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In Puglia e Basilicata

Il caso

Nel Salento i conti non tornano: in agricoltura si importa troppo

Mercato verdura e ortaggi

Su banchi e scaffali troppa frutta e verdura "straniera". A fronte di prodotti agricoli esportati per 6,1 milioni di euro, ne importiamo per ben 9,5 milioni

18 Giugno 2022

Vincenzo Sparviero

LECCE - Importiamo più prodotti agricoli di quanti ne esportiamo. In altre parole, le produzioni agricole della provincia di Lecce non sono sufficienti a soddisfare il fabbisogno alimentare dei consumatori. La bilancia commerciale, infatti, è negativa per 3,4 milioni di euro. A fronte di prodotti agricoli esportati per un valore complessivo di 6,1 milioni di euro, ne importiamo per ben 9,5 milioni.

È quanto emerge da uno studio condotto dall’Osservatorio Economico CIA-Agricoltori Italiani Puglia.
L’approfondimento sul commercio estero dei prodotti agroalimentari pugliesi intende fornire agli operatori del settore un supporto, al fine di comprendere le principali dinamiche con i Paesi partner.
Riguardo alla provincia di Lecce, nel primo trimestre di quest’anno, da gennaio a marzo, dall’Europa, abbiamo importato prodotti agricoli per un valore di 5,1 milioni di euro, ma ne abbiamo esportati per 5,8. Il saldo è dunque positivo per 685mila euro. Dall’Africa abbiamo importato prodotti agricoli per un valore di due milioni e ne abbiamo esportati per appena 32mila euro. Dall’America abbiamo importato prodotti agricoli per un valore di 2,2 milioni di euro senza però esportarne.

Dall’Asia abbiamo importato per 80mila euro, ma ne abbiamo esportati per 274mila con un saldo positivo per 194mila. «Il conflitto ucraino – si legge nella nota dell’organizzazione sindacale degli agricoltori – si sta rivelando particolarmente penalizzante: non esportiamo più verso la Russia e l’Ucraina. Si tratta di due enormi mercati. Soprattutto quello russo che, per noi, ha sempre rappresentato numeri importanti, basti pensare ai nostri prodotti d’eccellenza, al vino naturalmente, ma anche all’olio extravergine di oliva e altre produzioni in cui la Puglia primeggia per quantità e qualità. Fare a meno di quei mercati, restringe i consueti canali di esportazione per centinaia di aziende agricole».

Non è un caso, dunque, che la bilancia Puglia-Russia risulti negativa per 9,2 milioni di euro e quella Puglia-Ucraina per ben 36,2 milioni di euro. A parziale ‘contrappeso’ positivo del dato in decrescita delle nostre esportazioni verso Russia e Ucraina, fortunatamente ci sono i numeri e gli scambi con i Paesi dell’area mediterranea, l’Africa settentrionale e i Paesi dell’Opec, vale a dire quelli che esportano petrolio come l’Arabia Saudita e l’Iraq. In questo caso, la Puglia registra una tendenza positiva, con flussi di prodotti e di merci che rafforzano l’export pugliese, facendo del ‘made in Puglia’ un brand che sempre più spesso è capace di varcare i confini nazionali e quelli europei.

«Per questo motivo – si legge ancora nella nota dell’organizzazione - Cia Agricoltori Italiani Puglia sta lavorando da anni, con intensità crescente, a progetti di cooperazione internazionale ed a programmi e azioni che favoriscano l’internazionalizzazione e la digitalizzazione delle nostre imprese. Fondamentale, anche in questo senso, è lavorare all’aggregazione, favorire la nascita di cooperative, organizzazioni di produttori, consorzi e distretti per aumentare le nostre capacità di trovare nuovi mercati».

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