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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

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Ecco l'autostop telematico
da Matera
per l'aeroporto di Bari

aeroporto bari

di PASQUALE DORIA

MATERA - Uno inizia a non credere più alle coincidenze quando le perde, regolarmente. Per chi arriva all'aeroporto di Bari, e vuole raggiungere Matera, è facile diventare fatalisti. Che lo si chiami bus, bus navetta o shattle, il mezzo che ti riaccompagna a casa in coincidenza con il tuo arrivo in "patria", puntualmente è partito solamente da pochi minuti, oppure lo devi aspettare per qualche ora, se vuoi usare il mezzo pubblico.

Ci sono i mezzi privati, però. Ma i costi non sono gli stessi del servizio pubblico, diciamolo. Eppure Matera non dista neppure 60 chilometri da Bari-Palese. Quindi? La trovata vincente di un materano da segnalare è quella di Daniele Ranoia, ingegnere elettronico che vive a Bologna. Ha iniziato a studiare nella città felsinea nel 1993, ma non ha mai pensato di recidere il cordone ombelicale che lo lega alla sua terra. «Conclusi gli studi universitari - racconta - ho cercato e trovato lavoro a Bologna, dove da poco mi sono anche sposato. Le mie trasferte materane sii ripetono almeno una volta al mese, spesso due, però, il via vai non riguarda unicamente le mie esigenze. Allora, ho iniziato a lanciare il classico messaggio nella bottiglia. Tutto ha inizio circa due anni fa. Leggermente disperato, per la rarefazione di mezzi pronti a partire per Matera, nell’aeroporto di Palese ho iniziato a fare l'autostop telematico, a mandare messaggi su Facebook. Ho chiesto se ci fosse qualcuno in grado di darmi un passaggio. Quasi non ci speravo, invece, la risposta arrivò in una manciata di minuti. Poco dopo ero in auto, insieme a miei concittadini che tornavano a Matera con il loro figliolo, anche lui di ritorno dall'università».

E poi? «Ho ripetuto l'esperimento al contrario, verso Bologna - riprende l'intraprendete ingegnere - ed è andata nuovamente bene. Ho ho trovato chi mi dava un passaggio a Bari. Da quel momento ho iniziato a ripetere la solita richiesta, fino a quando non ho deciso di mettere a punto un sistema in grado di darci una voce, una mano reciproca. Praticamente, quando c'era qualche parente che mi accompagnava a Bari, ho scritto che c'erano due posti auto per raggiungere l'aeroporto. Le richieste di aggregarsi sono state quasi immediate. Di più ho pensato di allargare ancora questo processo di condivisione. In breve, scrivevo prima di partire che se eravamo in quatto o cinque a essere diretti a Bari, o viceversa, in un determinato giorno, potevamo tranquillamente optare per uno dei noleggiatori che fanno questo servizio dividere le spese».

Non è tutto. «No - afferma leggermente divertito Daniele - la ciliegina sulla torta è maturata quando ho deciso di avviare un mio blog che si chiama Bari aeroporto - Matera fai da te. Adesso, gli iscritti hanno superato quota trecento. Una piccola comunità che procede praticamente in automatico. Chi è interessato scrive i messaggi sulla bacheca con un certo anticipo. Le risposte arrivano. Basta scorrere gli avvisi, c'è chi chiede ospitalità e chi mette uno, due, anche tre posti a disposizione, senza contare che è sempre possibile risparmiare tempo e denaro impegnando un mezzo a pagamento privato, dividendo le spese. Una volta raccolte le adesioni si trova sempre il modo di arrivare o ritornare da Palese».

Ranoia aggiunge anche qualche altro particolare su questa vicenda molto materana. «Lo è - spiega - perché da sempre la nostra comunità ha dovuto fare i conti con un sistema di trasporti fragile e disarticolato. Abbiamo dovuto costantemente cercare alternative e abbiamo imparato a cavarcela da soli. L'aspetto che più di altri mi preme evidenziare, però, è questa risposta generosa che che parte dal basso e che connota la comunità, il suo farsi pratica sociale condivisa, che fa ben sperare nel futuro. Mi sembra non sia una risorsa di poco conto questa opportunità che aggrega e non divide i cittadini materani. Ovviamente, confidiamo in tempi migliori. Per il momento, sollecito tutti gli appartenenti al gruppo a organizzarsi senza "paure", ad offrire passaggi, dividere spese per raggiungere Matera e anche Altamura. In attesa di risposte organizzate soddisfacenti da parte delle istituzioni, penso soprattutto ai sacrifici dei nostri genitori, proviamo a darci una mano e, fin dove è possibile, proviamo a fare da noi».

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