Dopo la sentenza di primo grado con 12 condanne, tra cui quelle degli ex assessori Attilio Monosi e Luca Pasqualini e dell’ex consigliere d’opposizione Antonio Torricelli, numerose assoluzioni e i successivi ricorsi presentati da pubblica accusa e difesa, è stata fissata la data del processo di Appello sui presunti illeciti per l’assegnazione in cambio di voti degli alloggi popolari nel quartiere Stadio di Lecce.
L’inizio è previsto per il 18 marzo, davanti alla Corte d’Appello di Lecce (presidente Teresa Liuni).
Sul banco degli imputati compariranno in 23. La sentenza di primo grado dei giudici in composizione collegiale (presidente Pietro Baffa) fu emessa nel maggio dello scorso anno, e arrivarono le condanne per i reati di falso e peculato per distrazione.
Il ricorso del pm Massimiliano Carducci riguarda il mancato riconoscimento del reato di associazione a delinquere. L’accusa era caduta in primo grado, poiché non sarebbe emersa la prova di un accordo stabile e consapevole tra gli imputati coinvolti, nonostante la presenza, scrivono i giudici nelle motivazioni, di un sistema di «diffusa illegalità».
Invece, il pm sostiene che esistesse un «vincolo associativo tendenzialmente permanente» e una struttura organizzata finalizzata al controllo del consenso elettorale attraverso la gestione illecita degli alloggi, nel periodo compreso tra il 2013 e il 2016-2017, di cui avrebbero fatto parte Attilio Monosi (condannato in primo grado a 3 anni e 6 mesi di reclusione) e Luca Pasqualini (5 anni), entrambi della giunta di centrodestra allora guidata dal sindaco Paolo Perrone. E ancora, l’ex consigliere di opposizione Antonio Torricelli (4 anni), figura storica del Pd cittadino, e i dirigenti e funzionari comunali Pasquale Gorgoni (3 anni) e Paolo Rollo (3 anni e 4 mesi). E poi, Monia Gaetani e Monica Durante (condannate rispettivamente a 3 e 4 anni), nel ruolo di “collettori di voti”, fungendo da intermediari tra i politici e gli elettori. E ancora Sergio De Salvatore, Liliana Guido, Francesca Sansò, Raffaele Guido, Giuseppe Nicoletti (condannati in primo grado).
Il processo di appello riguarderà anche gli imputati per i quali il verdetto era stato di assoluzione o di non doversi procedere. Si tratta di Diego Monaco; Giovanni Puce; Piera Perulli; Vanessa Tornese; Rosario D’Elia; Douglas Durante; Antonio Briganti; Raffaele Liccardi; Laura Panzera; Luisa Fracasso; Giovanni Bene.
Tra le parti civili, compaiono Comune di Lecce, Codacons, Arcasud Salento e Piero Scatigna, l’uomo che fu picchiato e minacciato di morte perché, stando alle carte dell’inchiesta, denunciò il sistema illegale. Sono assistite, tra gli altri, dagli avvocati Carlo Sariconi e Angelo Terragno.
Il collegio difensivo è composto, tra gli altri, dagli avvocati Luigi Covella, Riccardo Giannuzzi, Giuseppe Corleto, Amilcare Tana, Ivana Quarta, Luigi e Roberto Rella.
L’inchiesta che culminò in numerosi arresti e misure interdittive, prese il via dalla denuncia del direttore generale di Arca Sud Salento, Sandra Zappatore, che segnalò “anomalie” nell’assegnazione degli alloggi popolari.















