Mercoledì 22 Settembre 2021 | 17:25

Il Biancorosso

Serie C
Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

 

i più letti

Sulle coste salentine

Caldo e acqua pulita, si riaffacciano le meduse

Incontri ravvicinati a San Foca, Otranto, Torre dell'Orso, ma non è allarme

Caldo e acqua pulita, si riaffacciano le meduse

I mari salentini sono invasi anche dalle meduse, ma se a tanti bagnanti fanno paura, per gli esperti sono il sintomo della buona qualità delle acque.
Il surriscaldamento globale ha portato a rendere meno inusuale la presenza di questi organismi acquatici, specie sul litorale adriatico. Tantissimi gli avvistamenti e gli incontri ravvicinati in questa stagione estiva, in particolare nella zona compresa tra Torre dell’Orso di Melendugno e la spiaggia degli Alimini nel territorio di Otranto, anche se non sono mancate segnalazioni in altre località salentine come San Cataldo, San Foca, Santa Cesarea Terme, Andrano e Castro, insieme a Porto Cesareo sullo Ionio.
La riproduzione delle meduse, come ricordano gli esperti che studiano il fenomeno (tra cui l’Università del Salento attraverso il Dipartimento di scienze tecnologiche, biologiche e ambientali), è favorita dall’elevata temperatura delle acque e dal circolo delle correnti. Gli organismi gelatinosi si sviluppano in acque poco profonde, le stesse che vengono prese d’assalto da migliaia di bagnanti, e non sono pochi i casi di contatto con conseguenti irritazioni della pelle e altri piccoli traumi più o meno dolorosi che possono essere risolti nella stragrande maggioranza con l’uso di semplici unguenti.
Nel mare Adriatico le specie di meduse più diffuse sono il Polmone di mare (Rhizostoma pulmo) che può avere anche mezzo metro di diametro con un corpo bianco e un margine dell’ombrello blu, la Cassiopea (Cotylorhiza tubercolata) che arriva a 35 centimetri di diametro ed è caratterizzata da piccoli tentacoli che finiscono con dischi bianchi e rosso-viola, e la medusa luminosa (Pelagia noctiluca) che non supera i dieci centimetri di diametro. A differenza delle altre due che sono poco o per nulla urticanti, quest’ultima crea dolorose irritazioni conosciute come “scottature” ma per fortuna è presente in minore concentrazione.
Con la tropicalizzazione dei mari stanno arrivando altre specie come la Carybdea marsupialis, di colore sostanzialmente bianco e munita di quattro tentacoli, di piccole dimensioni come la medusa luminosa ma meno urticante di quest’ultima.
Secondo gli esperti nel Mediterraneo non sarebbe stata ancora registrata la presenza della Vespa di mare (cubomedusa del genere Chironex fleckeri) che ha un veleno ritenuto tra i più letali della sua specie e recentemente ha causato la morte di una bambina nelle Filippine.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Speciale Abbonamento - Scopri le formule per abbonarti al giornale quotidiano della Gazzetta
Gazzetta Necrologie