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In Puglia e Basilicata

L'iniziativa

Capitale della Cultura: «E ora candidiamo il Metapontino»

Capitale della Cultura 2025: «Ora candidiamo il Metapontino»

Il tempio di Hera a Metaponto

Parte la proposta dell’assessore di Policoro, Massimiliano Scarcia. Bellezze naturalistiche, storia e arte sono gli elementi sui quali poter costruire il Dossier

17 Luglio 2022

Donato Mastrangelo

POLICORO - «Il Metapontino si candidi a Capitale Italiana della Cultura». È la proposta del neo assessore alla Cultura di Policoro, Massimiliano Scarcia.

Sulla scia del riconoscimento continentale attribuito a Matera il 17 ottobre 2014 come Capitale europea della Cultura 2019, ci avevano provato per il titolo italiano istituito dal ministro del Mibact Dario Franceschini, prima Venosa per la Capitale del 2022 e successivamente Aliano che era stata invece il lizza per l’anno 2024.

In entrambi i casi il tentativo non era andato a buon fine ma il percorso di candidatura era servito in ogni caso ad accendere i riflettori sulle due città lucane, quella che ha dato i natali ad Orazio ed al madrigalista Carlo Gesualdo, l’altra nota per la presenza di Carlo Levi durante il confino. La località del Vulture e il piccolo borgo del Materano arroccato tra i calanchi negli ultimi decenni si erano già costruiti un appeal turistico forti di un patrimonio storico, artistico ed antropologico ma avevano puntato alla sfida Capitale come ulteriore veicolo di promozione del territorio.

In questo solco si inserisce l’idea di Scarcia di mettere a sistema l’area metapontina in quanto è possibile concorrere su base comprensoriale. Bellezze naturalistiche, archeologia, storia sono gli elementi sui quali è possibile costruire un dossier di candidatura convincente. «Credo che il Metapontino - dichiara Scarcia - abbia tutte le carte in regola per aspirare al titolo di Capitale Italiana della Cultura, partendo da Metaponto fino a giungere Policoro e Nova Siri, includendo tutte le località lucane dell’arco ionico. Sarebbe una sfida interessante per una comunità allargata riconosciuta storicamente come territorio della Magna Grecia in grado di innescare nuove opportunità di crescita e sviluppo sul piano turistico ed economico».

Per il titolo 2024 vinto da Pesaro, ad esempio, sono stati in corsa anche Unione Comuni Montani Amiata Grossetana (Grosseto) e Unione Comuni Paestum-Alto Cilento (Salerno). Per il titolo del 2025, invece, sono 16 le città che hanno presentato la manifestazione di interesse per il titolo. In corsa anche Monte Sant’Angelo (Foggia) e Otranto (Lecce).

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