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Politiche, Minerva rifiuta Roma: «Resto a Gallipoli amo la mia città»

Politiche, Minerva rifiuta Roma: «Resto a Gallipoli amo la mia città»

Le ragioni della scelta: «Da sindaco devo inaugurare il parco di via Firenze»

02 Agosto 2022

Giuseppe Albahari

GALLIPOLI - Stefano Minerva rinuncia al seggio in parlamento. Rimarrà sindaco della Città Bella e presidente della Provincia di Lecce. «Una scelta d’amore per quello che faccio, verso le persone che mi stanno accanto, verso la generazione che ho lanciato in politica, una scelta che devo a quelle persone che finalmente hanno avuto voce in capitolo, attenzione, ascolto e che rischierebbero di tornare ad avere sfiducia della politica».

Così si é espresso ieri mattina, nella riunione convocata per sciogliere la riserva che sabato scorso aveva opposto alla richiesta del Pd di dare un contributo forte al rinnovamento dei volti del partito. Una decisione salutata dal lungo applauso di amministratori e amici e che non era scontata. «Non ha rinunciato a candidarsi, ha rinunciato all’elezione. Nessun altro lo avrebbe fatto», sono stati questi i commenti dei presenti. E in realtà il posto da capolista nel famoso listino è ambìto perché garantisce - per quanto possibile, beninteso - l’elezione. Dalla conferenza dei segretari del Pd, erano emersi i nomi dell’uscente senatore Dario Stefàno, della presidente del consiglio regionale Loredana Capone (la sua storia personale fa passare in secondo piano il concetto di genere) e di Minerva. In conseguenza, ora vi sono due nomi per altrettanti listini - Camera dei deputati e Senato - anche se non vi erano dubbi che il problema del terzo candidato sarebbe stato risolto nella Capitale. Da dove, ha detto ieri Minerva, gli erano aggiunte le sollecitazioni di Matteo Orfini, Francesco Boccia ed altri, oltre a quelle di Michele Emiliano, del consigliere regionale Donato Metallo e del segretario provinciale Ippazio Morciano - verso tutti ha espresso gratitudine - ad accettare la candidatura.

Invece, i dubbi della vigilia sono stati sciolti dopo avere incontrato il partito locale, i consiglieri di maggioranza, le persone a lui più vicine. «Da sindaco della città - ha detto - non me ne posso andare senza aver inaugurato il parco di via Firenze e il palazzetto dello sport, senza avviare i procedimenti amministrativi per il porto turistico. Sono impegni e promesse che ho preso con la mia città e con la mia gente che un anno fa, dandomi 8600 preferenze, mi ha regalato un risultato senza precedenti per la nostra città. Ne deriva un dovere morale nei confronti delle persone che ci hanno votato e verso quelle che si sono candidate con me».

«Anche se qualsiasi decisione può lasciare l’amaro in bocca - ha aggiunto nel suo appassionato intervento - resto sindaco di Gallipoli. Questo non significa, lo dico con la massima sincerità, che rimarrò necessariamente fino alla fine del mandato. Rimarrò fino a quando sarà giusto rimanere, fino a quando sentirò che il mio ruolo sarà ancora importante e fondamentale per tenere insieme un’idea che non è quella della politica degli attacchi, della vendetta personale, degli insulti, degli esposti, ma la politica dell’amore, della passione della condivisione della trasparenza e del dialogo. Me ne andrò - ha concluso Minerva - fra un anno, fra due, non lo so, me ne andrò quando avrò mantenuto gli impegni assunti con la città».

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