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In Puglia e Basilicata

in vista delle elezioni

A Bari con Emiliano e a Taranto con le destre, la duplice veste di Stellato

Massimiliano Stellato

Il capogruppo dei Popolari alla Regione: "Voglio essere valutato per quello che faccio in consiglio regionale ed essere libero sul mio territorio dove ci sono dinamiche che travalicano gli ideali partitici"

09 Marzo 2022

Michele De Feudis

TARANTO - «Voglio essere valutato per quello che faccio in consiglio regionale ed essere libero sul mio territorio dove ci sono dinamiche che travalicano gli ideali partitici»: il trasversalismo della politica pugliese è tutto in questa sintesi di Massimiliano Stellato, capogruppo dei Popolari con Emiliano alla Regione e animatore della coalizione civica «Grande alleanza per Taranto» che va dal candidato sindaco ex Pd Walter Musillo alla Lega, Fdi, ai postfascisti di At6 e agli antifascisti della Buona Destra.
Perché a Bari va con Emiliano e a Taranto con Musillo?
«Anche Musillo stava con Emiliano alle regionali. Voglio chiarire la questione».

Prego.

«Emiliano è un politico di razza che provo a emulare. Ha cordialissimi rapporti con una “morbida” opposizione e nomina uno dei capi del centrodestra come Rocco Palese nel suo governo. Quando ci sono momenti di emergenza come il covid o la questione ucraina, è necessario nelle istituzioni avere responsabilità. Succede anche a Roma: potrei menzionare centinaia di questioni nazionali perseguite con alleanze fuori dagli schemi».
Torniamo a Taranto.
«La città è negli ultimi posti di tutte le classifiche nazionali di qualità della vita. Da un anno ho raccontato a Emiliano della mia sofferenza rispetto alla ricandidatura del sindaco uscente Melucci. E così con altri colleghi abbiamo scelto di dimetterci e far cadere l’amministrazione. Il governatore ha mediato, ma giunti al bivio, sono andato per la mia strada».
Tra i dimissionari…
«C’erano candidati in consiglio regionale con Emiliano, iscritti ai popolari vicini al governatore, elettori di Con. Insomma una buona parte erano amici di Emiliano…».
Allora pure Emiliano sosterrà l’alternativa Musillo?
«Non credo proprio. Sta con Melucci. Il governatore però ha detto di rispettare le mie ragioni, e che in consiglio regionale sono un “buon soldato”. Preciso: sono di area Dc».
Nella città ionica correrà insieme a citiani e sovranisti. Qualche imbarazzo?
«Nessuno. Nella città ora c’è Musillo, ex segretario del Pd, segretario del partito con cui sono stato eletto in consiglio comunale. E ora siamo insieme nel nome del buon civismo, accanto a Fdi. L’unità realizzata è capolavoro politico costruito tra Bari e Roma».
La scissione dei Popolari?
«Non è legata a Taranto. Nasce da Bari, dalla lite Cassano-Stea e si trasferisce su dissapori leccesi. Per ora resto dove sto. Costruisco ponti verso la politica».
Con il senatore Marti della Lega ha buoni rapporti?
«È un caro amico da tanti anni. Ha cultura centrista».
La convince la svolta governista salviniana?
«Il Carroccio non è più quello dell’ampolla sul Po. Anche al Sud il nuovo corso non dispiace».
Pensa di aderire alla Lega?
«Non è per ora in agenda».

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