Mercoledì 07 Gennaio 2026 | 07:15

Provincia di Lecce, la sfida del centrosinistra. Tarantino: «La partita rimane aperta»

Provincia di Lecce, la sfida del centrosinistra. Tarantino: «La partita rimane aperta»

 
Gaetano Gorgoni

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Gaetano Gorgoni

Provincia di Lecce, la sfida del centrosinistra. Tarantino: «La partita rimane aperta»

In vista del voto del 1° febbraio, partiti e movimenti hanno scelto l’attuale presidente come candidato da contrapporre a Poli Bortone

Lunedì 05 Gennaio 2026, 14:42

«I giochi non sono già fatti, non è detto che anche nella coalizione di centrodestra tutti scelgano Poli Bortone», puntualizzano alcuni leader del centrosinistra. Ma la strada, ora che è sfumata la soluzione unitaria, è tutta in salita. Il “campo largo” ha fatto la cosa che sembrava più scontata in vista del voto del 1° febbraio: puntare sul presidente della Provincia reggente, Fabio Tarantino, tra i leader più accreditati di “Con” (movimento che fa capo ad Alessandro Delli Noci) e oggi braccio destro del neo consigliere regionale Stefano Minerva. È bastata una sola riunione, sabato pomeriggio, per capire che la strada era una sola: quella di contrapporre la linea della continuità amministrativa al sindaco di Lecce, Adriana Poli Bortone, candidata presidente che può contare sui comuni più popolosi, da Nardò a Copertino, da Squinzano a Casarano, fino a Monteroni. Con il voto ponderato la partita si complica per il centrosinistra.

«Noi lavoreremo al nostro interno e poi ad allargare: siamo in partita, siamo in battaglia, e non ci daremo mai per vinti», puntualizza Fabio Tarantino. Sul presidente reggente della Provincia convergono i partiti nazionali e una rete di movimenti civici che fanno riferimento, tra gli altri, ad Antonio Decaro, Sebastiano Leo, Alessandro Delli Noci e Dario Stefàno. A sostenerlo saranno Partito democratico, Movimento 5 Stelle, Azione, Sinistra Italiana, Centro Democratico, Con, Esserci, Gruppo Civico Comune di Lecce, Lecce Città Pubblica, Avanti-Psi, La Puglia In Più, Europa Verde, +Europa e Salento Bene Comune. Una coalizione ampia che prova a compensare uno scenario numerico oggi meno favorevole, soprattutto alla luce del peso politico di Lecce, passata al centrodestra.

Nato nel 1982 e con una solida formazione giuridica, Fabio Tarantino è stato confermato sindaco di Martano nel 2020, espressione di un progetto civico radicato. Oggi guida la Provincia in qualità di presidente facente funzioni, subentrando a Stefano Minerva dopo le sue dimissioni. Un ruolo che arriva al termine di un lungo percorso condiviso: Tarantino ne è stato vice per diversi anni, sostenendone l’impostazione politica e l’azione amministrativa.

Una scelta che rivendica senza ambiguità il segno della continuità, in linea con l’esperienza di «Salento Bene Comune», che ha orientato il lavoro dell’ente provinciale pur nei vincoli stringenti introdotti dalla riforma Delrio. «Al centro di questa visione c’è l’idea di una Provincia intesa come “Casa dei Comuni”, un’istituzione capace di garantire equilibrio finanziario e di recuperare un ruolo di coordinamento e servizio a favore dei territori, nonostante il progressivo ridimensionamento delle sue funzioni», sottolinea un comunicato del campo largo.

Secondo la coalizione che sostiene Tarantino, «è proprio questa impostazione ad aver consentito di raggiungere risultati tangibili negli ultimi anni»: dalla stabilizzazione dei lavoratori Lsu e del personale di Alba Service agli interventi sulla rete viaria, dagli investimenti su scuole e impianti sportivi al rilancio della stagione lirica e alla riapertura di masseria Torcito. Un percorso che comprende anche la firma dei Patti territoriali, il sostegno ai Comuni più piccoli nella gestione delle risorse del Pnrr, programmi di formazione rivolti ad amministratori e dirigenti e una rinnovata attenzione alle politiche ambientali. In questo ambito rientrano «i protocolli sulla gestione dei rifiuti condivisi con la Prefettura, la riconvocazione della Consulta ambientale e i progetti di forestazione delle aree pubbliche».

Dialogo, partecipazione e inclusione sono i cardini su cui il centrosinistra afferma di voler costruire la candidatura di Tarantino, presentata come un’alternativa netta alla proposta del centrodestra. Quest’ultimo viene accusato di voler ridurre la Provincia di Lecce a una semplice camera di compensazione delle dinamiche politiche del capoluogo, attraverso una candidatura giudicata identitaria e poco aperta. La competizione si preannuncia più articolata rispetto al passato, ma il campo largo punta sulla solidità del percorso amministrativo e sulla compattezza politica per affrontare una sfida che «va ben oltre il semplice avvicendamento alla guida dell’ente».

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