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Il sindaco: «La Pista
Mattei non ci serve»

Bernardo: ininfluente per il turismo

Il sindaco: «La Pista Mattei non ci serve»

PIERO MIOLLA

PISTICCI - “La pista Mattei? Non è né carne, né pesce: io sono contrario”. È destinata a far discutere la presa di posizione del sindaco di Colobraro, Andrea Bernardo, sull’aviosuperficie di Pisticci scalo. Il primo cittadino del “paese senza nome”, come in tanti chiamano il ridente centro della valle del Sinni, famoso per la sua presunta, ma mai provata, nomea di centro sfortunato, non le ha mandate a dire e, nel dibattito infinito sul destino del realizzando aeroporto di Basilicata, ha tagliato corto.

“È un leit motiv che si trascina da anni tra incontri, inaugurazioni, di tutto e di più. Sono 11 anni che io faccio il sindaco e già dagli inizi della mia prima consiliatura se ne parlava. Mi pare che allo stato sulla pista Mattei ci sia stata una sperimentazione che, costata l’occhio della testa alla Regione, non ha prodotto i risultati sperati: il ritorno, infatti, non c’è stato. Siccome il presidente Pittella subordinò l’avvio del progetto all’esito della sperimentazione, e, tenuto conto che essa non mi pare abbia portato risultati positivi, mi chiedo: ma di cosa stiamo parlando?” Bernardo ha poi precisato: “Se lo scopo è quello di creare un’infrastruttura a supporto della Zes (Zona economica speciale, ndr) o dell’ortofrutta, va bene. Peraltro, in tal caso occorrerebbe che tutte le istituzioni coinvolte ci mettano i soldi. Di sicuro, però, – ha tenuto a precisare il sindaco di Colobraro – la pista Mattei non potrà mai servire per il decollo del turismo: non ci dobbiamo prendere in giro. Possono bastare, secondo lei, le 9 persone al giorno che salirebbero a bordo di un aereo per giustificare l’investimento?” Morale della favola? Ci sono le strutture pugliesi.

“Dalla costa jonica – ha ricordato Bernardo - sia l’aeroporto di Brindisi che quello di Bari, peraltro uno scalo internazionale, la distanza è di poco più di un’ora. Il problema, dunque, a mio modesto avviso non esiste. E’ un pò come la storia di Matera unico capoluogo d’Italia a non avere la ferrovia: mi pare che, da qualche anno a questa parte, nella città dei Sassi i turisti ci arrivano, eccome, anche senza collegamenti ferroviari”.

Certo, forse andrebbe pure considerato che un minimo di sviluppo la Basilicata lo meriti: pensare che si può fare affidamento sempre e solo alle strutture di regioni limitrofe vuol dire, di fatto, rinunciare a prescindere a un minimo di miglioramento infrastrutturale. Probabilmente non è giusto nei confronti di chi, comunque, in Basilicata ha deciso di trascorrere la propria vita. In ogni caso, tornando alla pista Mattei, se quella citata è la posizione di Bernardo, va anche rimarcato che la stragrande maggioranza dei sindaci la pensa diversamente. Inoltre, non va dimenticato che l’eventuale processo di sviluppo della pista Mattei non può prescindere dalla caratterizzazione del sottosuolo dell’area circostante: a tal proposito giova ricordare che c’è un progetto da 1,72 milioni di euro approvato con la delibera di Giunta regionale 1347-15, per il quale a gennaio 2017 è stato sottoscritto il contratto di appalto con la ditta aggiudicataria. Potrebbe essere questa la prima, fondamentale risposta che da queste parti tutti aspettano, anche per fare chiarezza sul destino di della pista e, soprattutto, dell’intera area industriale della Valbasento, che da sempre vive nel paradosso di essere in un’area Sin (Sito d’interesse nazionale) con tutti i limiti che ciò comporta.

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