serie a
Lecce a caccia dell’equilibrio giusto: Di Francesco valuta altre strade
Contro l’udinese squadra con il consueto 4-3-3 o cambio di sistema e passaggio al 3-5-2?
Squadra schierata con il consueto modulo 4-3-3 (o 4-2-3-1) o cambio di sistema e passaggio al 3-5-2 (o 3-5-1-1). Sarebbe questa la valutazione più importante che Eusebio Di Francesco starebbe facendo in vista della partita in programma domani, alle ore 15, contro l’Udinese, al «Via del Mare». Una gara alla quale molti addetti ai lavori attribuiscono, a ragione, una valenza di prim’ordine nell’economia della stagione della compagine salentina.
Il cambio di modulo viene ipotizzato per due motivi. Il primo è legato al fatto che la squadra giallorossa ha bisogno di mutare registro rispetto a quanto messo in mostra sino ad oggi, conservando la solidità evidenziata nella fase di non possesso, ma cambiando marcia in zona gol, dove ha sin qui lasciato molto a desiderare. Passare ad un sistema a due punte potrebbe dare una mano ad accrescere la pericolosità nella trequarti campo avversaria. Il secondo scaturisce da quanto detto dal responsabile dell’area tecnica Pantaleo Corvino nella conferenza stampa di chiusura del mercato. Spiegando il perché non sia stato sostituito nel ruolo di terzino destro il partente Christ-Owen Kouassi, il dirigente di Vernole ha rimarcato che Di Francesco sta valutando se alternare sulla fascia Danilo Veiga e Santiago Pierotti, cosa che dovrebbe portare appunto ad un cambio di modulo. A meno che il trainer pescarese non voglia impiegare l’argentino da esterno basso, cosa che ha spesso sottolineato possa essere nelle sue corde, ma non nell’immediato.
In questo momento, tra l’altro, il Lecce può contare su tre centrali difensivi affidabili. Sono Kialonda Gaspar e Tiago Gabriel, che sono stati a lungo titolari, e Jamil Siebert, che ha sostituito l’angolano quando ha disputato la Coppa d’Africa e quando è stato squalificato per tre turni, comportandosi abbastanza bene, tanto da meritare la conferma dal primo minuto nella trasferta di Torino. L’eventuale 3-5-2 potrebbe puntare su questi tre calciatori, ma ce ne sarebbe un quarto che in questa annata agonistica è già stato impiegato da braccetto di sinistra nella retroguardia a tre nel match esterno disputato contro il Milan, cioé Corrie Ndaba.
Qualora Di Francesco optasse per il 3-5-2 (o 3-5-1-1), da quinto di centrocampo potrebbe utilizzare Veiga o Pierotti a destra ed Antonino Gallo o Ndaba a sinistra, garantendo una maggiore protezione nella fase di non possesso, mettendoli al riparo da taluni erroracci compiuti da alcuni di loro (si pensi al portoghese, che contro il Torino, in occasione della rete che ha deciso il confronto, ha perso del tutto di vista Che Adams) nel torneo in corso.
Con Siebert, Gaspar e Tiago Gabriel, inoltre, in partite come quella contro l’Udinese, nella quale i rivali sono forti sulle palle inattive, Di Francesco potrebbe contare su una «contraerea» niente male.
Il centrocampo sarebbe completato da Lassana Coulibaly, Ylber Ramadani ed Omri Gandelman, in attesa che torni disponibile Medon Berisha, che garantirebbe una «iniezione» di quella qualità che manca tanto alla formazione salentina. L’ulteriore alternativa sarebbe Oumar Ngom, che Corvino reputa non solo un investimento per il futuro, ma anche un prospetto capace di dare una mano nell’immediato.
In attacco, toccherebbe a Walid Cheddira e Nikola Stulic (ma il serbo va verso il forfait per il match di domani), che hanno caratteristiche differenti e potrebbero rivelarsi complementari. Il Primavera Paco Esteban sarebbe una alternativa, da pari ruolo.
L’altra opzione sembrerebbe quella di schierare Pierotti o di adattare Riccardo Sottil nel ruolo di «sotto punta», con il compito di accompagnare e supportare il centravanti, nel qual caso si tratterebbe più di un 3-5-1-1 che di un 3-5-2.
Se Corvino ne ha parlato, c’è da supporre che Di Francesco ed il suo staff stiano provando già da qualche tempo una simile soluzione. Si tratta di capire se abbiano maturato l’idea che possa essere il passo giusto per tentare di imprimere una svolta ad una stagione che altrimenti si sta indirizzando verso una china che lascia intravedere sviluppi assai nebulosi.