Grazie a fatture false e professionisti compiacenti, e con la copertura politica - sostiene la Procura di Lecce - dell’allora assessore allo Sviluppo economico, Alessandro Delli Noci, l’imprenditore Alfredo Barone aveva messo su una truffa alla Regione per ottenere il denaro necessario a ristrutturare e poi vendere l’ex ecomostro Rivabella di Gallipoli. Dopo l’arresto del luglio scorso la Finanza ha scoperto che la società riconducibile a Barone nel luglio 2024 era riuscita a incassare anche la seconda tranche del finanziamento: ed è per questo che i pm Alessandro Prontera e Massimiliano Carducci hanno chiesto e ottenuto dal gip Angelo Zizzari un secondo sequestro da 2,5 milioni di euro.
Il provvedimento è stato eseguito ai primi giorni di gennaio ma è diventato conoscibile ora, dopo la richiesta di rinvio a giudizio per Barone, Delli Noci e altre 25 persone (udienza preliminare il 10 luglio). Il sequestro riguarda anche Marino Congedo (come Barone tuttora sottoposto a interdizione e obbligo di dimora), il figlio Corrado Congedo, la segretaria Ilaria Santoro e alcuni professionisti (Luciano Ancora di Gallipoli, Marco De Marco di Nardò, Pietro Giuseppe Paolo Maggio di Santa Cesarea, Giovanni Rapanà di Lecce) che rispondono a vario titolo di concorso in truffa aggravata nei confronti della Regione.
Barone - scrive il gip Zizzari - aveva imbastito «una spregiudicata azione speculativa». E infatti l’ordinanza passa in rassegna tutte le tecniche per fregare la Regione sui fondi del Pia Turismo...
















