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La valvola è una questione di cuore, a confronto 300 specialisti internazionali

La valvola è una questione di cuore, a confronto 300 specialisti internazionali

A Lecce cardiologi a confronto nel congresso internazionale

A lecce concluso il congresso «Mics 2022»: cardiochirurghi e cardiologi interventisti concentrati sulle nuove tecniche per una patologia diffusa

20 Giugno 2022

Redazione online

Si è concluso nei giorni scorsi a Lecce il MICS 2022, il congresso biennale ideato e organizzato dalla Mitral Academy che riunisce i massimi esperti internazionali nel trattamento delle valvulopatie mitraliche. Due giorni di sessioni, dibattiti e confronto sulle più recenti innovazioni in merito alla diagnosi e alla cura delle patologie che affliggono la valvola mitrale del cuore che ha visto la partecipazione in presenza di 300 specialisti in cardiochirurgia e cardiologia interventistica nella splendida cornice del Castello Carlo V. «Le patologie della valvola mitralica interessano un’ampia fetta della popolazione over 65: ogni anno si registrano 250.000 nuovi casi in Europa, ma la diagnosi è troppo spesso tardiva. Fortunatamente oggi possiamo contare su tecnologie all’avanguardia che consentono diagnosi precoci e precise e su tecniche chirurgiche mininvasive che puntano alla riparazione più che alla sostituzione» spiega il prof. Giuseppe Speziale, presidente del MICS e della Mitral Academy, nonché cardiochirurgo di GVM Care & research.

Secondo i dati presentati al Congresso, dal 2015 al 2019 il numero di interventi di valvuloplastica o sostituzione della valvola mitrale in Italia sono passati da poco meno di 30 mila l’anno a oltre 35 mila. Nel 2020, anno segnato dall’esplosione della pandemia, si è registrata una riduzione degli interventi del 17,9%. La mortalità a 30 giorni per valvuloplastica o sostituzione valvolare, invece, è rimasta pressoché invariata nel 2020 al 2,4% rispetto al 2019 dove era al 2,3%. Un’incidenza così bassa della mortalità è dovuta a interventi di riparazione o sostituzione valvolare sempre meno invasivi, che vanno verso la ultra mininvasività e si avvalgono di tecniche estremamente sofisticate per offrire la miglior opzione terapeutica al paziente, e di tecnologie all’avanguardia sia in ambito diagnostico che in sala operatoria. «I progressi della cardiochirurgia in questo ambito hanno offerto una chance a pazienti sino a qualche tempo fa considerati inoperabili, offrendo loro anche una qualità di vita decisamente migliore, ma richiedono un costante e accurato aggiornamento, una formazione specifica da parte del cardiochirurgo e del cardiologo interventista, ed un’ampia e consolidata esperienza. Per questo è necessario un continuo monitoraggio delle pratiche chirurgiche e delle novità del settore. Il MICS è l’unico congresso in Europa completamente dedicato alla diagnosi e alla cura della patologia mitralica e un appuntamento prezioso per gli specialisti del settore che in questo modo hanno la possibilità di condividere la cultura mitralica a più livelli possibili» racconta il prof. Speziale.
Il programma ha presentato 27 relazioni suddivise in 5 sessioni affrontando tutti gli aspetti delle patologie mitraliche.
Nella sessione dedicata all’Imaging, ovvero alla diagnostica per immagini e alle tecnologie di guida per gli interventi, si è sottolineato come queste siano sempre più sofisticate e innovative, e risultino fondamentali non solo per rendere più veloce e precisa la diagnosi, ma sono di ausilio al cardiochirurgo anche in fase preoperatoria per avere informazioni dettagliate sulle caratteristiche anatomiche della valvola che si apprestano ad operare e sul meccanismo che determina l’insufficienza mitralica.
Le Special Issues hanno cercato di dare risposta ai quesiti del futuro della cardiochirurgia con uno sguardo ai numeri del presente delle patologie delle valvole.

Le sessioni del congresso dedicate agli approcci chirurgici hanno presentato i risultati e le esperienze nell’impiego delle diverse tecniche. Come le metodiche transcatetere - Valve in valve, Valve in ring, Neochord, MitraClip - che prevedono l’accesso al cuore passando dalle vene femorali senza dover aprire il torace. O ancora gli approcci mininvasivi più comuni: della tecnica direct view, nella quale l’operatore ha una visione piena del campo chirurgico, che si contrappone alla videoscopica, dove il cardiochirurgo si serve di un monitor che riproduce le immagini raccolte da una piccola videocamera inserita nel corpo del paziente attraverso minimi tagli; dalla tecnica transascellare, che prevede l’accesso da parte del chirurgo tramite un piccolo taglio nell’incavo ascellare con risultati estetici eccellenti, alla nuova tecnica robotica, che prevede l’uso di speciali consolle attraverso le quali il chirurgo guida bracci meccanici che consentono una precisione e un’accuratezza estreme del gesto operatorio. Infine, la sessione dedicata alle procedure combinate è stata l’elemento di novità che ha ampliato i classici temi del MICS. Questo perché spesso le valvulopatie mitraliche si associano ad altre patologie, di cui sono causa o conseguenza.

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