Martedì 28 Giugno 2022 | 11:52

In Puglia e Basilicata

L'intervista

«Riciclaggio, la Puglia preoccupa: anomalie in sanità, edilizia, giochi»

«Riciclaggio, la Puglia preoccupa: anomalie in sanità, edilizia, giochi»

Il professor Fisicaro: «Così il Pnrr va alle mafie, serve una commissione regionale»

20 Maggio 2022

Marisa Ingrosso

«Partiamo da un dato: il problema dell’antiriciclaggio è culturale. Non si può delegare tutto alla Guardia di Finanza che fa già un lavoro straordinario. Non può essere un’istituzione a combattere tutto il sistema. E i dati su Puglia e Basilicata di Cerved (il più grande Information provider d’Italia; ndr) e Uif- Unità di Informazione Finanziaria sono molto allarmanti». Il prof. Emanuele Fisicaro, presidente Cseac-Centro Studi Europeo Antiriciclaggio & Compliance “Piero Vigna”, è un riconosciuto esperto in fatto di Diritto penale commerciale.

«È vero – afferma - che difficoltà economiche generate dalla pandemia hanno provocato un aumento del rischio di riciclaggio di denaro e infiltrazioni criminali nel nostro tessuto produttivo. Ma è anche vero che nel 2021 la Uif ha ricevuto 139.524 segnalazioni di operazioni sospette (+23,3% rispetto al 2020). Di cui, 138 mila segnalazioni esclusive di riciclaggio di denaro sporco riveniente, prevalentemente, da: evasione fiscale, estorsione, corruzione, truffe e rapine. In Puglia le segnalazioni sono state 7.702. Solo nel Barese 2.347, nel Salento 1.750 e nel Foggiano 1.430. Non sono poche, soprattutto rispetto al numero delle banche che ci sono. Quindi va fatto un plauso ai soggetti deputati per la buona partecipazione e, soprattutto, un plauso va fatto alla Guardia di Finanza, perché sono state approfondite circa il 95% delle segnalazioni complessive».

Quasi 8mila segnalazioni, sono motivo di preoccupazione?

«Il dato è allarmante, soprattutto se lo incrociamo con quelli forniti dal Cerved. Si devono, per esempio, valutare i cambi Ateco (la combinazione alfanumerica che identifica ciascuna ATtività ECOnomica; ndr), come quello di una società che oggi fa tessuti e domani fa mascherine, e poi bisogna considerare il cambio di titolari effettivi. È fondamentale perché titolare effettivo è colui che è responsabile o titolare dell’azienda o perché ha più del 25% delle quote. Per cui, tipicamente, se si creano società cartiere che deve fare solo fatture per operazioni inesistenti, c’è la possibilità che si metta una “testa di legno”, generalmente un 80enne (che se viene scoperto non va in carcere). I settori in cui c’è maggiore frequenza sono: giochi e scommesse, edilizia, produzione di energia elettrica. Settori che danno da pensare. In tutta Italia, i cambiamenti sono stati 35.774 nel solo 2021. In Puglia sono stati 1.670 e in Basilicata 206. E sa in quali settori? L’edilizia, guarda caso, i giochi e le scommesse e gli ingrosso di autoveicoli. Nello stesso tempo, nel 2021 il comparto edilizio, con i bonus edilizi, ha fatto registrare un boom di nuove società +56,4% e un anomalo aumento di cambi di titolare effettivo (il 6% contro una media nazionale dell’1,3%)».

«Le variazioni radicali di codici Ateco – prosegue il prof. Fisicaro – riguardano tutti i settori colpiti dal Covid e soprattutto quelli della filiera sanitaria, cioè quelli che hanno a che fare con le Asl. Elemento che fa paura: gran parte delle società che hanno a che fare con le Asl, hanno fatto cambi di “beneficial owner” (il beneficiario effettivo, chi si cela dietro le “teste di legno”; ndr) e codice Ateco».

Un campanello d’allarme?

«Un grande campanello. Pensi a quante Asl abbiamo. La normativa antiriciclaggio, decreto legislativo 231 del 2007, prevede che i direttori generali delle Asl sono qualificati “persone politicamente esposte” e, quindi, sono sottoposti a un regime di controllo rafforzato ma, in realtà, il dg firma atti già predisposti da altri soggetti delle Asl che hanno posizioni vicarie, in particolar modo quelli che decidono gli appalti, e non sottoposti a misure rafforzate sui controlli antiriciclaggio. Dovrebbero esserlo o, quanto meno, dovrebbero essere sottoposte ai controlli antiriciclaggio tutte le strutture critiche del sistema sanitario, a maggior ragione visto che l’Uif ha fatto questa segnalazione per la filiera sanitaria. Pensi a tutti gli “hub” aperti, si parte da 1.000 e si arriva a 200 mila euro e oltre per realizzarli. Il problema è che l’apparato dell’anticorruzione è solo cartolare, credo invece che le Asl, come tutti gli enti locali, dovrebbero fare controlli antiriciclaggio (si veda altro articolo in questa pagina; ndr)».

Quanto ai titolari effettivi delle società, Bari è l’ottava provincia in Italia per numero di titolari effettivi subentrati (762), Taranto è quinta per incidenza sul totale delle imprese e terza per aumento di subentri (+31,6%). Possiamo dire che c’è un problema nel Barese e nel Tarantino?

«Diciamo che non deve essere sottovalutato. Così come bisogna prestare attenzione al fatto che nell’edilizia, solo in Puglia, ci sono stati 222 cambi di titolari effettivi. Il 34,5% in più rispetto all’anno scorso. Bari è la quarta provincia, dopo Roma, Milano e Napoli. Analoghi fenomeni si registrano nelle società sanitarie. E allora spero proprio che, su tutto questo, si concentri l’attività di controllo. I dati Cerved e Uif ci danno un segnale di allarme perché se ho tutta la filiera sanitaria con cambio di titolari e con età sospetta… cioè, parliamo di società che hanno rapporti con le Aziende Sanitarie. Se un soggetto vince un appalto a 75 anni e l’attività prevalente nella vita è aver fatto il bidello, come mai ora si occupa di dispositivi sanitari? Ma se il dato dell’attività prevalente viene chiesto in banca, perché non viene chiesto dal Comune? Perché il professionista che deve fare un atto stragiudiziale deve acquisire tutti gli elementi per determinare il rischio, e una Asl, che gestisce ogni anno dagli 800 milioni euro al miliardo e 200 milioni, no? Possibile che, se fai una spesa di 3 mila euro hai duemila controlli, e se la fai di 3 milioni non ne hai?».

Quali i rimedi?

«Suggerisco, in previsione dell’arrivo del grande flusso finanziario attraverso il Pnrr, di costituire una commissione regionale di esperti che approfondisca i controlli antiriciclaggio alla fonte, declinandoli con quelli dell’anticorruzione. In mancanza, sarà un grande affare per le mafie».

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