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Tecnologia

Smartphone, il «5G» avanza ma serve lo sprint banda larga

Smartphone, il «5G» avanza ma serve lo sprint banda larga

Tendenze tempi e caratteristiche della «quinta generazione» per connessioni contemporanee possono condizionare nuove scelte

04 Marzo 2022

Nicola Pepe

Scegliere un telefonino, per quanto possa sembrare semplice, spesso diventa un grattacapo soprattutto se il portafoglio non consente di entrare nel mondo del «top» di gamma, spendendo cifre iperboliche che spesso superano i mille euro. Eppure talvolta siamo così paranoici che, una volta usciti dal negozio con il nostro prezioso «accessorio» di vita quotidiana, temiamo di avere fatto un acquisto flop perchè la fotocamera non ha questa o quella risoluzione o perché il display è due millimetri più grande, ecc.

Il telefonino è diventato come un’auto e prima di acquistarlo dobbiamo chiederci: a che ci serve? Di certo, per come siamo eternamente connessi, non lo utilizziamo per dire «arrivo». I nostalgici o i «no millennials» possono stare tranquilli perchè se intendono rinunciare all’ultimo gioiello griffato di casa Apple, possono appagarsi al modico costo di poco meno di 60 euro, del mitico «Nokia 6310», una versione rivisitata del vecchio «mattoncino» sbarcato nel lontano 2001 (più di vent’anni fa!): icone più grandi, naviga, ha fotocamera modesta da 0,3MP e risoluzione 240x320, e memoria di 32GB.

Ma torniamo alla nostra scelta: oggi la domanda più ricorrente (perchè «stregata» dal mercato) è se scegliere un telefonino che «ha o non ha il 5 G». Ma sappiamo cosa significa 5G? La cosiddetta «quinta generazione» è una evoluzione dell’attuale 4G con cui navighiamo, inviamo e scarichiamo video e foto, usiamo i social, facciamo videochiamate ecc. E con cui ci sarà un periodo «transitorio». Il 5 G permette maggiore velocità di trasmissione, tempi di risposta (latenza) più rapidi, la possibilità di gestire un numero molto superiore di connessioni in contemporanea e la possibilità di dedicare parti di rete a servizi ben precisi. E sarà la tecnologia dei tanti oggetti connessi (IoT, Internet of things) intorno a noi, destinati a essere sempre più numerosi (elettrodomestici, auto, semafori, lampioni, orologi). Con la diffusione della domotica e dei sistemi di sorveglianza composti da videocamere di sicurezza e altri dispositivi connessi in rete, sarà sempre più necessario avere maggiore banda e velocità.

Le prestazioni saranno superiori soprattutto in termini di latenza, cioè di tempi di risposta al comando dato all’oggetto connesso (ad esempio, se pensiamo alle auto connesse, è il tempo che trascorre tra quando un sensore che indica lo stop trasmette all’auto il comando di fermarsi e il momento in cui l’auto effettivamente si ferma). Questo tempo di risposta scenderà a 1-10 millisecondi, circa 10 volte meno degli attuali 50-100 millisecondi del 4G.

La copertura 5G attualmente disponibile in Italia è una versione «easy» della tecnologia, frutto in parte del potenziamento delle attuali reti 4G (è questo il DSS, Dynamic spectrum sharing). Tuttavia siamo ancora lontani dalla «rivoluzione» promessa dalla tecnologia 5G, che avverrà solo con le reti standalone (cioè autonome) e in particolare con l'uso delle onde millimetriche, che sono le uniche a poter garantire una latenza bassissima e una velocità di navigazione altissima.

A seguito dell’asta per il 5G la banda di frequenza dei 700 MHz, oggi dedicata alla televisione digitale terrestre, tra pochissimo tempo sarà tutta riassegnata al 5G.Da solo il 5G non basta perchè solo grazie alla diffusione della banda ultralarga - in particolare alla cosiddetta fibra FTTH (Fiber to the Home) - si raggiungerà l’obiettivo europeo di una « Gigabit society». E qui la copertura (come riferiamo in altro servizio) è ancora in fase di completamento.

[pepe@gazzettamezzogiorno.it]

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