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Lavori senza autorizzazione

Lecce, da paladina degli ulivi a regina degli abusi: indagata l'Oscar Helen Mirren

Sequestrata la villa dell'attrice in località Torre Nasparo a Tiggiano

Xylella, appello di Mirren  per salvare ulivo Regina

TIGGIANO (LECCE) -Muretti a secco demoliti e poi ricostruiti in difformità dalle concessioni ottenute. E' per questo che ieri gli agenti della polizia provinciale di Lecce, agli ordini del comandante Antonio Arnò, hanno eseguito un sequestro preventivo di alcune aree della residenza estiva del premio Oscar Helen Mirren.

Che l'attrice britannica fosse un'habituè del Salento ormai è cosa nota: circa una decina di anni fa aveva acquistato e restaurato la masseria cinquecentesca Matine in agro di Tiggiano. Ma non è questo l'immobile su cui si è soffermata l'attenzione degli investigatori. Si tratta, invece, di una villa al mare in località Torre Nasparo, sempre a Tiggiano, in zona sottoposta a vincolo paesaggistico. L'abitazione è stata acquistata dalla Mirren e dal marito, il regista statunitense Taylor Edwin Hackford, il 22 dicembre del 2017.

Ma facciamo un passo indietro. Già prima della compravendita, il vecchio proprietario aveva chiesto all'ufficio tecnico del comune un permesso a costruire per il consolidamento di tutti i muretti a secco e delle scalinate già esistenti, oltre ad altri interventi. Il 23 maggio scorso, a vendita già avvenuta, il comune ha poi rilasciato il permesso.

Secondo gli agenti della polizia provinciale, però, i lavori effettuati sarebbero difformi rispetto a quanto previsto dai titoli autorizzativi. In breve, tutti i muretti a secco preesistenti, che nella proposta progettuale dovevano essere solo ripristinati, sarebbero stati demoliti e realizzati ex novo «senza mantenere le altezze preesistenti». Inoltre, per la realizzazione degli interstizi dei muretti in pietra sarebbe stato utilizzato del cemento, facendo venir meno la capacità di drenaggio. Per ultimo risulta che alcune mura di contenimento sarebbero state realizzate abusivamente, poichè non previste dal progetto.

(una ripresa aerea della villa)

Oltre a Helen Mirren e al marito, difesi dall’avvocato Pietro Nuccio, la polizia provinciale ha denunciato anche il progettista e direttore dei lavori Matteo Vito De Giuseppe, 36 anni, di Tricase, e Giovanni Bozzi, 48 anni, nato in Svizzera, rappresentante della ditta esecutrice delle opere edili denominata «Multiservice srl». Le accuse contestate nel provvedimento di sequestro sono il deturpamento di bellezze naturali e la violazione di alcune disposizioni del Dpr 380/2001, il Testo Unico sull'edilizia.
Il fascicolo d’indagine è affidato al sostituto procuratore Paola Guglielmi.

Nel luglio scorso Helen Mirren ha ricevuto a Lecce il premio Apollonio, e in diverse occasioni ha lanciato appelli alle istituzioni per la salvaguardia degli ulivi pugliesi contagiati dal batterio della Xylella.

LE PAROLE DEL LEGALE DELLA MIRREN - «Helen e Taylor vogliono tutelare il territorio, salvaguardalo non certo alterarlo. Quando li ho chiamati per metterli al corrente di quanto stava accadendo, sono letteralmente caduti dalle nuvole». Così Pietro Nuccio, l’avvocato di Helen Mirren e di suo marito Taylor Edwin Hackford, in merito all’indagine avviata dalla procura di Lecce sui presunti abusi riscontrati in una proprietà sulla costa salentina, in località Torre Nasparo, acquistata dall’attrice britannica e dal coniuge. Un’indagine avviata sulla base di un esposto anonimo, come sottolinea il legale, «presentato probabilmente da qualche residente locale che ha voluto vedere come abusi un semplice intervento di consolidamento di due muretti a secco esterni, eseguiti con regolare autorizzazione, e volti alla tutela e alla conservazione dei terrazzati naturali che circondano la proprietà, che altrimenti potrebbero franare».

«Helen e Taylor - aggiunge l’avvocato - non erano presenti quando la scorsa estate sono iniziati i lavori, avendo dovuto lasciare il Salento lei per una importante produzione cinematografica in Russia che la vedrà impegnata li fino a fine anno e lui impegnato negli Stati Uniti fino ad inizi dell’anno nuovo per due produzioni. Appena hanno saputo delle contestazioni, mi hanno subito incaricato di fare il possibile per accertare subito eventuali irregolarità commesse ed eliminarle. Nei prossimi giorni, provvederemo a nominare un nostro consulente incaricato di accertare in contraddittorio con la Procura, l’eventuale corrispondenza delle irregolarità contestate».

Secondo quanto riferisce il legale salentino «quando si opera su vincoli paesaggistici il rischio è di interpretare in modo difforme le prescrizioni attinenti» ed è in sostanza quello che potrebbe essere accaduto, perché il direttore dei lavori «ha interpretato la norma che a suo dire gli consentirebbe di costruire due metri sopra il muretto già esistente, altrimenti sarebbe un intervento vano che non garantirebbe la finalità cui è stato preposto, ovvero la salvaguardia dell’ambiente rurale». «Non é stato fatto alcun abuso, alcun ampliamento - prosegue Nuccio - non pensavamo di poter essere coinvolti in questa vicenda. Lo Stato dovrebbe aiutare i privati che investono risorse e anche ingenti nella tutela dell’ambiente visto che i comuni non hanno risorse per poterlo fare, invece che scoraggiarli e farli scappare via». 

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Commenti all'articolo

  • Noname

    20 Ottobre 2018 - 14:02

    Senza le provincie, perché esiste ancora la polizia provinciale? Sarebbe la stessa che se contattata per segnalare buche stradali, cumuli d'immondizia a margine delle strade, animali morti, segnaletica fatiscente, asfalto scivoloso e qualsiasi altro problema riscontrato sulle strade provinciali non risponde? Allora esiste!!!

    Rispondi

  • CicciCapucci

    CicciCapucci

    20 Ottobre 2018 - 14:02

    Persecuzione su basi burocratiche motivata da distillato di invidia, finalizzato a punire il ricco talentuoso e a demotivarne l'affezione per il Salento. Meglio se vendesse tutto a un mammasantissima locale e se ne andasse via. Questo è l'atteggiamento più frequente in zona, atteggiamento coltivato nella micragnosità da fessi che si ritengono essere la crema del globo, ma che non sanno neanche gestire la spazzatura a casa loro.

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