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Da Fattoria magno-greca diventa stalla nel Materano

Da Fattoria magno-greca diventa stalla nel Materano

A Montalbano Jonico, ricostruita con un investimento di quasi un milione di euro, oggi è in abbandono

03 Luglio 2022

Redazione Basilicata

MONTALBANO JONICO - Quasi un milione di euro di fondi europei per realizzare un progetto vissuto solo per pochi anni ed oggi in abbandono. A denunciare lo stato di grave degrado della ricostruzione di una fattoria magno-greca che si trova in contrada Bosco di Andriace, nei pressi dell’omonimo parco territoriale, a Montalbano jonico, sono Leonardo Giordano, sindaco del comune costiero negli anni 1995/2000 e 2005/2010, e il consigliere comunale capogruppo di «La città che vogliamo», Leonardo Rocco Tauro. «Abbiamo seguito con attenzione la serie di servizi e reportage che la “Gazzetta” meritoriamente ha dedicato alle “cattedrali nel deserto” abbandonate e fatiscenti della nostra regione - scrivono - e vogliamo offrire materiale che segnala un’altra situazione di estremo e radicale degrado per una struttura pubblica».

Come si evince dalla ricca documentazione inviataci, la storia di questa opera pubblica non incompiuta ma terminata, usata e poi abbandonata, comincia del 2004, quando il Comune di Montalbano Jonico, precisamente il 31 marzo, con Deliberazione numero 49 approvò il progetto esecutivo per la ricostruzione di una antica fattoria della Magna Grecia (III secolo avanti Cristo) nel Parco Territoriale di Andriace. «Il costo ammontava a 860.000 euro - scrivono alla Gazzetta Giordano e Tauro -. Il progetto fu finanziato con fondi europei (POR Basilicata 2000-2006) ed i lavori furono affidati con contratto del 24.09.2004. Con deliberazione di giunta comunale n. 323 del 18 dicembre 2008 fu approvata la contabilità definitiva fermo restando l'importo complessivo di 860.000 euro. I lavori furono completati e portati a termine e a marzo 2010 la struttura fu inaugurata».
La ricostruzione della fattoria magno greca nel bosco di Andriace faceva parte di un progetto molto più vasto di valorizzazione dell’area, che si basava sulla realizzazione di un parco tematico. «Essa costituiva - si legge nella lettera inviataci da Giordano e Tauro - unitamente agli scavi archeologici attigui (oggi completamente invasi e sepolti da erbacce e da rovi) e il cui rinvenimento e riemersione furono finanziati con progetto del 1998 di 100.000.000 delle vecchie lire, nonché dal vicino “Archeoparco”, un modulo di una serie di attività che dovevano animare il Parco Territoriale di Andriace (600 ettari di macchia mediterranea nel cuore della Magna Grecia Lucana, a metà strada tra l'antica Metaponto di Pitagora e l'antica Eraclea degli elefanti di Pirro) per un progetto più ampio di “parco a tema” sulla vita nella Magna Grecia jonico-lucana».

Per alcuni anni, secondo la segnalazione di Giordano e Tauro, dal 2010 al 2014, la struttura era stata affidata alla cooperativa Akiris di Policoro per le sue attività di turismo scolastico. Ma dal 2015 «la struttura è stata completamente abbandonata, vanificando, l’investimento di 860.000 euro di fondi dell'Unione Europea più i 100.000,00 di lire per il “disseppellimento” dei resti archeologici della Fattoria». Anche l’area contigua alla costruzione, dove prima si leggevano facilmente i resti delle antiche civiltà che abitarono la zona, denunciano i due esponenti politici montesi, oggi è invasa dalle erbacce e dai rovi.
A sostegno della loro denuncia, Giordano e Tauro hanno inviato alla Gazzetta una ricca documentazione fotografica sullo stato attuale dell’immobile, che pubblichiamo a corredo dell’articolo. «I locali - dicono - presentano tutti le porte di accesso divelte, l’intonaco in più parti è stato scrostato, gli impianti elettrici, compresa la centralina, sono stati distrutti, ovunque sui pavimenti feci umane e di animali. I pluviali in terracotta risultano spezzati e staccati dalle pareti, i sanitari rimossi dai bagni». All’esterno sono presenti mezzi ed attrezzature di un’azienda agricola che coltiva 60 ettari di terreni comunali».

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