Martedì 04 Ottobre 2022 | 09:30

In Puglia e Basilicata

la denuncia

Oltre 40 scuole senza il preside in Puglia: nessuna assunzione nella regione

Oltre 40 scuole senza il preside in Puglia: nessuna assunzione nella regione

«Nuovi contratti previsti soltanto al centro nord. I nostri dirigenti costretti a fare la valigia»

10 Agosto 2022

Antonella Fanizzi

In Puglia almeno 40 scuole, fra istituti comprensivi (che sommano materne, elementari e medie inferiori) e scuole superiori non avranno un preside autonomo: dovranno accontentarsi di un dirigente da spartire con un altro istituto. Dove c’è la sede vacante, scatta dunque la reggenza. Mancano i candidati? Niente affatto. «Semplicemente - spiega Roberto Romito, presidente regionale della Anp (Associazione nazionale presidi) - la Puglia non è destinataria di nessuna nuova assunzione. A livello nazionale saranno 317 i dirigenti scolastici che saranno stabilizzati, su oltre 3.500 vincitori del maxi concorso indetto 5 anni fa». Ma per la Puglia, al pari dell’Abruzzo, della Campania, della Calabria e della Sicilia, il ministero non ha autorizzato nessun contratto a tempo indeterminato.

È un problema. Perché delle 40 scuole in attesa di una nomina al vertice, molte contano più di mille alunni. Nell’elenco delle sedi da coprire non ci sono, quindi, esclusivamente gli istituti sottodimensionati, quelli con meno di 600 iscritti che per le legge non hanno diritto a una guida autonoma (devono accontentarsi di un preside che a sua volta è titolare di un’altra sede), ma anche istituti di medie e grandi dimensioni. «Sulle sedi sottodimensionate - dice Romito - gli incarichi sono annuali, fino al 31 agosto. Su queste non si possono effettuare nuove assunzioni, perché chi entra in ruolo è vincolato per un minimo di tre anni. Un meccanismo perverso e difficilmente comprensibile, che si potrà superare solo quando la politica deciderà, come chiediamo da tempo, di individuare parametri dimensionali che portino a definire, in ogni regione, quante scuole il territorio possa “sostenere” sia in termini di servizio da erogare sia in termini di costi da affrontare, senza più alcuna distinzione in base al numero di alunni che le frequentano. Se si decide che una determinata scuola è al servizio del territorio, allora - piccola o grande che sia - deve avere tutte le condizioni, gli strumenti e le risorse per portare avanti un’offerta formativa di qualità, che non può prescindere da una dirigenza stabile. Sono 12 anni che attendiamo l’affermazione di questo principio e la sua traduzione in termini pratici. Su di esso si sarebbe dovuta pronunciare la Conferenza Stato-Regioni, per poi affidare alla politica la sua trasposizione in legge. Ma ancora non si vede niente».

Eppure sono 390 in tutta Italia le sedi ancora senza un preside, numero emerso al termine delle operazioni di mobilità.

Quale futuro, dunque, per i presidi pugliesi vincitori di concorso? In tanti saranno costretti a fare le valigie e a trasferire sogni e competenze nelle scuole del Nord, dove dovranno rimanere non meno di 3 anni. Una vita da pendolari, lontano dalla famiglia e dagli affetti più cari, nonostante le opportunità di lavoro siano presenti anche in Puglia.

Romito accusa: «Alle incongruenze di leggi e decreti che regolano la materia, delle quali è responsabile una classe politica distratta o superficiale, quando non palesemente incompetente sul piano tecnico, si sommano le tradizionali operazioni di tagli alla spesa che comprimono gli organici rispetto ai fabbisogni effettivi dei territori, lasciando larghe aree scoperte dei servizi essenziali».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Carica altre news...

 

PODCAST

 

PRIMO PIANO

 
 
 
 
- News dai Territori -
 
Editrice del Mezzogiorno srl - Partita IVA n. 08600270725