Il Tar Lecce chiude il 2025 con 297 ricorsi in meno, in controtendenza al dato regionale dove, invece, si registra un più 30% dei contenziosi. Il calo, seppur lieve, riguarda le domande di accesso ai documenti e i ricorsi su demanio e rifiuti. In leggero aumento il contenzioso per gli appalti pubblici. Il maggior aumento riguarda l’edilizia, l'urbanistica, la pubblica istruzione. Sono alcuni dei dati contenuti nella relazione presentata in occasione della inaugurazione dell’anno giudiziario del Tar Lecce.
Il 2025, evidenzia il report, ha registrato una crescita del 30% dei ricorsi per ottemperanza. Un dato che mette in evidenza, come rimarcato dal presidente del Tar Lecce Antonio Pasca, «la riluttanza da parte delle pubbliche amministrazioni rispetto all’obbligo giuridico di conformarsi alla decisione del giudice amministrativo. Un comportamento illegittimo che deve essere sanzionato attraverso una puntuale segnalazione del funzionario o del dirigente responsabile alla competente Procura della Corte dei Conti, o ricorrendo i presupposti alla Procura della Repubblica, per la valutazione del comportamento ai fini del recupero del danno erariale legato agli esborsi economici o alle competenze liquidate in favore del commissario ad acta».
Aumenta la giacenza per lo smaltimento dell’arretrato causato dalla carenza dei magistrati in organico, appena 12, un numero "destinato a scendere ulteriormente nel 2026» ha detto il presidente. Infine, l’allarme sull'eccessivo ricorso alla intelligenza artificiale, «arrivata - ha concluso Pasca - a creare ex novo inesistenti massine e precedenti giurisprudenziali».















