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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

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inchiesta per truffa a ruffano

Bloccati i finanziamenti alla «Notte di San Rocco»

Congelati fondi pubblici per 130mila euro destinati all’edizione di quest’anno. Per giustificare le spese sarebbero state utilizzate fatture false

festa di San Rocco a Ruffano

Festa di San Rocco a Ruffano

RUFFANO (LE) - Nuovi sviluppi nell’inchiesta sulla presunta truffa con i finanziamenti pubblici per la Fondazione «Notte di San Rocco di Torrepaduli». Ieri gli ufficiali della sezione di pg della Guardia di Finanza presso la Procura, diretti dal colonnello Francesco Mazzotta, hanno notificato l’ordinanza interdittiva al Comune di Ruffano e alla Regione Puglia.

Proprio l’ente di via Capruzzi, nella giornata di giovedì, aveva finanziato una cospicua somma, circa 130mila euro, da destinare alla manifestazione nell’ambito di un bando promosso dall’assessorato regionale alla cultura cui la Fondazione aveva partecipato con un progetto. La misura interdittiva blocca il contributo così come disposto nel decreto di sequestro dei beni che, di fatto, «congela» agevolazioni, finanziamenti, contributi, sussidi e della revoca, dove possibile, di quelli già concessi per la durata di un anno.

La mannaia della giustizia sotto forma di un sequestro per equivalente per 155mila euro si è abbattuta su Pasquale Gaetani, 60 anni, di Ruffano, ex amministratore provinciale e comunale. È accusato di aver beneficiato, attraverso le fondazioni «Notte di San Rocco» e «Notte di San Rocco di Torrepaduli», tra il 2013 e il 2016, di finanziamenti pubblici erogati da Provincia, Comune di Ruffano e Consorzio Universitario salentino per un totale di 155mila euro.

Per giustificare le spese sarebbero state utilizzate fatture false, predisposte da Cesare Vernaleone, 55 anni, noto giornalista di Lecce, pure lui finito tra gli indagati. Al vaglio della Procura ci sono, poi, altri due nomi: quello di Maria Ester Cardigliano, 40 anni, e di Anna Tommasina Viva, di 52, entrambe di Ruffano e componenti del Consiglio di amministrazione della fondazione, con sede in via Santa Maria Sanità.

A dare avvio all’indagine sono state due denunce sporte dal vice presidente della Fondazione Luigi Frisullo e dai consiglieri di amministrazione Antonio Morello e Francesco Romano e dalla stessa Fondazione, tutti assistiti dall’avvocato Giancarlo Sparascio. Venne presentato un primo atto di denuncia-querela il 31 luglio del 2014, con successiva integrazione depositata il 4 ottobre 2014, assieme a molteplici memorie difensive prodotte nel 2015 con specifica richiesta di applicazioni di sanzioni interdittive.

Gli accertamenti si sono concentrati sui contributi ottenuti in un lungo arco temporale: 285mila euro dal 2008 al 2014 dalla Provincia di Lecce; 48mila euro dal 2013 al 2015 dal Cuis (consorzio universitario interprovinciale salentino) e 30mila dal Comune di Ruffano dal 2011 al 2016. In particolare, secondo quanto emerso dall’analisi della documentazione acquisita, Gaetani, attraverso le Fondazioni, avrebbe beneficiato (tra il 2013 e il 2016) di finanziamenti pubblici per 155mila euro, utilizzando come giustificativi di spese fatture fittizie della ditta individuale «Cesare Vernaleone-La notizia».

Nel corso delle indagini sono state raccolte le testimonianze di diverse persone informate dei fatti ed è stata spulciata la documentazione acquisita dagli investigatori.

Intanto, il collegio difensivo rappresentato dagli avvocati Luigi, Arcangelo e Alberto Corvaglia e Sabrina Conte, prenderà a breve visione dell’intero materiale d’indagine per poi proporre ricorso al Tribunale del Riesame per chiedere il dissequestro dei beni, tra cui conti conti correnti e l’abitazione di Gaetani. [F.Oli.]

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