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Pnrr, Visco tira le orecchie al Sud

Pnrr, Visco tira le orecchie al Sud

«Il divario non è cambiato, bassa qualità della P.A. e poca innovazione in azienda»

21 Giugno 2022

Andrea D’Ortenzio

ROMA - Sud che ancora rallenta l’economia nazionale e che aumenta, invece di diminuire, i divari con il Nord Italia nel quale gli imprenditori privati sono impegnati su attività a bassa innovazione, la pubblica amministrazione arranca e gli studenti hanno peggiori risultati rispetto ai giovani del Settentrione. Dopo 10 anni dall’ultima ricerca complessiva, il quadro che emerge dal rapporto Banca d’Italia sul Mezzogiorno è impietoso: dal 2010 al 2020 il divario si è ulteriormente allargato (bisognerà vedere ora gli effetti del Covid e della guerra). Ma il Sud una possibilità di riscatto da questo sentiero di declino la ha: il Pnrr. Il governatore Ignazio Visco e la ministra per il Sud Mara Carfagna, alla presentazione del rapporto, sono concordi: si tratta di «un’occasione straordinaria e unica» che non va sprecata.

La ministra in particolare teme gli effetti «della campagna elettorale, dura, aspra e competitiva» per il 2023 che «non dovrà mettere in discussione, contraddire o sabotare gli impegni del Pnrr che abbiamo assunto con l’Europa ma soprattutto con i cittadini». Appena un mese fa sul provvedimento dei balneari, collegato appunto al piano, si è rischiata la crisi di governo. «Il Pnrr non è una bacchetta magica» ma «va difeso da tutti in una logica di unità e responsabilità» anche perchè «il suo orizzonte temporale va oltre questa legislatura» e l’attuale esecutivo spiega l’esponente di Forza Italia.

E poi cè il tema dei controlli sulla sua attuazione progressiva (che verranno eseguiti da diversi organ) e quello su come le risorse vengono spese mano a mano nell’arco di piano. Un tema che ha suscitato anche qui critiche da alcune forze politiche e dagli enti locali. Per il governatore Visco, nato a Napoli e da sempre attento all’importanza della conoscenza e della riduzione del divario Nord-Sud, questo aspetto è «cruciale». «Qualcuno - si domanda il governatore - dice “ci danno i soldi e vogliono anche vedere come li spendiamo?”, ma è insito nel meccanismo del piano un confronto che è cruciale nel nostro interesse». «Senza di questo - aggiunge - si finisce nella stagione passata dei fondi strutturali che non si spendevano e poi venivano utilizzati per coprire interventi correnti e non strutturali» sottolinea Visco. «Non si potrà prescindere da un riscontro accurato e continuo dei risultati conseguiti e, se necessario, si dovrà intervenire con decisione, anche a livello centrale, per correggere ritardi e inadempienze». Ed è partito online il nuovo portale di assistenza tecnica Capacity Italy (sportellotecnico.capacityitaly.it) per sostenere le amministrazioni pubbliche in prima linea nell’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza: gli enti territoriali (Regioni, Città metropolitane, Comuni, Province) e non territoriali.

Come spiega infatti il rapporto della Banca d’Italia, fra i ritardi e i problemi del Sud c’è anche la qualità della P.a locale. È vero che le politche di contenimento dei conti pubblici hanno tagliato gli investimenti al Sud ma occorre «un orientamento più forte delle amministrazioni pubbliche al conseguimento dei risultati, con il monitoraggio del loro operato e degli standard di qualità raggiunti». Non possiamo «rassegnarci» ai peggiori risultati degli studenti del Sud rispetto a quelli del Nord.

Infine un’osservazione dal dg della banca Luigi Federico Signorini: lo Stato deve fare la sua parte certamente su giustizia, Pa, lotta alla criminalità ed evasione e scuola. Ma in fondo anche altre aree periferiche d’Europa e del mondo hanno subito un calo rispetto a quelle più centrali. È un movimento globale, difficile da invertire.

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