un oggetto “poetico”- spiega L’Annunziata alla Gazzetta- Negli ultimi anni ho concentrato la mia ricerca sulla scultura da indossare, molti dei miei pezzi infatti cercano un dialogo con chi li indossa, e la loro presenza non può essere ignorata come fosse un semplice ornamento».

Oggetti dallo stile contemporaneo in cui la modernità delle forme intricate, aggrovigliate, lineari, curve, si fonde con il passato, con la tradizione, fotogrammi di una storia che l’artista racconta con un linguaggio intriso di poesia e mistero. Ne sono esempio le sue creazioni ispirate dal desiderio di raffigurare il vento, qualcosa di impalpabile. Una visione trasformata in anelli e bracciali e in collane i cui fili si allungano come se fossero mossi da una lieve brezza. Ma ciò che risalta di più allo sguardo, sono le grandi collane in ottone, oggetti da esposizioni ma anche da indossare come corazze, ispirate ai ricami sulle antiche lenzuola, ai lavori all’uncinetto che L’Annunziata ha ricreato usando il metallo «che ho ritagliato come fosse tessuto, poi ho ricucito i suoi pezzi come fossi ago- spiega- e il risultato è un gioiello morbido che si modella sul corpo, costruito su un gioco di pesi e di equilibri». Il percorso che ha portato alla creazione dei gioielli- scultura è stato lungo ed è nato per puro diletto. «Sono autodidatta - racconta .- Ho iniziato a creare gioielli con bulloni e con materiali di riutilizzo a 23 anni, poi ho iniziato a lavorare la cera e a modellarla, mi sono avvicinata alla lastra, realizzando i primi oggetti in alluminio e infine al metallo, che per me è diventato ormai un materiale quasi organico che lavoro utilizzando strumenti semplici, un tavolo in legno e un martello. Taglio la lastra e inizio a martellarla e a seconda della forza che imprimo, comincia a modellarsi. Tra le mie mani si crea qualcosa che diventa quasi un tessuto “morbido”, malleabile che parte da un’idea ma che poi segue il flusso della lavorazione. Nascono così le mie creazioni che altro non sono che il materializzarsi delle emozioni che vivo. Da qui l’esigenza di indossare io stessa il gioiello, di usare il mio corpo come modello, come misura, per sentirlo, creando quell’ interazione tra il corpo e il materiali».

All’interno del laboratorio c’è infatti uno spazio in cui Milena realizza installazioni, l’ultima è la riproduzione di un paesaggio marino con gocce d’ acqua e pesci che scendono dall’alto e una lampada- medusa che, con una luce soffusa, illumina la grotta. Un luogo da vivere, in cui perdersi per alcuni istanti, liberi di interpretare in maniera del tutto personale e libera, forme e immagini esposte. Sulle pareti sono appesi maestosi specchi – scultura oggetto di studio soprattutto negli anni in cui l’artista aveva il laboratorio in via San Biagio. Oggetti esposti anche in numerose mostre in Italia che hanno attratto anche l’attenzione di Mastercard. Lo scorso anno infatti L’Annunziata è stata inserita nel progetto promosso in collaborazione con Italian Stories, piattaforma online di turismo esperienziale, che si propone di far riscoprire eccellenze, passioni e tradizioni del Bel Paese attraverso tour virtuali all’interno di botteghe e laboratori accuratamente selezionati.

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