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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

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Progetto Sant'Isidoro

Villaggio tra ulivi secolari
Nuovo ok dai giudici del Tar

Il sogno inseguito dalla manager inglese Alison Deighton: 30 villette dentro un uliveto con decine di esemplari che hanno fino a 500 anni d’età.

Villaggio tra ulivi secolariNuovo ok dai giudici del Tar

LECCE - Il Tar di Lecce ha deluso le aspettative di due associazioni ambientaliste, l’associazione Codici Ambiente di Roma e il comitato Salviamo La Sarparea di Nardò, respingendone i ricorsi. Ora si fa più concreta la possibilità che un gruppo di investitori inglesi, guidato dalla manager Alison Deighton, concretizzi un progetto inseguito da quasi dieci anni: la realizzazione, nella frazione di Sant’Isidoro, di 96mila metri cubi di volumetria per un albergo e trenta villette dentro un uliveto secolare, con decine di esemplari che hanno fino a cinquecento anni d’età.

La storia va avanti dal 2009 e la vicenda è emblematica per la diversità di vedute: per un investitore straniero è affascinante posizionare villini a incastro tra piante gigantesche, magiche e millenarie. Appare quasi una forma di collezionismo e tutela, ma per i super ricchi che verranno qui in vacanza da tutto il mondo. Per i salentini, però, il cemento, il design d’avanguardia e l’architettura moderna tra gli verde degli ulivi è semplicemente un sacrilegio. Gli ambientalisti, così, si sono ancorati a una promessa non mantenuta da parte del Comune di Nardò che alcuni mesi fa ha approvato il piano di lottizzazione.

L’Amministrazione, infatti, avrebbe dovuto effettuare un censimento dettagliato di tutti gli alberi monumentali: qui si sono appigliati gli ambientalisti che hanno contestato il tentativo di autorizzare il via libera all’insediamento senza sapere quanti sono, dove stanno, che età hanno gli ulivi secolari che compongono l’uliveto che, secondo i sodalizi ambientalisti, ha le caratteristiche complessive di uliveto monumentale. Al Tar leccese, in effetti, la questione della tutela degli ulivi non sfugge e nella sentenza che respinge i ricorsi si legge che «quanto ad eventuali altre alberature che pur non essendo ancora censite avessero i caratteri della monumentalità, la società si impegna a produrre, comunque prima di qualsivoglia intervento, un rilievo georeferenziato dell’uliveto monumentale». Conseguentemente gli ambientalisti potranno ancora dire la propria ma solo in sede esecutiva del progetto. [b.v.]

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