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In Puglia e Basilicata

IL CASO nel Salento

Presunti abusi edilizi, dodici persone indagate nell'hinterland di Arnesano

Presunti abusi edilizi, dodici persone indagate nell'hinterland di Arnesano

Il Comune di Arnesano sede del possibile scandalo

Tutto ruota intorno alla creazione di una clinica veterinaria, coinvolto anche l'ex sindaco Madaro

15 Giugno 2022

Angelo Centonze

LECCE - C’è anche l’ex sindaco di Arnesano, tra i 12 indagati nell’ambito di un’inchiesta su presunti abusi edilizi. L’avviso di conclusione porta la firma del pubblico ministero Roberta Licci. Risultano indagati: Giovanni Madaro, 62 anni di Arnesano, ex «primo cittadino»; Gianfranco Imbriani, 58enne di Arnesano, dipendente comunale, ma anche proprietario e committente; Luca Valente, 48 anni di Lecce e Giuseppe Caione, 82 anni di Salice Salentino, in qualità di responsabili dell’ufficio tecnico. E poi, i tecnici progettisti e direttori dei lavori: Alessandro De Masi, 56enne di Arnesano; Alessandro Attanasio, 40 anni di Arnesano; Letizia D’Aprile, 61enne di Arnesano; Valerio Perrone, 57enne di Trepuzzi; Alfredo Manca, 55enne di Arnesano. Ed ancora, Federico Manca, 48enne di Arnesano, dipendente dell’Ufficio Tecnico. Ed infine, Antonio Monaco, 56 anni di Lecce e Paola Montinaro, 55 anni di Lecce, acquirenti dell’area e del relativo immobile.

Gli indagati assistiti, tra gli altri, dagli avvocati Mariangela Calò, Angelo Quarta Rizzato e Francesco Stella, potranno chiedere di essere interrogati, entro i prossimi venti giorni o produrre memorie difensive. L’ex sindaco Giovanni Madaro, in qualità di proprietario e committente, risponde anzitutto dell’ipotesi di reato di falso ideologico e abusi edilizi. Secondo l’accusa, come accertato nel febbraio del 2018, in concorso con Luca Valente, Letizia D’Aprile e Alessandro Attanasio, avrebbe realizzato un complesso edilizio con destinazione «clinica veterinaria», attraverso fittizie attestazioni e titoli palesemente illegittimi, avviando la pratica originariamente come costruzione di abitazione ad uso rurale. Inoltre Madaro, nel dicembre del 2012, quando era ancora sindaco di Arnesano, avrebbe presieduto la seduta del consiglio comunale, per l’approvazione della delibera con cui veniva consentito, in deroga al divieto previsto dal regolamento edilizio comunale, l’applicazione della legge regionale anche ai piani seminterrati ed interrati. Infine, Madaro, in concorso con Valente, risponde di abuso d’ufficio, per avere ottenuto un ingiusto vantaggio patrimoniale, consistito nella illecita trasformazione urbanistico edilizia dell’area, con la realizzazione di un immobile destinato a clinica veterinaria in zona avente destinazione agricola.

Gianfranco Imbriani, Alessandro De Masi, Alessandro Attanasio, Alfredo Manca, Giuseppe Caione, Luca Valente, Valerio Perrone, Antonio Monaco e Paola Montinaro rispondono a vario titolo di abusivismo edilizio e falsità ideologica, per altri episodi (accertati nel mese di luglio del 2018) riguardanti la realizzazione di due Bed and Breakfast. Il primo, in località Montevergine, sempre ad Arnesano. Secondo l’accusa, l’opera edilizia, costituita da una villa a due piani con annessa dependance e piscina, sarebbe stata realizzata in zona sottoposta a vincolo paesaggistico. Per questo episodio, inoltre, Valente e Imbriani rispondono anche di abuso d’ufficio. Ma come, detto, sotto la lente della Procura, sono finiti anche degli interventi edilizi, in violazione delle prescrizioni degli strumenti urbanistici, per la realizzazione di un’altra struttura turistico-ricettiva. Ora toccherà alla Procura stabilire se chiedere il rinvio a giudizio degli imputati o se archiviare il procedimento.

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