Martedì 14 Aprile 2026 | 18:38

«Via la parola pacchetti nell'affidamento»: a Lecce lo scontro politico per l'infopoint e l'area ex Agip

«Via la parola pacchetti nell'affidamento»: a Lecce lo scontro politico per l'infopoint e l'area ex Agip

«Via la parola pacchetti nell'affidamento»: a Lecce lo scontro politico per l'infopoint e l'area ex Agip

 
Infopoint e area dell’ex Agip la battaglia dei «pacchetti»

A sollevare il nodo è stato Manrico Tarantini, che ha messo in discussione uno degli aspetti più delicati della delibera 124: la possibilità per il gestore, la Pro Loco La Rotonda di San Cataldo, di commercializzare prodotti e servizi turistici

Martedì 14 Aprile 2026, 14:10

«La parola “pacchetti” dev’essere cancellata dall’affidamento, perché l’infopoint non è stato affidato a un’agenzia di viaggio». È da qui che riparte, e si infiamma, lo scontro politico sull’infopoint dell’ex Agip, finito al centro della Commissione XII, convocata dal presidente Antonio De Matteis. A sollevare il nodo è stato l’ospite Manrico Tarantini, ex direttore tecnico di agenzia di viaggio, che ha messo in discussione uno degli aspetti più delicati della delibera 124: la possibilità per il gestore, la Pro Loco “La Rotonda” di San Cataldo, di commercializzare prodotti e servizi turistici.

«Il Comune di Lecce non ha il potere di autorizzare l’organizzazione e la commercializzazione di pacchetti, che è competenza esclusiva delle agenzie di viaggio, come prevede la legge regionale», ha spiegato Tarantini, entrando nel merito di una questione che, a suo dire, rischia di incidere sulla libera concorrenza. «Poi, questi signori fanno un’alleanza con un’agenzia di viaggio di nome “Turismo d’autore” di Nardò, così dando l’esclusiva a un’azienda privata», ha aggiunto, paventando un possibile squilibrio nel mercato.

L’intervento dell’esperto ha dato il via a un confronto serrato, con la minoranza che ha attaccato la scelta di affidare l’infopoint alla stessa proloco che già gestisce quello di via Rubichi, con una gestione che potrebbe protrarsi fino al 2028. Il capogruppo di Fratelli d’Italia, Andrea Pasquino, ha sollevato dubbi sul metodo seguito in Commissione, per via dell’invito a un solo ospite. «Semplicemente perché ce lo ha richiesto, siamo aperti all’ascolto di chiunque faccia richiesta. Invito il consigliere Pasquino a segnalarmi eventuali altri ospiti da poter convocare», ha replicato il presidente Antonio De Matteis, difendendo l’impostazione dei lavori.

Tarantini ha poi rivendicato il proprio ruolo: «Seguo questa vicenda da un anno, da quando è stato affidato l’infopoint di via Rubichi. Non sono un portatore d’interessi, ma un semplice cittadino che è attento a quello che fa l’amministrazione pubblica. Voglio solo mettere a disposizione un apporto positivo, tenendo presente che il mio nome è storia in questa città». Ma le sue parole hanno assunto, poi, toni più duri: «La proloco in questo modo non fa la proloco, che dovrebbe fare solo promozione sociale, due gite all’anno per i propri associati ed escursioni senza pernottamento. Ci sono degli artifici e dei magheggi in tutto questo. Non bisognerebbe scrivere proloco “La Rotonda”, ma “pro domo sua”. Dov’è la concorrenza e il pluralismo?».

Dalla maggioranza è arrivata la replica del consigliere di maggioranza Paolo Cairo: «Non riesco a comprendere qual è la lesione del bando stesso? Non mi pare che non si possa affidare a una proloco un infopoint». Più netto il consigliere di minoranza Christian Gnoni che giudica il dubbio sulla vendita dei pacchetti «un fatto grave, che altera lo sviluppo del mercato». Il consigliere di centrosinistra Marco De Matteis ha invece posto l’accento sull’iter amministrativo: «È emersa una denuncia abbastanza grave».

Antonio Rotundo, consigliere del Pd, ha rincarato la dose: «Per l’affidamento dell’info point non è stato fatto alcun bando, quindi eliminiamo la parola bando: la giunta si è riunita ed ha affidato direttamente la gestione dell’info-point e lo ha fatto sulla base di un precedente affidamento diretto. La dirigente Branca ha detto in questa commissione che attendeva gli indirizzi del governo e alla fine il governo è intervenuto». Da qui la richiesta di coinvolgere il segretario generale Mazzeo per capire se bisogna fare delle correzioni: «Un bene di interesse pubblico viene utilizzato per interessi privati - ha detto- È evidente che c’è un problema».

Nel corso del dibattito Pasquino ha difeso l’operato della maggioranza: «Anche la precedente amministrazione ha affidato l’info point con un affidamento diretto», assicurando che ogni rilievo sarà approfondito perché «il governo Poli tiene alla correttezza degli atti amministrativi». Sul finale, lo scontro si è spostato sulla durata dell’affidamento, prorogabile fino al 30 giugno 2028, mentre Tarantini ha chiuso con una stoccata: «Io sono un tecnico e mi rimetto in discussione. Ho titolo a venire ad acculturarvi su cose su cui non siete certamente competenti». Una frase che ha spinto Cairo a precisare che nessuno, in Commissione, ha mai accusato l’ospite di millantare credito, ma che conferma un clima politico sempre più teso attorno alla vicenda.[G.Gorg.]

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