LECCE - Gara-chiave, per il Lecce, quella con il Genoa, in programma domani, alle 15, al «Via del Mare». Imponendosi, la formazione allenata da Marco Giampaolo chiuderebbe l’andata a quota 19, in assoluta media-salvezza, e potrebbe affrontare con minori pressioni i due scontri diretti esterni con Empoli e Cagliari e la sfida casalinga con l’Inter, che seguiranno il match con i liguri.
«L’errore che non va commesso è quello di caricare di eccessivi significati il confronto con il Genoa - sostiene Francesco Mileti, leccese doc, ex centrocampista che, dopo essere cresciuto nel vivaio giallorosso, ha giocato in prima squadra dal 1978/1979 al 1982/1983 (con 82 presenze nel torneo cadetto e 10 in Coppa Italia), per poi indossare la casacca del Genoa, formazione con la quale ha militato in A e B, dal 1983/1984 al 1986/1987 -. Il cammino di una compagine che punta alla permanenza è sempre irto di ostacoli e solo affrontando ogni singolo incontro con il giusto atteggiamento è possibile raggiungere il traguardo. In questo percorso vanno banditi i catastrofismi nei momenti in cui le cose non girano per il verso giusto. Serve mantenere la calma e continuare a credere in se stessi. Andrebbe bene anche compiere un solo passo in avanti. La sfida di domani è importante, ma non decisiva. Non siamo ancora alle battute conclusive, quando un solo risultato può determinare chi resta in massima serie e chi retrocede».
Nella diciottesima giornata, il Genoa ha espugnato il terreno dell’Empoli, staccando di tre lunghezze il Lecce, caduto a Como: «I liguri sono più tranquilli rispetto a Baschirotto e compagni, ma sono comunque in zona-rischio. L’aspetto psicologico probabilmente è favorevole ai rossoblù, ma i giallorossi hanno già dimostrato di sapere gestire simili sfide. Si tratta del classico confronto nel quale può accadere di tutto. Spero che l’undici diretto da Giampaolo si esprima al massimo».
Il fattore-tifo potrebbe dare una mano al team salentino: «La spinta che garantisce il “Via del Mare” è notevole e dà grande carica. Il pubblico è uno spettacolo nello spettacolo. In campo, però, ci vanno i calciatori che devono indirizzare la gara dalla propria parte».
Determinante, secondo Mileti, sarà la «qualità» che le due contendenti riusciranno a mettere in campo: «In massima serie, penso che sia questo l’aspetto che fa la differenza. Tutte le formazioni hanno una buona organizzazione e ci mettono tanto agonismo, ma le giocate di spessore poi decidono il risultato finale. Sia il Lecce che il Genoa dispongono di uomini in grado di incidere».
Tra i giallorossi, in quanto a «qualità», l’ex centrocampista «incorona» Wladimiro Falcone: «Non sembri strano che ho scelto un portiere. È fortissimo e con le sue parate porta punti pesanti. Evitare un gol vale tanto quanto realizzarlo. Tra i calciatori di movimento, invece, si segnala Dorgu che, non a caso, è seguito da diversi top club. Sta emergendo Berisha. Vanta una buona cifra tecnica Oudin, ma gli viene dato poco spazio e questo significa che si ritiene che non dia garanzie sotto altri punti di vista. Ramadani non sta rendendo al meglio, ma nella passata annata si è comportato benissimo».
Sia il Lecce che il Genoa hanno cambiato allenatore nella prima metà del campionato: «Quando accade significa che il rendimento non è quello che si reputa possibile avere. Per chi subentra in panchina non è mai semplice imprimere la propria impronta. Pertanto, sia i giallorossi che i rossoblù sono alla ricerca di una nuova identità ben precisa».
L’ex centrocampista pone l’accento su una questione che reputa fondamentale: «La compagine salentina ha una proprietà che programma, che compie passi ponderati. Tutto ciò è garanzia di stabilità nel medio-lungo periodo. I supporter del Lecce sanno che bisogna soffrire per restare in A ed ogni salvezza festeggiata porta un mattoncino nella costruzione di una crescita graduale. Nel Genoa, nelle ultime stagioni, si è andati avanti con diverse disavventure societarie. L’ultimo ribaltone è di pochi giorni fa. In queste condizioni è difficile pianificare. Vedremo cosa accadrà dopo l’ultimo avvicendamento. La città ligure, per bacino di utenza e potenzialità, potrebbe ambire a qualcosa di più della bagarre-permanenza».
Sulle stagioni trascorse in giallorosso ed in rossoblù, Mileti dice: «Alla mia epoca, il Lecce non era mai stato in A e sgomitava in B, cercando di costruire col tempo qualcosa di valido. Ma il Salento è la mia terra natia, alla quale sono molto legato. Il Genoa mi ha dato la possibilità di cimentarmi in A, in una piazza dalla grande tradizione ed in un ambiente altrettanto “caldo”».
Intanto ieri seduta di allenamento mattutina per i giallorossi. Con Kialonda Gaspar e Lameck Banda sempre out, Medon Berisha ha svolto un lavoro personalizzato e va verso il forfait con il Genoa.
Per Lecce-Genoa si va verso l’ennesimo pienone. Il sodalizio salentino ha reso noto che gli unici posti «ordinari» ancora disponibili sono relativi alla tribuna est. Inoltre, sono stati messi in vendita i biglietti a «ridotta visibilità». La compagine rossoblù ospite, dal canto suo, potrà contare sul sostegno di circa seicento tifosi al seguito.
MERCATO I primi colpi messi a segno dal Lecce vanno a rinforzare la Primavera. Sono stati ingaggiati il centrocampista tedesco Bilal Brusdeilins, dall’Herta Berlino, e l’esterno offensivo croato Domagoj Regetaš, dall’NK Sesvete. Entrambi classe 2006.
















