Una lettera con un "augurio di morte" è stata fatta recapitare nel suo ufficio del Tribunale di Lecce di viale De Pietro alla gip Maria Francesca Mariano, già sotto scorta per le precedenti intimidazioni di natura mafiosa. L'ultimo episodio che ha colpito la magistrata risale allo scorso novembre: nel cimitero di Galatina, dove era andata in visita alla tomba del padre Luigi, trovò nel vaso accanto alla sepoltura mezza testa di capretto, un coltello dal manico di legno e un nastro di carta con una scritta minacciosa, «Prima o poi».
L'anno prima, nel febbraio 2024, un'altra testa testa di capretto infilzata da un coltello da macellaio (e accompagnata da un biglietto con la scritta “Così”) era stata trovata davanti alla sua abitazione di Lecce. Nell’ottobre dello stesso anno, un ritaglio di giornale con la sua foto, incorniciato da un disegno di bara e croci nere, era stato lasciato nell’aula del Tribunale di Lecce dove la giudice era impegnata in udienza.
Il materiale fu sequestrato dagli agenti della Squadra Mobile, coordinati dalla Procura di Potenza, che indaga sulle intimidazioni subite dalla magistrata e dalla pm della Dda di Lecce, Carmen Ruggiero. Entrambe sono da tempo nel mirino di gruppi criminali. Hanno ricevuto lettere minatorie e subito tentativi di aggressione durante gli interrogatori.
Le minacce sarebbero partite dopo l’operazione antimafia “The Wolf”, condotta nel luglio 2023 dalla Dda di Lecce, che aveva portato a 22 arresti e smantellato il clan brindisino Lamendola-Cantanna, ritenuto vicino alla Sacra corona unita. A firmare l’ordinanza di custodia cautelare fu proprio la gip Mariano. Le indagini successive hanno rivelato che uno dei detenuti coinvolti, il 42enne Pancrazio Carrino, avrebbe finto di voler collaborare con la giustizia per poter incontrare la pm Ruggiero e colpirla con un coltello durante l’interrogatorio. Il piano, poi sventato, segnò l’inizio di una lunga scia di minacce dirette contro le due magistrate.
Maria Francesca Mariano vive sotto scorta dal settembre 2023. Nonostante la pressione e le intimidazioni, continua a svolgere il suo lavoro in tribunale e a partecipare pubblicamente ad appuntamenti dedicati alla giustizia e alla lotta alla mafia.














