Mercoledì 23 Gennaio 2019 | 08:28

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si chiama maria bruna

Vaga da giorni per Nardò
è gara di solidarietà
Un appello televisivo

maria bruna

NARDO' - Molti la chiamano la donna misteriosa. Ha attraversato Nardò, per qualche giorno, e ieri è stata vista che si dirigeva, a piedi, verso Copertino. La grande gara di solidarietà nel tentativo di aiutarla è rimasta senza esito alcuno: lei non accetta denaro, né un aiuto e nemmeno un ricovero. Vuole solo essere lasciata in pace. Ieri anche gli agenti di polizia municipale di Nardò hanno quasi tentato di scortarla nel suo lungo viaggio a piedi sulla provinciale. Ma lei è decisa: accetta solo un po’ di cibo e nemmeno l’acqua. Ma vederla procedere, pochi centimetri alla volta, lascia sconvolti: indossa un pesantissimo pastrano, una calotta caldissima in testa, è coperta anche in viso. Poi ha alcune buste di plastica legate ai piedi ed alla vita che si trascina. E che l’appesantiscono. Con le mani regge altre sette, otto buste.

Uno sforzo disumano da reggere, soprattutto con questo caldo. Ma pare che anche la storia personale di questa donna sia tremenda. Sembra che a causa di questa sua storia intenda portarsi appresso, sulle spalle, il peso del mondo. Si chiamerebbe Maria Bruna e sarebbe originaria dell’Italia centrale. Secondo qualcuno ha deciso per questa vita da pellegrina in seguito ad una tragica vicenda familiare ma nulla si sa per certo. Quello che è sicuro è il senso di smarrimento che pervade le città che visita. All’improvviso è come se tutti si accorgessero di che cosa c’è oltre la cortina, fragile, della natura umana ingabbiata nelle convenzioni e nelle certezze del vivere in comunità. Mercoledì sera, su segnalazione dei neritini, è stato diffuso un appello attraverso la nota trasmissione televisiva «Chi l’ha visto». [b.v.]

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