Mercoledì 23 Gennaio 2019 | 07:54

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scomparve ad ugento

Roberta Martucci
18 anni dopo
c'è una nuova pista

Si accende il faro su alcune persone che avevano familiarità con la ragazza

Roberta martucci

di Pierangelo Tempesta

UGENTO - «Si torni a indagare sulla scomparsa di Roberta Martucci». La famiglia della 28enne di Torre San Giovanni scomparsa nel nulla la sera del 20 agosto 1999 chiede alla Procura la riapertura del caso. L’istanza è stata depositata a firma dell’avvocato Carlo Grasso e delle criminologhe Roberta Bruzzone e Isabel Martina.

Le indagini, coordinate sin dall’inizio dal pm Elsa Valeria Mignone, sono state chiuse una prima volta nel 2001, riaperte nel 2005 e archiviate nuovamente nel 2015. Ora la Procura potrebbe decidere di riaprire il fascicolo sulla base degli aspetti evidenziati dal team di difensori. Scenari che la criminologa Isabel Martina definisce inediti. «Lavoriamo su questo caso da due anni - spiega la professionista - e abbiamo analizzato tutti i fascicoli. Fino ad ora le indagini si sono concentrate prevalentemente sulle amiche di Roberta. Invece crediamo che ci si debba indirizzare su una nuova pista, finora mai battuta dalla Procura: quella riguardante alcune persone che avevano particolare familiarità con Roberta e che conoscevano le sue amicizie e le sue abitudini». Per la criminologa, non è escluso che ci possano essere stati dei tentativi di depistaggio: «La Fiat Uno che Roberta ha usato la sera della scomparsa - spiega - è stata trovata a metà strada tra le abitazioni delle due amiche. Potrebbe essere stata lasciata in quel punto proprio per indirizzare le indagini su quelle due persone».

La famiglia di Roberta è convinta della necessità della riapertura delle indagini: «Non è stato fatto tutto ciò che si poteva fare - torna a sottolineare la sorella, Laudina Martucci - e proprio per questo motivo speriamo nella riapertura del caso. Vogliamo la verità, qualunque essa sia. Continuo a credere che le amiche di mia sorella sappiano qualcosa, ma ben venga anche l’approfondimento di altre piste».

Quella sera di 18 anni fa Roberta uscì dalla sua abitazione di Torre San Giovanni per raggiungere un’amica a Gallipoli. Da quel momento, di lei non si è saputo più nulla. Vani tutti i tentativi della madre Concetta Nuzzo di telefonarle. La sua auto ricomparve dopo quattro giorni. Tre anni dopo, una lettera anonima riaccese i riflettori sul caso: nella missiva si consigliava di cercare la verità fra le amiche.

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