Sabato 18 Settembre 2021 | 10:33

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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

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a Melendugno

Crolla un pezzo di falesia
Potì: «Zona già off-limits
subito i consolidamenti»

falesia crollata salento

SANT’ANDREA (MELENDUGNO) Crolla un pezzo di falesia nella marina di Sant’Andrea. La roccia si è sgretolata, probabilmente, a causa delle abbondanti piogge dei giorni scorsi. Il crollo si è verificato in un’area già interdetta all’accesso ed alla balneazione. «Quella parte di costone, probabilmente, si è lesionato più volte – spiega il sindaco, Marco Potì – in quel punto si trovava una galleria che conduceva a una grotta. Il pericolo di crollo era stato già segnalato. Se necessario posizioneremo, comunque, ulteriori cartelli. Quel tratto – aggiunge - era stato anche interdetto alla balneazione da un’Ordinanza della Capitaneria di Porto».

La parte di costone interessata al crollo era accessibile, in precedenza, da un tratto di prolungamento del lungomare, eliminato qualche anno fa. «Cinque anni fa – spiega, infatti, Potì – sono stati effettuati degli interventi di demolizione di quella parte di lungomare, proprio perché il costone era a rischio crollo. Con dei grossi massi si è poi proceduto a rinforzare il piede del costone. Successivamente, è stato realizzato un ulteriore intervento di rinforzo di tipo naturale, tramite il posizionamento di alghe».

La parte di falesia che ha ceduto è quella che si affaccia all’estremità della baia, di fronte al caratteristico scoglio “Tafaluro”, simbolo della marina. «Quello scoglio è la “Sfinge” del Salento – dice il sindaco – ed è il risultato del naturale fenomeno di erosione che caratterizza le nostre coste. Qualche anno fa, in occasione di un sopralluogo effettuato lungo le nostre coste, gli esperti ci sconsigliarono interventi di altro tipo in quell’area, in quanto sarebbero risultati inutili – aggiunge – Nei prossimi giorni valuteremo comunque il da farsi. Faremo un sopralluogo per vedere se dovranno essere eliminate rocce a imminente pericolo crollo tramite eventuali interventi di demolizione controllata. Saranno effettuati, comunque – chiarisce - solo interventi di tipo “naturale”, non di consolidamento con uso del cemento. È la strada che abbiamo scelto di seguire». [e.a.]

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