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In Puglia e Basilicata

Vittima una anziana

Bitonto, sparatoria in strada
muore una passante: pregiudicato
ferito si è fatto scudo di lei

Bitonto, sparatoria in stradamuore passante, ferito giovane

Foto Luca Turi

L'agguato nel centro storico sarebbe stata la risposta a un'altra sparatoria avvenuta poco prima nella zona 167

30 Dicembre 2017

NICOLA PEPE

La guerra fra clan a Bitonto fa una vittima innocente. Una anziana di 84 anni, Anna Rosa Tarantino, è morta ed un giovane è rimasto ferito con colpi di arma da fuoco sparati da una o più persone non ancora identificate in circostanze ancora da chiarire in strada, a Porta Robustina, all’ingresso del centro storico, a Bitonto. Almeno dieci i colpi sparati, uno dei quali ha colpito la donna che si trovava a passare mentre il ferito è un pregiudicato, Giuseppe Casadibari, 23 anni, che ha precedenti per droga ed è ritenuto vicino al clan Conte. In base a una prima e sommaria ricostruzione dell'accaduto, pare che il giovane inseguito dai killer si sia fatto scudo della donna che rientrava dalla messa e andava a far visita a una sua amica. La zona in cui è avvenuta la sparatoria - nei pressi di piazza Caduti del Terrorismo - è poco distante dal luogo in cui si svolge il mercato.

L’anziana è morta in ambulanza poco prima dell’arrivo nell’ospedale San Paolo di Bari. Un altro proiettile avrebbe colpito un giovane al torace. Il ferito è stato soccorso da personale del 118 e trasportato al policlinico di Bari. Il ragazzo, piantonato nel Policlinico di Bari dalla Polizia, è stato colpito ad una clavicola e al torace subendo la perforazione del polmone. Nelle prossime ore sarà sottoposto ad intervento chirurgico ma dalla direzione sanitaria dell’ospedale fanno sapere che le sue condizioni non sono critiche.

Almeno due le armi usate: stando ai primi accertamenti fatti sul posto da Squadra Mobile e Carabinieri, coordinati dai pm Marco D’Agostino e Ettore Cardinali della Dda di Bari, i sicari avrebbero inseguito a piedi il 20enne Giuseppe Casadibari all’interno del centro storico, sparando almeno 17 colpi da una pistola automatica e altri, non ancora quantificati, da un revolver. Questa dovrebbe essere l’arma utilizzata per uccidere la donna, raggiunta, sembra dalle ultime informazioni acquisite, da un colpo ad un fianco. Il medico legale che procede è Francesco Introna dell’istituto di medicina legale del Policlinico di Bari, al quale nei prossimi giorni sarà conferito l’incarico per l'autopsia della vittima

Non è da escludere che l'agguato rientri in una guerra fra clan rivali. La sparatoria avvenuta nel centro storico - quella in cui è rimasta vittima l'anziana - sarebbe stata la risposta a un altro agguato avvenuto poco prima nella zona 167 di Bitonto, via Pertini dove sono stati esplosi numerosi colpi i pistola e mitra contro l'abitazione di un boss della mala bitontina. Inoltre, dopo circa 20 minuti dall’agguato avvenuto tra Porta Robustina e via dei Martiri, è stato poi inspiegabilmente ucciso, a colpi di pistola, un cane: l'episodio è avvenuto nei pressi della stazione dei carabinieri, in un quartiere ad alta densità di case popolari e dove risiedono esponenti di un altro clan. 

LUTTO CITTADINO. SINDACO: SONO A PEZZI -  Lutto cittadino nel giorno dei funerali della vittima dell’agguato e stop a tutte le manifestazioni natalizie e di fine anno in programma fino al 7 gennaio: lo ha deciso l'amministrazione comunale di Bitonto. Intanto il sindaco di Bitonto, Michele Abbaticchio, si dice «a pezzi» dopo l’agguato avvenuto questa mattina nel suo Comune. «Una donna di 84 anni - scrive il primo cittadino su Facebook - ha concluso la sua vita a causa di una sparatoria in cui, presumibilmente (uso questo termine solo perché ci sono indagini in corso), era solo inerme spettatrice».
«Lo sdegno ed il senso di rabbia che ci assale - prosegue - si riverserà in tutte le sedi competenti perché i cittadini chiederanno conto e giustizia per la loro figlia. Perché, sia chiaro, quella signora è anche figlia nostra».
«Non sarà una celebrazione o un’onda di commenti social che spegneranno - conclude il sindaco - tutte le azioni necessarie affinché tutti i colpevoli siano perseguiti in ogni modo consentito dalla legge italiana. Sono a pezzi».

SI SPARAVA GIA' DALLA MATTINA PRESTO -Poco prima dell’agguato nel centro storico, - intorno alle 8.15 - altri colpi di arma da fuoco erano stati sparati in via Pertini contro l’abitazione di un esponente di spicco della criminalità bitontina, appartenente al clan Conte e lì il commando avrebbe ucciso il cane che l’uomo aveva nel cortile della casa, un pastore tedesco di nome 'Rocky'. Ma tutto sarebbe cominciato ancora prima alle 7.30 nei pressi dell’arco di Sant'Andrea, ad una decina di metri da Porta Robustina, dove sarebbero stati sparati colpi di arma da fuoco che non avrebbero colpito nessuno.
dalle prime ricostruzioni sembra che tutti gli episodi siano stati un 'botta e risposta' tra clan rivali ed il movente - secondo gli investigatori - sarebbe legato al controllo dello spaccio della droga.

Nel corso di controlli a tappeto messi in atto da carabinieri  e Polizia subito dopo l’agguato, in alcune palazzine di Via Pertini sono state scoperte una serie di porte blindate che, di fatto, impedivano l’accesso ai tetti. Sono stati chiamati i Vigili del fuoco che hanno abbattuto le porte, e su uno dei tetti è stato scoperto un nascondiglio della droga: sono stati trovati quantitativi di marijuana, cocaina, hascisc in parte già suddivisa in dosi e circa 4000,00 euro, numerosi bilancini di precisione e materiale destinato al confezionamento della droga.

«Sono a pezzi», ha scritto sulla sua pagina Facebook il sindaco di Bitonto, Michele Abbaticchio, che chiederà al prefetto di Bari una riunione del Comitato per la sicurezza. L’Amministrazione comunale ha annullato tutte le manifestazioni natalizie in programma sino al 7 gennaio e ha proclamato il lutto cittadino nel giorno in cui si terranno i funerali della vittima.
Il presidente dell’Anci Puglia, Domenico Vitto, ha invitato tutti i sindaci pugliesi a partecipare il 2 gennaio alla manifestazione che si terrà a Bitonto per protestare «uniti contro ogni forma di criminalità».

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