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Covid 19, migranti positivi in Basilicata: si pensa a trasferimento. Troupe Rai aggredita in struttura di Irsina

Il sindaco di Potenza critica scelte del Ministro dell’Interno

Coronavirus Basilicata, positivi 23 migranti ospiti in un centro d'accoglienza

Foto Tony Vece

MATERA - Si sta studiando la possibilità di trasferire altrove i migranti bengalesi che - risultati positivi dopo il loro trasferimento dalla Sicilia in Basilicata, il 15 luglio scorso - sono in isolamento in un centro di accoglienza di Irsina (Matera).

Lo ha detto ai giornalisti il prefetto di Matera, Rinaldo Argentieri, al termine di una riunione del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica.Intanto, i migranti - ha spiegato il prefetto - sono in un reparto «isolato» della struttura, «inaccessibile» agli altri ospiti. Argentieri ha sottolineato che «vi sono criticità» legate anche alla «non comunicabilità con l’esterno» degli ospiti del centro, sottolineando lo sforzo che le forze dell’ordine stanno facendo per tenerlo isolato. Intanto, il trasferimento dei bengalesi in Basilicata ha continuato anche oggi a tenere vive le polemiche. Il sindaco di Potenza, Mario Guarente (Lega), parlando a Rai Radio1 (Centocittà), ha spiegato che il capoluogo della Basilicata, dove sono stati trasferiti 40 bengalesi (26 dei quali risultati positivi) «è stata forse la città capoluogo di regione più virtuosa in Italia. Da tre mesi era covid free e poi, per la scelte scellerate di qualcuno, non è più così.

A noi è stata annunciata la presenza, non l’arrivo, di 40 nuovi migranti di origini bengalesi nella città di Potenza. Eravamo stati rassicurati, ci era stato detto che arrivavano tutti con tampone negativo salvo poi scoprire che si trattava di un test sierologico inattendibile e inefficace visto che su 40, 26 sono risultati positivi. Sono arrivati tutti corredati dalla certificazione che attestava la negatività. E’ scandaloso. Lungi da noi evitare l’accoglienza. Questo è davvero un danno enorme. Non sappiamo quali saranno le ripercussioni. Stiamo valutando delle azioni legali da intraprendere nei confronti dei responsabili. Io - ha concluso Guarente - ho scritto una nota al Ministro Lamorgese. Siamo pronti a fare delle barriere umane per evitare che entrino persone provenienti dalle zone rosse. Mandare persone da Bangladesh dall’India o dal Brasile da paesi in grande difficoltà è da folli. Ci dispiace che il ministro Lamorgese abbia deciso di adottare questa decisione scellerata».

TROUPE AGGREDITA DURANTE RIPRESE A IRSINA - «Aggredire e minacciare i giornalisti non è accettabile, e va denunciato": lo ha detto, in una nota, il Cdr della Tgr Rai della Basilicata condannando «con forza l’episodio che ha coinvolto una troupe della Tgr a Irsina (Matera) durante le riprese di un servizio sulla presenza di soggetti positivi al covid-19 nei centri di accoglienza per migranti».
Il Cdr ha spiegato che «un collega è stato vittima di una violenta e brutale aggressione, allo scopo di costringerlo a non utilizzare la telecamera mentre stava effettuando delle riprese in strada. Le minacce nei suoi confronti e verso un’altra collega sono continuate anche dopo l’intervento dei Carabinieri e quando i due si stavano allontanando a bordo dell’auto aziendale, che è stata ripetutamente colpita. Ai colleghi va la nostra vicinanza e solidarietà. Tutti noi continueremo a svolgere il nostro lavoro con passione, professionalità e attenzione, senza lasciarci intimidire».

L’Ordine regionale dei giornalisti e l’Associazione della Stampa di Basilicata, in una nota congiunta, hanno espresso «solidarietà e vicinanza ai colleghi della Tgr Basilicata aggrediti e minacciati» ieri «ad Irsina, in provincia di Matera, da due persone di nazionalità italiana, durante le riprese di un servizio sulla presenza di soggetti positivi al covid-19, nei centri di accoglienza per migranti».
Nel comunicato firmato dai presidenti, Domenico Sammartino e Angelo Oliveto, l’Ordine e l’Assostampa hanno «condannato, con forza, quanto accaduto. Un episodio gravissimo, un nuovo attacco al diritto di cronaca e alla professionalità di chi, come i colleghi della Tgr Basilicata, quotidianamente, con il proprio lavoro, garantiscono ai cittadini il diritto a una corretta informazione».
L’Ordine e l’Associazione della Stampa di Basilicata hanno chiesto che «forze dell’ordine e magistratura facciano, al più presto, piena luce sull'episodio, individuando - hanno concluso Sammartino e Oliveto - gli autori delle minacce e delle aggressioni, chiamandoli a rispondere delle loro responsabilità».

«La brutale aggressione e le minacce subite dai giornalisti della Tgr Rai della Basilicata, impegnati a documentare la presenza di persone positive al covid-19 a Irsina, è un episodio grave che respingiamo con forza». Lo ha detto, in una dichiarazione, il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, il quale - secondo quanto reso noto dall’ufficio stampa della Giunta lucana - ha telefonato al caporedattore della Tgr Rai della Basilicata, Oreste Lopomo, per esprimere «la vicinanza e solidarietà, nell’auspicio che tutti i giornalisti della redazione possano continuare a svolgere il proprio lavoro, senza più subire intimidazioni».
Secondo il governatore lucano, «l'informazione è essenziale per la democrazia e ci auguriamo che l’intervento dei Carabinieri faccia luce sulle motivazioni che - ha concluso Bardi - hanno indotto le due persone italiane a rendersi protagoniste del gesto».

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