Martedì 21 Settembre 2021 | 16:02

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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

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di FRANCESCO OLIVA

ALLISTE - Case sulla carta destinate ad accogliere pastori e agricoltori trasformate in ville con tanto di piscina nelle campagne di Alliste in una zona sottoposta a vincolo paesaggistico. Uno scempio ambientale, secondo la Procura, esteso su un’area di oltre 6mila metri quadrati finita sotto sequestro nella giornata di venerdì. I sigilli sono stati apposti dagli agenti della polizia provinciale che hanno eseguito un provvedimento di sequestro preventivo richiesto dal procuratore aggiunto Elsa Valeria Mignone e disposto dal gip Michele Toriello. Sono 34 gli indagati. Ci sono i proprietari delle abitazioni ma il dirigente dell’ufficio tecnico del Comune di Alliste. Le accuse contestate, a vario titolo, sono di lottizzazione abusiva, deturpamento paesaggistico e abuso d’ufficio (per una sola indagata). Le indagini sono state particolarmente lunghe. Gli inquirenti avrebbero accertato come le abitazioni realizzate per agricoltori e pastori sarebbero state destinate ad un uso differente in violazione dei vincoli paesaggistici e in una zona Sic (Sito di Importanza Comunitaria). Ville in una zona incontaminata attive e funzionali fino a questa estate.

Il progetto del Comune rientrava nel programma “Abaco dei Trulli” nell’ambito del Prg. Gli accertamenti della Procura, però, avrebbero consentito di accertare una riconversione per finalità turistiche e residenziali dell’intero territorio incompatibile con la destinazione “agricola” che il Prg prevedeva in quella zona. Poi, mediante il frazionamento, l’urbanizzazione e la trasformazione di terreni agricoli e la conseguente realizzazione di nuove strutture a destinazione residenziale, annesse a preesistenti antichi manufatti denominati “caseddhi”. Le opere, secondo gli inquirenti, sarebbero state realizzate in totale difformità dai (pur illegittimi) permessi di costruire, L’articolo 9 del Progetto prescriveva che le nuove costruzioni fossero realizzate con materiali naturali tipici locali (pietre a secco) ed avessero solai del tipo a volta (a stella o a botte) al fine di “favorire le tecniche costruttive delle maestranze locali ed il recupero delle attività artigiane della zona”. Stando a quanto emerso, invece, i proprietari avrebbero realizzato opere totalmente in muratura e cemento con coperture di solai piani del tipo latero-cementizio. Gli accertamenti si sono avvalsi anche di una consulenza dell’ingegnere Dino Borri che ha concluso come tutte le varianti del Prg introdotte dal progetto pilota sarebbero risultate del tutto illegittime così come i permessi a costruire perchè privi dell’attestazione, da parte degli stessi proprietari, della qualifica di imprenditore agricolo professionale. Per il gip la richiesta di sequestro è meritevole di accoglimento e lo specifica, in particolare in un passaggio in cui annota come si pone l’esigenza di interrompere la continuazione o la permanenza dei reati oggetto d’indagine, che non può che essere soddisfatta unicamente con l’adozione del provvedimento cautelare reale preventivo atteso che la persistente disponibilità dei beni comporta perduranti effetti lesivi dell’equilibrio urbanistico ed ambientale e non costituisce un elemento neutro sotto il profilo dell’offensività.”

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