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La denuncia

Brindisi, solleva polvere
postino pestato a sangue

Sarebbe stato aggredito da tre uomini al rione Sant'Elia

Postino a singhiozzo, fermauna tonnellata di lettere

PIERLUIGI POTì

Massacrato di botte (per futili motivi) e poi costretto dapprima al ricovero in ospedale e in seguito ad un lungo periodo di convalescenza. Involontario protagonista dell’assurda aggressione un portalettere stagionale, la cui unica colpa (se così si può chiamare, stante l’assoluta mancanza di intenzionalità) è stata quella di sollevare con il mezzo di servizio un polverone durante il transito su una strada sterrata nell’estrema periferia di Sant’Elia. L’episodio risale al mese scorso (per la precisione al 10 agosto) e di certo avrà conseguenze sia sotto il profilo penale, sia anche dal punto di vista civile (sotto forma di azione per il risarcimento dei danni subiti).

I fatti, così come riportati nella denuncia presentata dall’uomo in Questura attraverso il suo legale, l’avv. Pantaleo Binetti, descrivono uno scenario a dir poco assurdo, in conseguenza del quale il povero impiegato postale ha riportato una serie di lesioni giudicate guaribili in undici giorni. La lista delle ferite riportate a seguito della selvaggia aggressione è a dir poco lunga: trauma cranico minore, trauma contusivo all’emitorace, trauma facciale con ferite lacero contuse e policontusione al tronco e al braccio sinistro. In più, ematoma allo zigomo con abrasione del labbro superiore. Sembra quasi un... bollettino di guerra e per il malcapitato postino è stata quasi una fortuna... ritrovarsi a poter raccontare (e denunciare) l’accaduto.

Ma veniamo ai fatti. Il 10 agosto scorso, il portalettere si reca nell’estrema periferia del rione Sant’Elia per consegnare un pacco. Giunto a bordo di un veicolo aziendale in una strada sterrata chiamata via dei Pescatori, nota due persone che appena si avvicinavano, con fare alterato, gli rappresentano che stava guidando in maniera veloce, alzando un copioso polverone di terra. In risposta, il postino controbatte cortesemente, asserendo di guidare ad un’andatura normale. Di contro, gli stessi energumeni, non volendo sentire ragioni, continuano, con un atteggiamento sempre più alterato, ad inveire contro di lui. Pertanto, per evitare ulteriori situazioni particolari e spiacevoli, dopo aver alzato il vetro anteriore destro, l’impiegato postale continua nel giro usuale di consegna della posta. Dopo aver fatto ciò, imbocca nuovamente la stessa strada sino a quando nota una vettura posta di traverso sul tragitto, che non gli consentiva di procedere oltre, tanto da costringerlo a fermarsi. A questo punto, dalla vettura scendono tre persone, e precisamente le due con cui prima aveva avuto il diverbio, oltre ad un terzo soggetto più giovane, i quali dopo aver aperto lo sportello dell’auto aziendale lo colpiscono ripetutamente, anche con l’ausilio di un bastone.

Il tutto è durato alcuni interminabili minuti, fino a quando il portalettere non riesce a divincolarsi e a fuggire l’autovettura, fermandosi dopo alcuni metri per chiamare la Polizia. Una pattuglia giungeva dopo qualche minuto, unitamente all’ambulanza, e in tale contesto il postino indica agli agenti gli aggressori, che vedeva dal punto in cui si era fermato. A loro volta, gli operatori di Polizia si portano sul posto e provvedono all’identificazione degli stessi.

Le indagini sono tuttora in corso e sembra che uno degli aggressori abbia ammesso le proprie responsabilità. Dopo aver formalizzato la denuncia, il malcapitato portalettere è rimasto ricoverato alcuni giorni in ospedale e soltanto giovedì scorso (dopo ben 28 giorni di convalescenza) ha potuto riprendere regolarmente servizio. Ma i “segni” (soprattutto psicologici) della violenta aggressione subita di certo non passeranno tanto facilmente.

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