Domenica 20 Gennaio 2019 | 22:40

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succede nel Salento

Bimbo diabetico rifiutato a scuola
«Avrà subito l'assistenza sanitaria»

Scuola, inizia un nuovo annoma il futuro resta incerto

LECCE - Per alcune settimane è stato rifiutato dalla scuola perché diabetico e riammesso, solo tre giorni fa, a condizione che la mamma restasse con lui per i controlli della glicemia. Nelle ultime ore, però, la vicenda del bambino di 9 anni che frequenta la terza elementare di un istituto comprensivo del basso Salento ha avuto un’evoluzione positiva: da domani un operatore socio sanitario individuato dalla scuola assisterà alle operazioni di monitoraggio dell'alunno.

A denunciare quello che stava accadendo a suo figlio è stata la mamma, di origini marocchine, che ha anche sporto formale querela ai Carabinieri contro la scuola. A sostegno della famiglia si sono mobilitati fin da subito - da quando il 23 aprile il bambino è tornato a scuola dopo il ricovero ma è stato rifiutato - l’Apds Onlus di Lecce (Associazione pediatrica diabetici del Salento), l’amministrazione comunale, la Asl, i servizi sociali e, negli ultimi giorni, l’Ufficio scolastico regionale, informato della questione solo il 7 maggio. La scuola, tramite la dirigente, ha fatto sapere di non aver «mai negato l’accesso all’alunno. Non eravamo preparati a gestire eventuali emergenze e abbiamo chiesto tempo».

Quel che è certo è che il bambino, iscritto alla terza elementare, dopo l’esordio del diabete di tipo 1 il 9 aprile scorso, una settimana in ospedale e altre tre a casa perché ripetutamente rifiutato dalle insegnanti, è tornato a seguire le lezioni solo l’8 maggio (a seguito di diversi incontri con tutte le istituzioni interessate), con la mamma che è rimasta a scuola fino ad oggi per l’intera mattinata.

«Mio figlio continua a chiedermi perché lo abbiano cacciato. Lo hanno fatto sentire strano, malato e diverso dagli altri bambini e questo, da mamma, fa male», dice la donna. «La signora ha trovato sempre nella nostra scuola le porte aperte e nella mia persona accoglienza e assistenza - si difende la dirigente scolastica, Anna Antonica - Abbiamo una forte presenza di stranieri e disabili e non abbiamo mai fatto mancare il nostro sostegno alle loro famiglie. La mamma si fidi della scuola, di chi l’ha sempre aiutata fino ad oggi».

«Il dato di fatto - interviene Francesco Medina, presidente di Apds Onlus - è che al bambino è stato negato per moltissimi giorni il diritto allo studio, il diritto all’istruzione», oltre ad essersi «trovato in una condizione di non accettazione, di non inclusione».

Nelle scorse settimane la vicenda è più volte degenerata in violenti litigi tra la mamma - a sua volta denunciata - e una insegnante (finita due volte al pronto soccorso per crisi di panico), fino all’intervento a scuola di Carabinieri e 118.
Perché fatti come questi non accadano più, l’Ufficio scolastico regionale è da tempo al lavoro con la Asl per "definire un protocollo d’intesa - spiega il direttore generale, Anna Cammalleri - che veda al centro la formazione dei docenti su questi temi».

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