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madonna della bruna

Matera ritrova speranza nel suo giorno più lungo

Matera ritrova speranza nel suo giorno più lungo

E l’arcivescovo cita i Maneskin: «Scegli le cose davvero importanti»

03 Luglio 2022

Carmela Cosentino

MATERA - Bentornata festa in onore di Maria Santissima della Bruna. La festa della rinascita, della speranza, della partecipazione, della voglia di scendere in piazza per mantenere in vita le tradizioni e rinsaldare il legame con il passato. Ieri mattina, alle prime luci del giorno, i materani hanno fatto sentire la loro presenza. In migliaia hanno partecipato alla Messa officiata sul sagrato della chiesa di San Francesco D’Assisi da mons. Antonio Giuseppe Caiazzo, vescovo della Diocesi di Matera-Irsina, che nell’omelia si è rivolto proprio ai giovani, citando le parole di una nota canzone del gruppo musicale dei Maneskin per sottolineare le difficoltà della vita. «“Ma la strada è più dura quando stai puntando al cielo / Quindi scegli le cose che son davvero importanti / Scegliamo oro e diamanti, demoni o santi”. Nel discutibile linguaggio o look provocatorio, i Maneskin - sottolinea l’arcivescovo - dicono anche loro una verità: scegliere la vita facile che non impegna corpo, spirito e mente significa precipitare nell’abisso del non senso, ma se si punta al cielo, a ciò che è eterno e dura per sempre, la strada diventa faticosa. È la strada che ha scelto Maria che da Nazareth si è messa in cammino per oltre 165 Km per salire verso la montagna vicino Gerusalemme. Sul suo esempio anche noi siamo invitati a scegliere la strada che punta al cielo, la vera strada della libertà: costa ma ne vale la pena», conclude.

Al termine della messa, ha preso il via la Processione dei Pastori , a cui hanno partecipato anche i soci dell’Associazione Maria Santissima della Bruna, della Confraternita dei Pastori, degli Angeli del carro e dei Pastori dell’Anima oltre a migliaia di fedeli che hanno seguito il tragitto animato dalla bassa musica “I Briganti Montesi” di Montescaglioso e dalla urla e dalle voci dei giovani che sempre più numerosi partecipano a un evento che si ripete ormai da 633 edizioni. Non sono mancati personaggi pittoreschi che con la loro presenza hanno arricchito il percorso, tra questi il veterano Angelo Ambrosecchia con l’asina Lucia, i pastori dell’Associazione culturale Ergghiò con le loro caprette e un asinello, che hanno indossato i vestiti confezionati grazie al progetto «Made in carcere» realizzato in collaborazione con Ego Italiano e la Casa circondariale di Matera. Una delle iniziative di “LAB’rn”, il laboratorio permanente sulla Festa della Bruna promosso da Ergghiò e da F052 content production. Immancabili le magliette della festa con i disegni della Bruna o con scritte anche in dialetto per rimarcare il forte legame con la tradizione, segno di devozione alla Vergine ma anche di voglia di festeggiare dopo due anni di stop forzato a causa del covid 19. Insomma grande partecipazione, resa ancora più evidente nei punti in cui sono state piazzate le batterie dei fuochi, nel piazzale del Palazzo della Provincia, davanti al Palazzo del Comune, nei pressi della rotatoria del Pino, in viale Europa, in via Dante, nel parco giochi di Spine Bianche e infine in piazza Marconi, ultima tappa del Quadro della Madonna dei Pastori prima di arrivare nel Santuario di San Francesco da Paola.

Alle 9.30 a Palazzo Lanfranchi si è consumato il rito della vestizione del generale dei Cavalieri di Maria Santissima della Bruna, Angelo Raffaele Tataranni. Ha indossato gli abiti che la moglie Assunta Tarsia prepara e controlla accuratamente, la corazza da lui realizzata e l’elmo costruito dall’ex cavaliere Giovanni Iacovone. Alle 10.30 lo scenario dei festeggiamenti si è spostato nella Basilica Cattedrale per la solenne celebrazione eucaristica presieduta da mons. Caiazzo. Poi il trasferimento della Sacra Immagine nella chiesa di Maria Santissima dell’Annunziata nel Rione Piccianello. Da qui, in serata, i cavalieri e gli «angeli del carro» hanno scortato il carro fino in piazza Duomo per i tradizionali «tre giri», da qui l’iconica opera di cartapesta, realizzata da Uccio Santochirico ha proseguito fino allo strazzo. Tutte le foto e i particolari di quest’ultima scena, sul sito www.lagazzettadelmezzogiorno.it.

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