Giovedì 17 Gennaio 2019 | 13:35

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lecce

Calci e pugni all’infermiera del 118

Il racconto: «Sono solo una delle tante vittime: vogliamo l’indennità di rischio»

Calci e pugni all’infermiera del 118

Monica Carbotta

«Mi ha sferrato un pugno in faccia e due calci nello stinco, non me l’aspettavo, ero riuscita a calmarla, mi ha colto di sorpresa, ma mi ha fatto veramente male, non riesco a vedere dall’occhio sinistro», a parlare è l’infermiera del 118, Maria Giovanna Zippo, aggredita nella mattinata di domenica, durante un intervento sanitario, in pieno centro a Lecce. A mezzogiorno una segnalazione della centrale operativa aveva allertato l’automedica del 118, ma la prima chiamata è stata annullata perché la paziente era scappata. Dopo 10 minuti, racconta la vittima, i sanitari sono stati ricontattati e mandati nei pressi del Duomo dove hanno iniziato a cercare di soccorrere la 52enne, originaria di Milano, che era in evidente stato di agitazione: «Sembrava ubriaca, si sentiva l’alito che odorava di alcol» prosegue l’infermiera. Nonostante ci fossero i poliziotti, non voleva entrare in ambulanza: ci sono riusciti dopo vari tentativi. Lì non ha voluto stendersi, è rimasta seduta, ma con dolcezza l’infermiera è riuscita a calmarla e stava iniziando a soccorrerla.

Il medico all’esterno dell’ambulanza stava facendo la proposta per un trattamento sanitario obbligatorio, la paziente deve averlo sentito dal finestrino semiaperto, non voleva essere ricoverata. La richiesta di tso non è stata confermata dallo psichiatra. È la seconda aggressione che l’infermiera subisce da quando è entrata in servizio al 118, 14 anni fa, ma «sono solo una delle tante vittime, andiamo a soccorrere gente in ogni dove, dal tossicodipendente al delinquente, siamo in prima linea. Stiamo combattendo da anni perché la Regione ci riconosca l’indennità di rischio. Vogliamo il riconoscimento e la riconoscenza. Andiamo in aperta campagna rischiando di essere travolti da macchine sulle strade, prendiamo le vene al buio rischiando di pungerci con aghi infetti». Intanto Andrea Maccagnani del Movimento regionale del personale di emergenza urgenza nei giorni scorsi ha incontrato Giancarlo Ruscitti, commissario dell’Ares, proprio a tal proposito. «Ho parlato con Ruscitti, ho registrato un’apertura in questo senso, apertura vincolata all’attuale riordino del sistema dell’emergenza urgenza; è infatti nell’Areu, che si dovrebbe riuscire ad ottenere l’indennità di rischio al personale, previa contrattazione sindacale. Si aprono degli spiragli al contrario di quello che aveva dichiarato Emiliano mesi fa».

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