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In Puglia e Basilicata

IL PARADOSSO

«Chi accoglierà i turisti a Matera?» Manca il personale

«Chi accoglierà i turisti a Matera?», manca il personale

Gli operatori corrono ai ripari: offriamo ai lavoratori stagionali alloggi in fitto a prezzi calmierati

14 Giugno 2022

Donato Mastrangelo

Nessuna caccia alle streghe, partendo dal presupposto che Matera dopo il boom del 2019, anno della Capitale europea della cultura ed il periodo oscuro della pandemia ha dato, ancora una volta, prova di grande resilienza, rialzando la testa. Lo ha fatto dimostrando, ormai, di avere una consolidata forza attrattiva sul piano internazionale avvalorata anche dall’appeal cinematografico.

Se anche Angelina Jolie, tra i Sassi calca le chianche con i tacchi a spillo e rifanno capolino dopo il Covid americani, francesi, tedeschi, di contro la città scopre il grido d’allarme degli operatori economici. Le strutture ricettive hanno sempre maggiore difficoltà a reperire personale al punto che in molti attingono da fuori regione oppure, è il caso di alcuni ristoranti, si tende a diminuire il numero dei posti a sedere. Uno scenario poco rassicurante, se è pur vero che il fenomeno è analogo in altre località turistiche. Cuochi, camerieri, lavapiatti, una ricerca spasmodica che spesso si rivela infruttuosa e dimostra quanto siano sconnessi tra loro il mondo del lavoro, dell’orientamento e della formazione e dei Centri per l’impiego.

«Il personale di sala ed i lavapiatti - dichiara Gianni Genco, titolare di un ristorante nei Sassi - sono introvabili. Con il personale di cucina ci si riesce in qualche modo a barcamenare ma devo confessare che fare il mestiere di ristoratore oggi è diventato quasi impossibile. Non sempre avere i posti a sedere equivale ad avere la possibilità di fare accomodare gli ospiti ed il personale a nostra disposizione ce lo dobbiamo tenere ben stretto». E poi ci sono lavori che sembrano appannaggio soltanto di cittadini extracomunitari. «Un lavapiatti percepisce una paga che oscilla dai 1200 ai 1350 euro ma se non fosse per i cittadini del Bangladesh avremmo serie difficoltà a coprire questa mansione. Per i cuochi e aiuto cuoco possiamo contare sulla disponibilità di professionisti pugliesi ma siamo sempre in affanno».

Tutto questo mentre i Sassi si ripopolano di turisti che si riappropriano della bellezza del sito patrimonio dell’Unesco. «Ci stiamo avviando ad una crescita esponenziale dei visitatori ma non possiamo accoglierli. Su cinque sale a disposizione nel mio locale ne ho dovuta chiudere una». Poi l’appello alle istituzioni non solo per la creazione di un tavolo tecnico, un osservatorio che possa in tempi brevi e concretamente elaborare proposte e soluzioni per il comparto del turismo a livello locale. «Sarebbe opportuno - prosegue Genco - che ai lavoratori stagionali, molti dei quali giovani, venisse data la possibilità di fittare in città alloggi a prezzi calmierati pensando, inoltre, a potenziare il servizio di trasporto extraurbano da Matera per i paesi della provincia».

«Ho ridotto i coperti complessivi del 30 per cento» rileva il ristoratore Luca Mangiapia, presidente dell’Associazione Ristoratori Matera. Meno posti a sedere ma nel frattempo le spese sono cresciute in maniera considerevole a partire dai costi delle utenze per la fornitura di gas ed energia elettrica, alle forniture alimentari. Molti di noi hanno sempre maggiore difficoltà a trovare il personale e non resta che ridimensionare il numero dei coperti».

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