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Il metodo Carrera: elasticità e furore per far decollare il Bari

Ascesa, illusione e caduta: l'avventura di Carrera nel Bari

10 punti nelle prime quattro gare, poi il crollo: dal modulo ballerino alla crisi di Antenucci

Si chiude così, quasi a sorpresa e di certo con molti rimpianti. C'erano tutti gli ingredienti perchè Massimo Carrera ripetesse nel Bari da tecnico la brillante avventura da calciatore, quando la curva Nord cantava "Vicini guarda Carrera" per spronare il ct della nazionale a convocare il difensore in azzurro e lui sfidava a testa i più grandi calciatori del mondo. Voleva restare a lungo in una città che ha sempre amato: invece, va via dopo poco più di due mesi nei quali non è riuscito a risollevare un Bari che ora appare ancor più in confusione.

68 giorni in biancorosso: l'illusione e la "Ciancimania"

Il "primo" ciclo targato Gaetano Auteri si era concluso lo scorso 7 febbraio: fatale la sconfitta interna con la Viterbese che seguiva al pari interno con la Cavese e al precedente ulteriore stop, a Teramo. Carrera è a Bari la sera del 9 febbraio, il 10 è presentato dal presidente Luigi De Laurentiis. Complice il turno di riposo, debutta il 17, contro il Monopoli e, in extremis, coglie il successo con il primo sigillo del barese Pietro Cianci e l'esordio del baby Giovanni Mercurio, altro prodotto della città. Cianci si ripete a Catania per il provvisorio vantaggio sugli etnei, poi capaci di rimontare sull'1-1 e di fallire un rigore in pieno recupero. Quindi, timbra ancora contro il Foggia: 1-0 nonostante l'inferiorità numerica per oltre un'ora (espulso Maita). Torna il trenino della felicità dell'esultanza ed il "cerchio magico" per sentirsi più uniti. Insomma, sembra che si riveda il "priscio". E il successo nel turno infrasettimanale contro la Juve Stabia (netto 2-0 con doppietta di Marras) sembra indirizzare il Bari definitivamente sulla corsia giusta.

Il blackout

E invece, la luce si spegne all'improvviso, senza un perchè. Il Bari perde in casa con il Potenza, cade pure a Terni nonostante un primo tempo discreto e abbandona definitivamente le residue speranze di promozione diretta. Quindi il pareggio interno contro una Casertana imbottita di giovani e zeppa di assenze, la nuova sconfitta a Catanzaro in uno scontro diretto che provoca addirittura la discesa al quarto posto. Non convincono nemmeno i successi su Paganese e Vibonese: non a caso, puntuale arriva il ko nel confronto diretto di Avellino che poteva valere quantomeno l'assalto al secondo posto. L'ultimo capitolo è il pareggio interno con il Palermo: altra prestazione deludente, altro risultato che compromette la classifica. 

Numeri ed equivoci della crisi: punti, gol e il caso Antenucci

In definitiva, Carrera aveva rilevato il Bari al secondo posto e lo lascia al quarto. Tutti gli indici si sono abbassati: la media punti (42 in 22 gare con Auteri per 1,90 di media, 18 in 12 partite con Carrera per 1,12 di media), i gol realizzati (38 con Auteri per 1,72 a partita, 12 con Carrera per uno a partita) e soprattutto lo stato vitale di una squadra che ha smarrito le certezze anche nei suoi leader: Antenucci appena una rete (su rigore) ed un'astinenza di nove giornate, le stesse che vedono a secco Cianci. I due bomber non sono mai andati a segno in coppa: Antenucci in particolare sembra un lontano parente dell'attaccante infallibile ammirato per un anno e mezzo, disorientato in un modulo che non lo ha mai coinvolto. E a proposito di assetto tattico, anche qui la confusione ha regnato sovrana: dal 4-2-3-1 al 3-5-2 fino a qualche spostamento sul 4-3-3, senza mai trovare la formula vincente. 

Torna Auteri per una "mission impossible"

Si riparte, quindi, da Gaetano Auteri. Che domani sarà in città, pronto a riprendersi il Bari nell'allenamento del pomeriggio. Due gare da disputare (domenica 25 aprile in trasferta con la Turris, il 2 maggio in casa con il Bisceglie), quindi i playoff, forse partendo persino dal turno preliminare. La città è frastornata, rassegnata e preoccupata per il futuro. Il tecnico siciliano è atteso da una missione impossibile. Eppure, i De Laurentiis amano il cinema e chissà che non venga fuori un cult.

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