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In Puglia e Basilicata

LA STORIA DELLA PASTA

Ex Barilla di Matera, la chiave del rebus è la Regione

Ex  Barilla di Matera, la chiave del rebus è la Regione

Il sindaco Bennardi chiede sostegno economico per l'acquisizione: «Il sito potrebbe diventare un hub creativo dell’intera Basilicata»

27 Maggio 2022

Donato Mastrangelo

MATERA - Il 14 luglio 1789 la presa della Bastiglia a Parigi da parte dei francesi sanciva la fine del vecchio regime e l’avvio della rivoluzione. Il 14 luglio 2022, data fissata dal Tribunale di Matera per la quarta asta relativa alla vendita dello stabilimento ex Barilla di via delle Cererie, (la terza era andata deserto e l’offerta minima era di circa 7 milioni di euro per rilevare capannone e terreno), potrebbe essere lo snodo in grado di aprire in seconda battuta una concertazione con le istituzioni e permettere alla città di riappropriarsi di un patrimonio storico della tradizione pastaria. Un sito, la cui destinazione d’uso attuale è di tipo industriale, che si trova in quel quartiere, Piccianello, che fa da cerniera tra l'ingresso in città posto lungo l’antica via Appia ed il centro ed il cui processo di rigenerazione urbana è rimasto ancora incompiuto.

Il percorso che potrebbe condurre all’acquisizione dell’opificio che riporta indietro la memoria al marchio locale Padula, al momento, è irto di ostacoli. Occorre districarsi tra le maglie della burocrazia, procedure e tecnicismi di varia natura. E qui entrano in gioco le istituzioni, il cui intervento è indispensabile per “riaprire” lo stabilimento il cui cancello è desolatamente chiuso da un lucchetto e restituirlo a nuova vita. Tante le ipotesi sulla futura destinazione: mega parcheggio, struttura turistico-alberghiera, teatro, centro di produzione cinematografica. Il sindaco Domenico Bennardi, che martedì scorso a Potenza accompagnato dagli assessori al Bilancio Arcangelo Colella e alle Opere Pubbliche Sante Lomurno, ha incontrato l’assessore Cosimo Latronico alla presenza di alcuni funzionari della Regione, si dice possibilista.

«Per l’ex Barilla a noi materani caro come Pastificio Padula - c'è tutto l'interesse dell’Amministrazione comunale sull'area, su un un luogo che è un incredibile esempio di archeologia industriale che andrebbe preservato, tenendo conto delle evidenze urbanistiche e storiche. Però - prosegue Bennardi - questo luogo va rigenerato e riqualificato e tutto ciò ha un senso se si collega a tutto il quartiere di Piccianello, quindi con aree parcheggio, facendolo diventare un luogo espositivo congressuale dove anche l’industria creativa e culturale può indubbiamente trovare espressione. Rimane, tuttavia il problema che la proprietà è privata e quindi siamo alla successione delle varie aste, andate deserte. L’interesse della nostra Amministrazione c’è ma non possiamo pensare di investire risorse comunali pubbliche per l’acquisto e la riqualificazione. È necessario fare rete con gli enti locali anche perché quel sito potrebbe diventare un luogo rappresentativo dell’intera Regione Basilicata. Ricordo che il presidente Bardi si era espresso positivamente tempo fa su un eventuale investimento sull’area. Ho discusso di questi aspetti con l’assessore Latronico e con i dirigenti del settore finanziario chiedendo quindi la disponibilità della Regione Basilicata nel valutare la possibilità di acquisto insieme al Comune di Matera o anche in autonomia dell’area ex Barilla. Dobbiamo riaggiornarci nei prossimi giorni. La Regione ha compreso la valenza del sito e intende provare a dare un contributo collaborativo per l’acquisto o eventualmente per la ristrutturazione, nell’auspicio di reperire le risorse necessarie e poter intavolare una trattativa diretta con il proprietario ed i creditori dello stabilimento. Per la riqualificazione si potrebbe attingere alle risorse del PNRR».

Tra le ipotesi al vaglio, tutta da verificare, quella di candidare l’ex Barilla tra fondi della Zes, mediante riperimetrazione della Zona economica speciale Taranto-Matera.

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